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La caduta di Gerusalemme: 607 o 587? |
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Nel tentativo di screditare gli studi dei Testimoni di Geova, molti
oppositori attaccano quella che secondo loro è una nostra dottrina
primaria, ovvero “l’instaurazione nei cieli del Regno di Dio nel 1914”.
Per far questo hanno pensato di minare questo insegnamento alla base,
sperando che crolli tutto il resto. Essi affermano che i nostri studi
poggiano sulla data sbagliata della distruzione di Gerusalemme nel 607.
Quello che sfugge ai nostri critici, è che la data del 607 non è alla base dei nostri ragionamenti. Il 607 è solo una conseguenza a cui si arriva basandosi sui 70 anni di desolazione. Le fonti storiche ammettono che la desolazione terminò nel 537 a.E.V. Se ne deduce matematicamente che la desolazione non poté che iniziare nel 607 a.E.V. Anno dal quale vengono conteggiati i “sette tempi” secondo la regola “un giorno per un anno”. Davanti ad un simile ragionamento tanto semplice quanto disarmante, i nostri detrattori iniziano a sentenziare dichiarazioni del tipo:
Riguardo al punto 1, è interessante cosa dice il noto Matthew Henry Commentary spiegando i “390 giorni” di Ezechiele.
Quest’opera (e non è l’unica) riconosce quindi l’esistenza della regola profetica del “un giorno per un anno”. Regola che risulta quindi non essere di nostra invenzione. Per quanto riguarda il punto 2), dobbiamo per forza esaminare alcuni passi biblici per comprendere cosa effettivamente la Sacra Scrittura insegna. Quello che segue potrebbe sembrare un po’ noioso….. ma se riuscirete a terminarne la lettura comprenderete come la Bibbia non lascia dubbi sul fatto che i 70 anni furono di desolazione. Il 607 è una data sostenuta dalla Bibbia? Quando Geova fece il patto con il suo popolo, Egli promise loro una terra. Li avvertì però di quello che sarebbe accaduto nel caso fossero venuti meno al patto ed avessero disubbidito ai suoi comandamenti. Levitico 26:32-35:
Geova fece più volte riferimento alla Legge, richiamando l'attenzione sulla responsabilità dei principi e del popolo e spiegando in che cosa avevano trasgredito. Più volte Geova richiamò l'attenzione su quello che, come li aveva avvertiti per mezzo del profeta Mosè, sarebbe accaduto loro se avessero rifiutato di ascoltare le sue parole e avessero infranto il suo patto. (*** it-1 1042 Geremia ***) Per esempio, relativamente all'antico popolo di Dio, si avverarono profezie di distruzione e di restaurazione. Finché adorarono fedelmente Geova, prosperarono nel 'paese in cui scorreva latte e miele' dato loro da Dio. (Levitico 20:24; I Re 4:1, 20) Ma erano stati preavvertiti che, se avessero disubbidito, quel paese, che era un vero paradiso, sarebbe divenuto un deserto devastato. (Levitico 26:27-35) Nel 607 a.E.V., circa 900 anni dopo che Mosè aveva scritto Levitico, i babilonesi conquistarono Giuda e Gerusalemme. Poco dopo, i giudei rimasti nel paese fuggirono in Egitto, e la desolazione predetta divenne completa. Geremia 39:8-10; 40:5; 41:2; 43:1-7. (*** w84 1/9 10 La Parola di Geova è certa! ***) I cinque versetti di Levitico sopra riportati costituiscono le clausole contenute nella promessa divina in caso di disubbidienza alla Legge del Patto. Esse spiegano che se il popolo avesse continuato nella ribellione, sarebbe stato rimosso dalla terra donatagli da Dio. Per far si che ciò avvenisse, Geova avrebbe permesso ai nemici del suo popolo di distruggere le loro città e di portarli in esilio. E mentre si sarebbero trovati in esilio, la loro terra sarebbe stata desolata finché avessero pagato i loro Sabati.
Dopo che Giosia fu ucciso dal faraone Neco a Meghiddo (629 a.EV), il popolo fece Ioacaz re su Gerusalemme. Questo adempì una clausola della maledizione contenuta in Levitico 26:17:
Neco fu sconfitto e ritornò in Egitto (625 aEV).
Dopo che Nabucodonosor sconfisse Neco, egli assoggettò Giuda per diritto di conquista. Neco rimase in Egitto per il resto dei suoi giorni e non fece nessun tentativo di recuperare i territori persi. Ioachim pagò i tributi a Nabucodonosor per tre anni , dopodiché si ribellò.
Qui ci fu l'adempimento di un'altra clausola della maledizione contenuta in Levitico 26:31 :
La terra fu lasciata desolata e il rimanente del popolo fu portato a Babilonia. 2 Re 24:1 - 25:26
Sedechia cercò l'aiuto del faraone Hofra; l'esercito degli egiziani marciò contro Nabucodonosor a Gerusalemme, quindi i Caldei lasciarono il loro assedio ed iniziarono una battaglia con Hofra.
Come dicevamo all’inizio, alcuni affermano che la terra non fu lasciata completamente desolata per settanta anni e che questi sono da intendersi come anni di servitù al re di Babilonia. Ma la dichiarazione contenuta in Levitico 26:32-35,42,43 era relativa allo spopolamento e al servire nella terra dei nemici (non nella propria). Geremia 25:1-26
Nabopolassar morì nel mese di Ab (luglio/agosto), nel 4° anno di Ioachim che corrispondeva all'anno di ascensione di Nabucodonosor. Questo significa che Nabucodonosor sconfisse gli Egiziani a Carchemish il 4° anno di Ioiachim (625 aEV), che sarebbe stato il 21° anno di Nabopolassar. Nell'anno seguente (dopo la morte di Nabopolassar) Nabucodonosor ritorno' nella terra di Hattu e prese spoglie fino al mese di Shebat (gennaio/febbraio) del suo primo anno di ascensione (il 4° di Ioachim). Nel mese di Sivan (maggio/giugno) , il 5° di Ioachim (624 aEV), e il suo 1° anno effettivo, egli tornò nella terra di 'Hattu' per riscuotere il tributo dai re. Quindi nel mese di Shebat (gennaio febbraio) del suo 1° anno di regno effettivo le Cronache Babilonesi affermano che egli completò la distruzione di Ascalon in quanto questa rifiutò di sottomettersi. Nel suo 4° anno (620 aEV) obbligo' Ioiachim a versare tributi in quanto re vassallo. Ioiachim servì Nabucodonosor per 3 anni, fino al 618 aEV, quindi si ribellò. In seguito alla ribellione, Nabucodonosor assediò Gerusalemme. Sembra che Ioiachim sia morto durante questo assedio; salì sul trono suo figlio Ioiachin il quale si arrese solo tre mesi e dieci giorni dopo. Nabucodonosor rimosse Ioiachin e insediò un re di sua scelta. La Bibbia afferma che egli scelse Sedechia quale re e lo costrinse ad un giuramento di alleanza.
La profezia contro la terra di Israele e la sua desolazione è menzionata
in molti altri versetti di Geremia: Geremia 4:5-8
Geremia 4:20
Geremia 4:23-27
Geremia 6:1
Geremia 9:11
Il proposito di Dio era di rendere quella terra desolata. Questo si realizzò appena dopo la distruzione di Gerusalemme quando gli ultimi rimasti furono portati in Babilonia. (e l'esilio fu così completo).
La congiunzione «e» usata in questo versetto unisce la desolazione alla servitù. Questo fu il modo in cui Daniele comprese la profezia : Daniele 9:2
Non solo Daniele comprese che la terra sarebbe stata desolata per settant'anni, ma anche lo scrittore di 2 Cronache 36:17-23 spiegò l'adempimento della profezia allo stesso modo. Ci sono quindi due chiare testimonianze che collocano lo scadere dei settant'anni nel 537° a.E.V.; è quindi chiaro che la desolazione di Gerusalemme ebbe inizio nell'undicesimo anno di Sedechia che risulta essere perciò il 607 a.E.V.
Qui si mostra ulteriormente che la desolazione non era ancora avvenuta nel
momento in cui queste parole furono pronunciate : Geremia 27:17
Geremia 27:22
Geremia 29:10
Davanti alla chiarezza del versetto di Ger. 29:10, i nostri oppositori
affermano che la Traduzione del Nuovo Mondo traduca questo versetto in
modo disonesto. Essi infatti affermano che la corretta traduzione dovrebbe
essere «per Babilonia» e non «a Babilonia». Esaminiamo la lingua originale: Notate infatti Isaia 10:28:
La preposizione "La" nel costrutto "La-MiCH-MaSH" e' tradotta dalla totalità delle versioni bibliche con "a". Vi sono difatti molte traduzione bibliche che riportano Geremia 29:10 esattamente come la Traduzione del Nuovo Mondo:
Ma andiamo avanti con le prove dettate dal testo biblico: Geremia 29:16-18
In Geremia 29:16-18, risulta chiaro che la distruzione e la conseguente desolazione dovevano ancora accadere rispetto al tempo in cui venivano pronunciate queste parole. Un'altra scrittura sbandierata da molti apostati con l'intento di negare l'evidenza dei settant'anni di desolazione è Zaccaria 7:12: Zaccaria 71:12
Stando a questo versetto, molti affermano che i settant'anni erano appena scaduti o ancora dovevano scadere; infatti, siccome Zaccaria iniziò la sua attività di profeta 17 anni dopo il ritorno in patria degli ebrei, ne deducono che i sett'antanni non poterono scadere nel 537 a.E.V. È da notare però che in questo dialogo, l'angelo menziona i settant'anni come semplice evidenza che Dio fu adirato con il suo popolo. L'angelo nulla dice in merito alla scadenza dei settant'anni. In opposizione all'ira che Dio mostrò durante quel periodo passato, ora Geova avrebbe dovuto mostrare misericordia permettendo al suo popolo di completare i lavori del tempio. Non e' inoltre da trascurare l'aspetto profetico di queste parole. In questa profezia i "settant' anni" sono infatti equiparati al governo mondiale di Satana. Questo aspetto era ovviamente conosciuto dagli Angeli, per i quali quindi i settant'anni erano lungi dall'essere scaduti. Un commentario afferma:
Nel caparbio quanto inutile tentativo di far dire alla Bibbia che i 70 anni furono di servitù e non di desolazione (desolazione che invece appare più che evidente dai testi), i nostri critici sbandierano il versetto di Geremia 25:12 quale loro cavallo di battaglia.
Loro affermano che noi cadiamo in contraddizione perché questo versetto dice che i 70 anni terminarono («si saranno compiuti») nel 539 con la caduta di Babilonia e non nel 537. Ma notate attentamente: Mentre nei versetti precedenti Geremia accosta alla parola RE il nome del Sovrano, in questo versetto non fa nessun nome. Geremia scrisse le parole riportate nel versetto 12 sotto ispirazione e quindi il versetto non può contenere contraddizioni. Noi affermiamo che al Re di Babilonia fu chiesto conto del suo errore nel 537 a.E.V. !!!! Ma come è possibile? Babilonia non cadde nel 539 a.E.V.?! In questo versetto si parla di altro (ovvero dello scadere dei 70 anni). Innanzi tutto sottolineiamo il fatto che Geremia NON FECE NOMI (tanto più che il Re di Babilonia non fu ucciso la notte del 5 ottobre 539. Infatti quella sera perì il secondo in carica mentre Nabonedo sopravisse all'invasione).
Il Cilindro d'argilla di Ciro racconta:
Il Re di Babilonia al quale fu chiesto conto nel 537, allo scadere dei 70 anni, fu Ciro. Ma per quale ERRORE fu condannato Ciro? Potrebbe chiedere qualcuno! L'errore non era di Ciro, Nabucodonosor, Nabonedo o chicchessia. L'errore era del Re di Babilonia in quanto rappresentate di una nazione. E fu un errore che non subì interruzioni dovute all'invasione dei Medi. Il Cilindro di Ciro riporta:
Gli studiosi sono concordi nell'affermare che «dopo il suo ingresso in Babilonia, Ciro fa ripristinare subito le immagini e i reliquari delle divinità nazionali. Egli si preoccupa della quotidiana adorazione del dio principale Marduk..» - Joan Oates “Babilonia, ascesa e caduta di un impero”. Babilonia (quale simbolo della falsa adorazione) commise l'errore imperdonabile di non riconoscere l’operato dell’unico vero Dio Geova. Di tale errore fu chiesto conto con il ripristino della pura adorazione conseguente la liberazione del popolo di Dio. L'antitipico adempimento si ebbe nel 1919, quando Dio condannò Babilonia la Grande attraverso la liberazione del suo popolo e la restaurazione della pura adorazione. Se siete riusciti a leggere fino a questo punto, credo non abbiate più dubbi sul fatto che la Bibbia sia chiara nell’indicare che i 70 anni di desolazione iniziarono nel 607 a.E.V. Questo però spinge i Testimoni di Geova ad affermare che, inevitabilmente, Gerusalemme fu distrutta dai babilonesi nello stesso anno.
Queste «innumerevoli» testimonianze, di solito si riducono ad una…. il VAT 4956. Normalmente viene indicata questa tavoletta astronomica perché è quella che sembrerebbe fornire una evidenza più “pesante” rispetto alle altre. Ebbene, cosa dice il VAT 4956? Anche qui devo chiedervi lo sforzo di seguire per intero la trattazione per farvi una idea chiara di quanto questa fonte sia attendibile. Iniziamo con il riportare una traslitterazione del documento, seguita dalla traduzione in lingua inglese. Ed ora la traduzione in inglese, riga per riga. In fondo è riportata la stessa traduzione in modo più leggibile. Le parti evidenziate in blu sono aggiunte dei moderni traduttori o segnalazioni di mancanze o presunti errori compiuti dal copista.
Ora si potrebbe supporre che le parti in blu aggiunte da J. Sachs and H. Hunger, siano di secondaria importanza e che nulla abbiano a che fare con i calcoli astronomici. Invece, non è così! Anzi è esattamente il contrario. Prima di esaminare qualche passaggio è bene ricordare che il VAT 4956 è una copia di un documento non più disponibile. Risale a 200 anni dopo i fatti che narra. Testimoni di Geova OnLine sostiene che il copista abbia aggiunto la scritta “Year 37 of Nebukadnezar ” all’inizio e alla fine del documento perché quella era la credenza di allora. Sosteniamo altresì che i traduttori moderni si siano rifatti a tale credenza ed abbiano completato le parti mancanti in modo da far collimare gli avvenimenti. Vi sembra un’affermazione troppo forte? Ebbene leggete con attenzione quanto segue. Testimoni di Geova Online ha contattato il British Museum sottoponendogli queste riflessioni. Ecco la risposta ricevuta.
Ci viene quindi confermato che i traduttori A. J. Sachs e H. Hunger non fanno altro che confermare quanto già scritto da Tolomeo. Secondo noi invece loro sono partiti dalle conclusioni di Tolomeo ed hanno adattato il VAT 4956. Ma come mai tutti gli altri studiosi sono d’accordo con Sachs e Hunger? E per forza! Come conferma il British Museum praticamente tutti gli studiosi si basano sul loro lavoro. Come potrebbero essere in disaccordo quando praticamente tutti bevono dalla stessa fonte? Ma che dire se l’attendibilità di Tolomeo non fosse poi così certa? Nel suo libro “The Crime of Claudius Ptolemy”, il noto fisico Robert R. Newton dell’Università John Hopkins presenta la prova che Tolomeo “inventò di proposito” molte osservazioni astronomiche per dimostrare certe teorie da lui formulate, “onde poter asserire che le osservazioni convalidavano le sue teorie”. La rivista “Scientific American”, nei suoi commenti sul libro di Newton, osserva:
Nel suo libro The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings, il prof. E. R. Thiele, anche se non screditò mai il lavoro di Tolomeo, scrive:
Oggi gli studiosi credono che Tolomeo ottenesse i suoi dati non mediante osservazione, ma copiando l’opera di un astronomo greco precedente, Ipparco di Nicea. Si sospetta pure che si sia procurato alcuni dati risalendo dai risultati da lui presupposti. Claudio Tolomeo visse nel II secolo E.V., cioè più di 600 anni dopo la fine del periodo neobabilonese, evidentemente attinse le sue informazioni storiche da fonti che risalivano al periodo seleucide, iniziato più di 250 anni dopo la conquista di Babilonia da parte di Ciro. Non sorprende quindi che i dati di Tolomeo concordino con quelli di altri come Beroso, sacerdote babilonese del periodo seleucide; praticamente bevono tutti dalla stessa fonte. Nonostante la maggioranza degli studiosi continui a dare credito a Tolomeo (come confermato dalla lettera del British Museum riportata), alcuni accademici sono fermamente convinti della sua inattendibilità. A breve Testimoni di Geova OnLine pubblicherà gli studi di questi accademici nell’ambito di un trattato sulla inattendibilità di Tolomeo. Ora torniamo al testo del VAT 4956. Nel testo originale si parla del «pianeta»; i traduttori Sachs e H. Hunger affermano trattasi della «luna». Ma su quali basi fanno tale asserzione ? Ebbene doveva essere la luna perché altrimenti il documento non avrebbe indicato il 568! Pensate si tratti di uno scherzo ? E’ la triste realtà. Non c’è nessuna base per affermare che si trattasse della luna se non il fatto che nel 568 la luna si trovava nella posizione indicata dalla scriba. Per sostenere il loro ragionamento al contrario, hanno però dovuto forzare il testo che invece indica tutt’altro. Ad esempio, il British Museum e i traduttori Sachs e H. Hunger sanno benissimo che la linea 3 del Vat 4956 non supporta l’idea che il pianeta fosse la Luna. Allora hanno deciso che lo scriba in quel punto ha commesso un errore. Certo che se si trovasse un altro errore nel documento che confermasse l’impossibilità che il pianeta fosse la Luna…. sarebbe un problema. Infatti bisognerebbe affermare che lo scriba abbia commesso per due volte lo stesso errore sul medesimo argomento. Ecco perché, nonostante un secondo errore ci sia… non viene segnalato da nessuno. Infatti, come è possibile che la Luna si trovasse alle coordinate e presso la costellazione specificata in linea 14 il giorno 5 Sivan e che sempre il medesimo pianeta (la Luna) si potesse trovare nella medesima costellazione il 15 Sivan come indicato in linea 17/18 (sapendo che la Luna impiega 2,5 giorni per passare da un segno dello zodiaco ad un altro e sapendo che nessuna delle due linee e' marcata come errore)? Consigliamo il lettore di stampare il testo del VAT 4956 e di verificare
riga per riga quanto da noi affermato.
Ora qualcuno, e a ragion veduta, potrebbe chiedersi: ma non ci sono forse
migliaia di altri documenti che confermano le conclusioni di Sachs e H.
Hunger? Come è possibile
giustificare l’unanimità del mondo accademico nel suo affermare che
Gerusalemme cadde il 587 a.E.V.? Il docente Rolf Furuli dell'Università di Oslo ha recentemente terminato uno studio comparativo tra la cronologia siriaca, babilonese, egizia e persiana con la cronologia biblica. Tale studio verrà pubblicato prossimamente in inglese dal titolo: "Persian Cronology and the Length of the Babylonian exile of the Jews" (La Cronologia persiana e la lunghezza dell'esilo babilonese degli ebrei) (Volume I°); e di cui L'AZZURRA 7 Divisione Editoria ne curerà la traduzione e la pubblicazione in lingua italiana. Questo studio conferma in pieno la cronologia biblica.
Concludiamo con le parole dell’apostolo Paolo sperando che nessuno mai
abbia a dimenticarle:
“sia Dio trovato verace, benché ogni uomo sia trovato bugiardo” The Oslo chronology versus the chronology of Parker and Dubberstein The chronology of Parker and Dubberstein has been almost universally
accepted for the last fifty years. According to P&D the accession year of
Nebuchadnezzar was 605 B.C.E. and his destruction of Jerusalem occurred in
587 B.C.E. The conquest of Babylon by Cyrus occurred in 539, and the
Persian empire ended in 331 B.C.E. after the five year reign of Darius III. For the first time this chronology has been challenged in a scholarly
study. The tablets to which P&D refer, have been studied afresh, and an
attempt has been made to make a synthesis of all the tablets that
contradict the traditional chronology and give a new interpretation to
some of the old material.
This book is based on a study of the data from several thousand cuneiform
tablets, including dated contracts and other business documents, and
astronomical tablets giving the positions of the heavenly bodies in
relation to each other and to the Zodiac in particular years. A careful
analysis of relevant texts in Hebrew and Aramaic (the Elephantine Papyri)
has been performed. About 400 modern sources have also been used. Parker and Dubberstein A study of each cuneiform document used by P&D to show in which regnal
years of Babylonian and Persian kings, intercalary months were added,
reveals that 49 % of the ”evidence” used by P&D has no real value, in this
author’s judgment. A comparison of 1450 cuneiform tablets dated during the
reigns of the Persian kings reveals tablets for most of the kings that
contradict P&D’s scheme, which was based on the first and last tablets
dated to each king. On this basis it is argued that the chronology of P&D
should be radically revised. The chronology of the Persian kings The most trustworthy cuneiform evidence consists of dated business tablets.
These indicate sales, loans, and other transactions and are dated in the
day, month, and year of the king who ruled at the time. These dates are
clearly unbiased. A comparison of these tablets suggests a different
chronology compared with the one advocated by P&D. The business tablets
demand that Bardiya (Gaumata, who probably is the ”Artaxerxes” of Ezra
4:23) ruled for 18 months between Cambyses and Darius I. Thus the
accession year of Darius I is pushed one year forward. There are strong
reasons to believe that Xerxes was co-regent with Darius I for 11 years.
Evidence: The absolute chronology based on the positions of the heavenly bodies in
the reigns of particular kings. The glimpse of the Oslo chronology of the Persian kings presented above
collide head on both with P&D and with the three so-called ”Saros tablets”
which, as far as we can see from their fragmentary condition, present
18-year cycles of eclipse possibilities of the moon, which can be
connected with numbered years of Persian kings. In order to make an absolute chronology on the basis of astronomical
diaries, lunar (Saros) tablets and planet tablets, three requirements must
be met: As far as the Saros tablets are concerned, only condition 3 is met. The
pattern of the eclipses, numbers of regnal years, and abbreviated names of
kings (on one of them) help astronomers pinpoint the years of the kings of
the Persian empire back to the last part of the reign of Darius I. It has been known for a long time that the Saros tablets do not contain
original observations, but they represent calculations solely based on
theory, or on a combination of theory and other tablets containing
observations. Thus they indicate that in the 3rd century B.C.E., in the
astronomical/historical milieu, a scheme of 18-year Saros cycles connected
with a chronology of kings existed, probably going back as far as to the
time of Nabonassar (747 B.C.E.) as suggested by other tablets. The
important question is: Do these 24 Saros cycles (of which we only have
fragments), which cover 432 years from 747 to 315 B.C.E., and which are
connected with a chronology of kings, represent reality, or are they as a
whole fictional? If we take the dated business tablets and other material at face value,
the answer, as far as the Persian empire is concerned, is that the Saros
tables are fictional. Eclipses of the moon occur regularly at 5 or 6 month
intervals, and almost the same series of eclipes occur every 223 months
(18 years), so the eclipse part of the Saros scheme is real. What is
fictional, (a conclusion based on more than one hundred business tablets
and ”anomalous” intercalary months from the Persian empire), is the
connection between the eclipse cycles of the moon and the succession of
kings. P&D took the Saros tablets as proof of their chronology and
rejected business tablets which contradicted their chronology, and were
not aware of scores of other tablets that speak against their chronology.
The Oslo chronology does the very opposite of P&D by taking the business
tablets at face value, which forces us to reject the theoretical Saros
chronology as a depiction of reality. The length of the Babylonian exile of the Jews Language is ambiguous, and many texts can be interpreted in different ways.
But a careful linguistic analysis reveals that Daniel 9:2 and 2 Chronicles
36:21 unambiguously say that Jerusalem
was a desolate waste without inhabitants for a full 70 years, while the
people were exiled in Babylon. It has been argued that the words of
Jeremiah 25:11,12 do not corroborate with the mentioned unambiguous texts.
This is wrong, and an analysis of these and other words of Jeremiah show
that, while his words are not unambiguous, they can be interpreted as
saying the same thing as the unambiguous texts. Daniel and the Chronicler,
who personally knew the length of the exile, interpreted the words of
Jeremiah as indicating a desolate condition of 70 years. A correct
understanding of Hebrew verbs help us to understand that Zechariah 1:12;
7:5 accords with the other passages, definitely stressing the desolate
condition of 70 years. Volume II and the Babylonian chronology Much research is needed before Volume II is ready for publication, but a
few remarks can be made at this point. The chronologies of Assyria,
Babylon, and Persia are interdependent as far as the dates of the reigns
of the kings are concerned. If, for instance, the accession year of the
first New Babylonian king is pushed forward one or two years, the whole
New Babylonian dynasty is pushed forward by one or two years. The same is
true if one of the kings is pushed one or more years backwards. This is
what we may call the ”domino-effect”. This ”domino-effect” works in another way as well, something that can be
seen in connection with the Saros cycles. The Saros scheme with each cycle
consisting of 223 lunar months, includes the Persian and New Babylonian
kings, and a great number of Assyrian kings. The scheme either represents
reality, or it is fictional. If we, on the basis of a great number of
dated business tablets, can show that the part of the Saros scheme that
includes the Persian kings, is fictional—which I believe we can—then, this
has the ”domino effect” in that the same must be true for the the rest of
the Saros scheme covering the New Babylonian and Assyrian empires. Thus
the whole frame of the New Babylonian chronology of P&D falls apart. The year 539 B.C.E.is taken in the Oslo chronology as the time when Cyrus
conquered Babylon, although there can be some uncertainty with that year,
due to the witness of the tablet Strm Kambys 400, which is not as good as
we would have wished. However, if we accept the year 539 and at the same
time accept the unambiguous witness of the Bible, we also must accept that
the Babylonian exile began about 70 years before the year 539, and not 49
or 50, which is what B&D allows for. This means that both the Bible and
the Oslo chronology of the Persian empire argues against the traditional
New Babylonian chronology. The witness of the cuneiform tablets related to the New Babylonian kings
will be thoroughly discussed in Volume II. The astronomical evidence of
this period is meager indeed, though specific, and it will be discussed in
the light of the three crieteria mentioned above. It is particularly
important to come to grips with the astronomical diary VAT 4956. As of
present I have reviewed data from about 7.000 business tablets from the
New Babylonian Empire. There are so many tablets that are anomalous, from
the point of view of the traditional chronology, that the whole scheme of
P&D breaks down. Each king seems to have ruled longer than P&D
says. This
material will be systemized and interpreted. An important question that
will be scrutinized is whether one whole Saros period of 18 years somehow
was lost in the New Babylonian era in the theoretical Saros schemes that
were used in the 3rd century B.C.E., to the effect that the New Babylonian
dynasty of kings existed 18 years longer than P&D says. There are several
original inscriptions from this period as well, some containing
information that is contradicted by others. The result of a study of these
will also be presented. A word of caution Ancient history cannot be proven, because there are no living informants.
Any attempt to make a chronological scheme of the kings of ancient nations
is tentative. The Oslo chronology does not claim to represent the final
word of the matter, but it represents a new approach to chronology. It
does not generally challenge the interpretations and datings of
astronomical tablets by experts such as Sachs, Hunger, Watson, and Steel,
but it questions the origin and quality of the tablets, thus scrutinizing
the connection between the dates and regnal year of real kings. Its
advantage is that the cuneiform data are not seen through the glasses |
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Testimoni di Geova OnLine |
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