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I Testimoni di Geova e La questione bulgara


Da diversi mesi circola in Internet l’accusa di un inganno perpetrato dalla Watch ‎Tower Society ai ‎danni dei suoi aderenti. Secondo tali fonti in Bulgaria, di ‎soppiatto e senza dire niente a nessuno, ‎sarebbe stata variata la norma che ‎proibisce le trasfusioni di sangue e i dirigenti della Watch Tower ‎Society ‎avrebbero mentito alle autorità statali bulgare e alla Commissione Europea per i ‎diritti ‎umani. In pratica, sostengono i critici, avocando il principio della ‎cosiddetta “strategia teocratica” ‎‎i dirigenti della Watch Tower Society avrebbero ‎‎fatto dichiarazioni fuorvianti e mezze verità per ottenere la libertà religiosa in ‎Bulgaria. Per esempio ‎in un News Group religioso veniva riportato un articolo ‎che esordiva in questo modo: ‎

«La società Torre ‎di Guardia trova un accordo col governo bulgaro: un crimine, ‎un oltraggio e una ‎delusione!»‎

Come potete leggere, è un’accusa piuttosto grave. Noi di Testimoni di Geova ‎OnLine, animati dallo spirito di Atti degli apostoli 28: 22 siamo ‎andati a consultare i ‎documenti ufficiali. Ed ecco cosa è accaduto realmente in Bulgaria:‎ ‎

A metà degli anni 90 il governo bulgaro decise di non rinnovare all’ente che ‎rappresenta i ‎Testimoni di Geova in Bulgaria il riconoscimento giuridico. Tale ‎episodio viene descritto dai nostri ‎oppositori nel seguente modo:‎ ‎

"Il motivo della drastica decisione (a seguito della quale si verificarono ‎arresti di Testimoni, ‎sequestri di letteratura, dispersione di adunanze e ‎altro ancora) era da ricercarsi nello statuto ‎dei Testimoni di Geova (un ‎documento che la sede centrale di uno stato presenta allo stato ‎medesimo per ‎ottenere il riconoscimento e che contiene in sintesi, le idee e i principi guida ‎della ‎fede), nel quale sono contenute tra l'altro precise disposizioni riguardanti ‎le sanzioni disciplinari che ‎venivano inflitte a quei Testimoni di Geova che ‎deliberatamente accettavano trasfusioni di sangue o ‎trattamenti sanitari legati ‎al sangue, giudicati inaccettabili dal Corpo Direttivo"‎

‎[il grassetto è ‎nostro]‎

Nonostante l’aura di negatività con cui i critici vogliono circondare l’episodio ‎Bulgaria quello che ‎stava avvenendo, per loro stessa ammissione, era una vera ‎e propria persecuzione religiosa.‎ ‎

L'ente che rappresenta i Testimoni di Geova in Bulgaria, il "Khristiansko ‎Sdruzhenie Svideteli na ‎Jehova", dopo aver cercato inutilmente di spiegare la ‎propria posizione alle autorità bulgare ‎intervenne presso la Corte Europea dei ‎Diritti dell’Uomo, denunciando il governo bulgaro per ‎violazione dei Diritti ‎Umani. Viene così aperto un procedimento registrato al N. 28626/95 in cui ‎‎vengono prese in esame le affermazioni delle due parti, i Testimoni di Geova e il ‎governo bulgaro. ‎Chi volesse può consultare il documento ufficiale al seguente ‎indirizzo:
http://www.religlaw.org/template.php?id=178‎

‎ ‎

Ne traduciamo alcune parti salienti e ci riserviamo di commentarle alla fine:‎

“il 28 giugno 1994 il consiglio dei ministri adottò la risoluzione n.255 alla quale ‎‎seguì l'autorizzazione alla registrazione per 17 associazioni e il rifiuto per altre ‎‎24 ‎inclusa la Watch Tower. la decisione fu basata sul paragrafo 133 e sul ‎transitional ‎provision of the persons and family act., non furono provvedute ‎altre spiegazioni e la ‎Watch Tower non ricevette copia ufficiale della decisione.‎ ‎

I membri della Watch Tower ne vennero a conoscenza il 5 agosto 1994 durante ‎una ‎azione di polizia nella città di Haskovo [vedi sotto per la soppressione delle ‎adunanze ‎della Watch Tower] nel settembre 1994, la risoluzione n. 255 fu ‎pubblicata nella ‎gazzetta ufficiale [bulgara] il 15 settembre 1994, la Watch ‎Tower fece appello alla ‎Corte Suprema contro questa decisione … la Watch ‎Tower inoltre dichiarò in ‎breve alcuni principi della filosofia dei Testimoni di ‎Geova dando risalto alla loro ‎dedicazione alla moralità, rispetto per l'ordine ‎pubblico e per la famiglia. Inoltre la ‎storia della loro religione mostra ‎chiaramente che essi danno la massima importanza ‎alla pace a non prendono ‎parte nelle guerre delle nazioni, mentre hanno pieno rispetto ‎per le convinzioni ‎degli altri e di conseguenza, riconoscono e non interferiscono ‎nelle attività dello ‎stato atte a mantenere le forze armate.‎ ‎

Il consiglio dei ministri [governo bulgaro] sostenne che lo statuto della Watch ‎Tower ‎non corrispondesse all'essenza della religione dei Testimoni di Geova e ‎alle loro ‎pratiche "così come conosciute in tutto il mondo".‎ ‎

Il governo bulgaro proseguì con le accuse che vennero verbalizzate dalla Corte ‎Suprema:‎

‎[il governo bulgaro sostenne che]: "il novantanove percento della bibliografia ‎pertinente, ‎prevalentemente in lingua inglese, indica che a dispetto delle ‎dichiarazioni della ‎Watch Tower le quali affermano che la loro dottrina sia ‎cristiana e basata sulla ‎bibbia, nei fatti negano quasi tutti i concetti cristiani ‎basilari. È risaputo che i ‎Testimoni di Geova hanno fatto la loro propria ‎traduzione della bibbia che è un falso ‎dal punto di vista linguistico e ‎storico, inoltre non è vero che i Testimoni di Geova ‎rispettano la legge e ‎l'ordine pubblico. Piuttosto sono ben conosciuti per la loro ‎dottrina che anela ‎alla sostituzione della società civile da parte di una società ‎teocratica la quale è ‎contraria alla costituzione della Bulgaria. In aggiunta è ‎proibito per i ‎Testimoni di Geova fare giuramento dinnanzi alla bandiera nazionale o ‎‎onorare altri simboli dello stato.‎ ‎

Inoltre il rifiuto dei Testimoni di Geova delle trasfusioni di sangue era contrario ‎alla ‎legge e privava i membri di questo gruppo religioso del loro diritto ‎costituzionale ‎sulla libera scelta in materia di salute.‎ ‎

‎... il loro credo svilisce la vita umana, favorisce una attitudine ostile nei ‎confronti ‎della scienza, etichettata come diabolica, e incita all'emarginazione ‎sociale. Molti ‎autori hanno constatato che il livello di malattie psichiatriche ‎tra Testimoni di ‎Geova era più alto che tra altre persone. In aggiunta ci sono ‎stati casi di suicidi di ‎massa"‎ ‎

‎…il dirigente dichiarò inoltre l'evidenza che i Testimoni di Geova soffrono di ‎‎problemi psichici e di schizofrenia, nevrosi, ecc.. ricorrono in maggior ‎numero fra ‎loro ... la stampa coprì estesamente le azioni della polizia contro la ‎Watch Tower. ‎Alcuni giornalisti dichiararono che certe azioni di polizia furono ‎richieste dal ‎consiglio di amministrazione delle denominazioni religiose ... in più ‎occasioni la ‎Watch Tower cercò di far pubblicare le risposte alle accuse su vari ‎giornali privati. ‎Tutti i giornali si rifiutarono di pubblicare il materiale offerto ‎dalla Watch Tower.‎

‎... solo e sempre lo stesso organo decise arbitrariamente e con unica sentenza, ‎‎l'illegalità dei Testimoni di Geova ed agì brutalmente e con insistenza per ‎sopprimerli ‎‎... tutte queste pratiche furono illegali e arbitrarie ... tutti gli atti di ‎soppressione delle ‎adunanze, di confisca di materiale religioso, di arresti, di ‎irruzione in case private, ‎furono illegali e contrarie alle leggi bulgare ... una ‎significante quantità di articoli di ‎stampa ostili alla WT consistevano in ‎dichiarazioni e interviste di ufficiali pubblici ... ‎queste dichiarazioni delle autorità ‎contribuirono a plasmare la pubblica opinione e al ‎rifiuto da parte dei giornali di ‎pubblicare materiale in difesa dei Testimoni di ‎Geova...‎ ‎

in relazione al rifiuto delle trasfusioni di sangue, la Watch Tower asserisce che ‎‎dal momento che questa è parte della dottrina religiosa dei Testimoni di Geova, ‎‎la sua accettazione dipende dalla scelta personale dell'individuo implicato. Non ‎‎ci sono sanzioni religiose per i Testimoni di Geova che scelgono di accettare ‎‎trasfusioni di sangue. In aggiunta, il fatto che la dottrina religiosa dei Testimoni ‎‎di Geova sia contro le trasfusioni di sangue, non può costituire minaccia per la ‎‎pubblica salute, essendo ogni individuo libero di fare la propria scelta...‎ ‎

‎[Il grassetto è nostro]‎

Fin qui la citazione del documento N. 28626/95. ‎Nota Come potete leggere, il governo bulgaro in ‎maniera del tutto arbitraria, aveva iniziato una vera e propria persecuzione religiosa basandosi su ‎alcune accuse risibili. Nessun governo dovrebbe prendere in esame l’accusa che i Testimoni di ‎Geova neghino i dogmi delle altre confessioni religiose cristiane o che abbiano la propria traduzione ‎della Bibbia difforme dalle altre. Dal punto di vista giuridico questa accusa è assolutamente ‎irrilevante. Come irrilevante è l’affermazione che poiché anelano “alla sostituzione della societa' ‎civile da parte di una società teocratica la quale [era] contraria alla costituzione della Bulgaria.....”; ‎le speranze ultramondane non possono essere oggetto di verifica politica. Che i Testimoni di Geova ‎credano alla prossima distruzione dei malvagi è ininfluente ai fini del riconoscimento giuridico ‎quanto la credenza che tutti i buoni vadano in cielo e i cattivi all’inferno (tipica delle chiese della ‎cristianità). ‎

Lo stato può solo preoccuparsi del bene collettivo e reprimere le azioni dei singoli in violazione ‎delle leggi ma non può stabilire se le credenze dei cittadini sono ortodosse o eterodosse. Inoltre ‎chiediamoci: è mai stato provato che la fede ultramondana dei Testimoni di Geova produca cittadini ‎pericolosi per lo stato e violatori della legge? No! Al contrario si sono fatti una reputazione ‎onorevole di cittadini fra i più sottomessi e obbedienti alle autorità.‎

Che dire della seguente accusa del governo bulgaro, verbalizzata dalla Corte ‎Suprema?‎ ‎

“in aggiunta, era proibito per i Testimoni di Geova fare giuramento dinnanzi alla ‎‎bandiera nazionale o onorare altri simboli dello stato.”‎

Essa è dovuta, evidentemente, ad una campagna di disinformazione cui è stato ‎vittima il governo ‎bulgaro. È vero che i Testimoni di Geova non fanno atti di ‎culto dinanzi ai simboli dello stato ma ‎è anche vero che li rispettano, non ‎facendo atti di vilipendio rivolti verso questi simboli. ‎ ‎

A tale riguardo notate questa esperienza narrata nell’annuario dei Testimoni di ‎Geova del 1990 pp. ‎‎57-8 :‎ ‎

‎...quando aveva solo 11 anni e non era ancora battezzata, Terra fu ‎inaspettatamente ‎messa alla prova da un insegnante. A quel tempo Terra era ‎l’unica alunna testimone in ‎tutta la scuola.‎ ‎

Una mattina durante le lezioni Terra notò che l’insegnante aveva portato fuori ‎della ‎classe una sua compagna per qualche minuto. Poco dopo l’insegnante ‎chiese ‎gentilmente a Terra di accompagnarla nell’ufficio del preside. Per il ‎momento non ‎venne data alcuna spiegazione. Comunque, giunta nell’ufficio del ‎preside, Terra notò ‎che sulla sua scrivania era stesa la bandiera canadese. ‎Nell’ufficio erano solo loro tre: ‎Terra, l’insegnante e il preside.‎ ‎

Quindi l’insegnante ordinò a terra di sputare sulla bandiera canadese. Egli fece ‎notare ‎a Terra che dal momento che lei non cantava l’inno nazionale né ‎salutava la bandiera, ‎non c’era motivo per cui non dovesse sputare sulla ‎bandiera se le veniva ordinato di ‎farlo. Pur essendo molto sorpresa da questo ‎comando, Terra si rifiutò di profanare ‎questo simbolo del paese. Spiegò che i ‎Testimoni di Geova rispettano la bandiera ‎sebbene non la adorino. Quando ‎l’insegnante vide che Terra era irremovibile, ‎tornarono entrambi in classe.‎ ‎

Una volta in classe, l’insegnante annunciò che aveva appena compiuto un ‎‎esperimento. Aveva portato nell’ufficio del preside due alunne, una alla volta, e ‎‎comandato loro di sputare sulla bandiera. Benché la prima alunna partecipasse ‎alle ‎cerimonie patriottiche, sputò sulla bandiera quando le fu ordinato di farlo. ‎Viceversa, ‎spiegò l’insegnante, Terra aveva principi elevatissimi. Pur non ‎cantando l’inno ‎nazionale e non salutando la bandiera, si era rifiutata di ‎disonorare in quel modo la ‎bandiera. L’insegnante disse che era Terra quella ‎che mostrava giusto rispetto.‎

Questo è il vero atteggiamento dei Testimoni di Geova e questa esperienza ‎rende evidente cosa ‎insegnano veramente i Testimoni di Geova in relazione al ‎saluto alla bandiera.‎ ‎

Ma proseguiamo con l’analizzare le accuse rivolteci dalla Bulgaria:‎ ‎

inoltre il loro credo svilisce la vita umana, favorisce una attitudine ostile nei ‎‎confronti della scienza, etichettata come diabolica, e incita alla emarginazione ‎‎sociale. Molti autori hanno constatato che il livello di malattie psichiatriche tra ‎‎Testimoni di Geova era più alto che tra altre persone. In aggiunta ci sono stati ‎casi di ‎suicidi di massa.‎

Chiaramente questa accusa del governo bulgaro è improponibile. Che i ‎Testimoni di Geova credano ‎alla creazione e non all’evoluzione è un fatto. Che ‎abbiano un atteggiamento ostile verso la scienza ‎è una menzogna. Un ‎ricercatore, il dott. Massimo Introvigne, nel suo libro “I Testimoni di Geova ‎già e ‎non ancora” scrive: ‎

"diversamente da alcuni gruppi fondamentalisti, i Testimoni di Geova non ‎hanno ‎mai chiesto che nei programmi scolastici l’insegnamento dell’evoluzionismo sia ‎sostituito o ‎affiancato da quello del cosiddetto «creazionismo»" (pag. 86). ‎ ‎

Risibile è altresì l’accusa secondo cui il livello di malattie psichiatriche sia più ‎alto fra i Testimoni ‎che tra altre persone. A volte, il fatto stesso che una ‎persona sia entrata a far parte della Congregazione Cristiana dei Testimoni di ‎Geova è un indizio della presenza di un disturbo mentale. Spesso le persone ‎che credono in cose che gli altri considerano strane o sbagliate (non perché lo ‎siamo veramente), sono state bollate come pazze. Non a caso la sociologa Eileen Barker dice: ‎

‎... la società si avvia lungo una strada pericolosa quando incomincia a ‎considerare matte le persone sulla base della loro fede religiosa o della loro ‎ideologia, ed è una strada che le nazioni dell'Occidente hanno aspramente ‎criticato.‎

Barker continua:‎

‎... praticamente non esistono prove del fatto che i membri della maggioranza ‎dei NMR soffrano di disturbi mentali più degli altri individui della loro età.‎

È evidente che l'accusa secondo la quale il livello di malattie psichiatriche sia ‎più alto fra i Testimoni ‎che tra altre persone vuole solo creare clamore laddove ‎non esiste. Per maggiori informazione su questo argomento vedi l'articolo I ‎Testimoni di Geova e la salute mentale.‎ ‎

L'accusa relativa ai casi di suicidi di massa la si legge di tanto in tanto in siti ‎‎internet appositamente preparati contro i Testimoni, ma nessun ricercatore ‎serio l'ha mai presa in ‎considerazione. ‎

Come potete vedere da voi stessi, le infondate accuse che il governo bulgaro ‎rivolgeva ai Testimoni ‎di Geova, null'altro erano che un pretesto per iniziare una ‎vera e propria persecuzione. Ma l'accusa ‎che più di tutte è stata ed è oggetto di ‎strumentalizzazione da parte dei critici è quella relativa le ‎trasfusioni di sangue. ‎‎ ‎

Il governo bulgaro dichiarò:‎

‎"inoltre il rifiuto dei Testimoni di Geova delle trasfusioni di sangue era contrario ‎‎alla legge e privava i membri di questo gruppo religioso del loro diritto ‎‎costituzionale sulla libera scelta in materia di salute."‎

Anche in questo caso il governo bulgaro fraintendeva la dottrina dei Testimoni ‎di Geova sostenendo ‎che promuovesse la morte per mancanza di cure tra i ‎fedeli e i loro figli. L’aspetto più capzioso di ‎tutto questo era il teorema che la ‎dottrina e la prassi disciplinare relativa l’uso del sangue impedisse ‎i singoli ‎membri della congregazione di scegliere liberamente il trattamento sanitario. ‎Tutto questo ‎divenne il pretesto per il governo bulgaro per scatenare la ‎persecuzione religiosa verso i Testimoni ‎di Geova.‎ ‎

L’associazione che cura gli interessi dei Testimoni di Geova in Bulgaria decise di ‎ricorrere presso la ‎Commissione Europea per i diritti umani. Il documento ‎‎28626/95 è un documento della ‎Commissione Europea in cui si prende atto ‎delle dichiarazioni delle parti. È solo un verbale. Non si ‎tratta, come vorrebbero ‎far credere i nostri critici, di un documento in cui i Testimoni di Geova ‎vengono ‎costretti a 'modificare la loro dottrina' o a 'dichiarare il falso' per ottenere un ‎‎riconoscimento giuridico dalla Bulgaria. Ciò che i nostri critici ‎tacciono è che la ‎Commissione Europea dichiarò ammissibile il ricorso dei Testimoni di Geova ‎‎contro il governo bulgaro. Infatti al termine del documento leggiamo:‎ ‎

For these reasons, the Commission, by a majority, DECLARES THE ‎‎APPLICATION ADMISSIBLE, without prejudging the merits of the case.‎

traduzione:‎ ‎

‎Per queste ragioni, la Commissione, a maggioranza, dichiara la richiesta ‎‎ammissibile, senza giudicare i meriti del caso.‎

Quindi la denuncia dei Testimoni di Geova contro il governo per vessazione e ‎persecuzione era più che ‎corretta, secondo il Consiglio d’Europa. ‎ ‎

Siete meravigliati nell’apprendere che la Commissione Europea dichiari ‎ammissibile un ricorso dei ‎Testimoni di Geova contro un governo? ‎ ‎

Comprendiamo che lo siate. Se state leggendo questo nostro articolo dopo ‎essere passati da altri siti ‎in cui viene citato il documento 28626/95 solo in ‎relazione alla questione delle trasfusioni è ovvio ‎che i Testimoni di Geova ‎abbiano suscitato una impressione negativa. Ma il documento, come ‎abbiamo ‎esaminato sopra, contiene molto altro che dimostra evidente pregiudizio del ‎governo ‎bulgaro (di cui comprendiamo, il governo non ha colpa) contro i ‎Testimoni di Geova. Ma vogliamo ‎mostrarvi altre informazioni del documento. Il ‎quadro si farà ancora più chiaro.‎ ‎

Il consiglio dei ministri accusò che lo statuto della Watch Tower: ‎

non corrispondesse all'essenza della religione dei Testimoni di Geova e alle loro ‎‎pratiche "così come conosciute in tutto il mondo" questa era la situazione ‎perché, tra ‎l'altro, il novantanove percento della bibliografia pertinente, ‎prevalentemente in ‎lingua inglese, indica che a dispetto delle dichiarazioni della ‎Watch Tower le quali ‎affermano che la loro dottrina sia cristiana e basata sulla ‎Bibbia, nei fatti negano ‎quasi tutti i concetti cristiani basilari. E' risaputo che i ‎Testimoni di Geova hanno fatto ‎la loro propria traduzione della bibbia che e' un ‎falso dal punto di vista linguistico e ‎storico”‎ ‎

Avete notato che il governo parla del “99% della bibliografia esistente in lingua ‎inglese” ‎come un'autorevole fonte di informazione sui Testimoni di Geova? Ci ‎chiediamo che ‎letteratura abbia consultato il governo bulgaro per apprendere ‎informazioni che non ‎esitiamo a definire “sciocchezze” e per di più (come ‎abbiamo visto sopra) ininfluenti dal ‎punto di vista legale. Ci sembra evidente ‎che dietro questa persecuzione contro i ‎Testimoni di Geova ci siano altri. Le ‎affermazioni fatte dal governo bulgaro ci sono ‎troppo familiari per essere ‎frutto della ricerca indipendente di qualche studioso.‎ ‎

In realtà non è la prima volta che i Testimoni di Geova si rivolgono alla ‎Commissione ‎Europea e ottengono una condanna per qualche governo che viola ‎i diritti umani. Il ‎‎25 maggio 1993, con una maggioranza di sei contro tre, la ‎Corte Europea decretò che il ‎governo greco aveva violato la libertà religiosa ‎dell’84enne Minos Kokkinakis, un greco ‎accusato dalla chiesa ortodossa di ‎violare la legge sul proselitismo. Oltre a riconfermare ‎la liceità del suo ministero ‎pubblico e restituirgli la sua dignità, la Corte gli riconobbe un ‎risarcimento pari ‎a circa 20 milioni di lire. Pertanto la Corte respinse la tesi del governo ‎greco ‎secondo cui Kokkinakis e i Testimoni di Geova ricorrerebbero a tattiche ‎coercitive ‎quando parlano delle loro convinzioni con altri.‎ ‎

Non è vero che il quadro in relazione a ciò che avvenne in Bulgaria si fa ora più ‎chiaro? ‎Un conto è presentare la cosa come se Bulgaria e Commissione Europea ‎si fossero resi ‎conto della pericolosità dell’atteggiamento dei Testimoni di Geova ‎in relazione alle ‎trasfusioni e con pressioni politiche abbiano indotto ‎l’Associazione che rappresenta i ‎Testimoni in Bulgaria a fare modifiche allo ‎Statuto in relazione alle trasfusioni di sangue, ‎e un altro è leggere che i ‎Testimoni di Geova hanno denunciato la Bulgaria di fronte la ‎Corte Europea per ‎violazioni della libertà religiosa e persecuzione per motivi che vanno ‎molto al di ‎là della questione relativa alle trasfusioni.‎ ‎

Tutto questo ci ha permesso, fino ad ora, di conoscere l’esatto contesto storico ‎degli ‎avvenimenti in questione. Ma vi starete chiedendo: non è forse vero che ‎vennero ‎rilasciate dichiarazioni congiunte, da parte del governo bulgaro e ‎dell’Associazione dei ‎Testimoni di Geova della Bulgaria, proprio in relazione alle ‎trasfusioni di sangue? I nostri ‎critici citano di solito una parte del press-release ‎‎(comunicato stampa) nel quale si ‎dichiara il governo bulgaro aveva consentito ‎ad alcune concessioni mentre l’Associazione ‎dei Testimoni, (citiamo ‎direttamente dal sito di un nostro oppositore) «si impegnava ad ‎effettuare una ‎modifica sulla sua posizione relativa alle trasfusioni di sangue ‎includendo una ‎norma nel suo statuto con la quale lasciare ai suoi membri e ai loro ‎figli la libera ‎scelta in materia di trasfusioni, senza alcun controllo o sanzione da ‎parte ‎dell’associazione». Ad oggi – agosto 2003 – questa citazione compare così come ‎‎l’abbiamo riportata.‎ ‎

Per verificare la correttezza di quanto riportato da questi siti, abbiamo ‎contattato ‎direttamente la Corte Europea. Dopo alcuni giorni dalla nostra ‎richiesta, siamo stati ‎ricontattati dalla segreteria del Consiglio Europeo che ci ha ‎fornito copia su carta ‎intestata del documento ufficiale.‎ ‎

Cosa abbiamo scoperto? Che la parola “modifica” non compare da nessuna ‎parte. ‎ ‎

È un'aggiunta dei nostri detrattori; un'aggiunta avente lo scopo di far credere al ‎lettore ‎che in Bulgaria vi siano state delle modifiche che invece non sono mai ‎avvenute. Inserire ‎questa parola, che non esiste nel documento originale, ‎agisce quasi a livello di subconscio ‎preparando il "terreno" per le successive ‎calunnie che andremo esponendo.‎ ‎

Ad oggi - agosto 2003 – i nostri detrattori riportano:‎ ‎

Ci troviamo ancora una volta dinanzi alla più eclatante dimostrazione dell’uso ‎‎della "strategia della guerra teocratica" verso un governo che non perseguita i ‎‎Testimoni, e verso situazioni che non riguardano minimamente ‎‎atteggiamenti ostili nei confronti della libertà di adorazione, ma soltanto dei ‎‎tentativi – legittimi – di un governo, di tutelare la salute e la libertà dei propri ‎‎cittadini.‎

‎[il grassetto è nostro]‎

Alla luce di quanto fino ad ora esposto, risulta chiaro come le frasi indichino ‎‎l’esatto opposto di quello che è realmente accaduto.‎ ‎

‎ ‎ ‎

Non c’è dubbio che citato alla maniera distorta e falsa dei nostri detrattori, il ‎comunicato stampa ‎trasmette l’idea che vi sia stata una modifica dottrinale o ‎procedurale. E quindi diventa legittima la ‎domanda: ‎

i Testimoni di Geova hanno modificato la loro dottrina in merito alle trasfusioni ‎di ‎sangue o le procedure disciplinari in caso che un loro componente accetti le ‎trasfusioni?‎

Se negli anni successivi al 1998 avete parlato con i Testimoni di Geova o avete ‎letto la loro ‎letteratura vi sarete accorti che modifiche sulla loro dottrina non ce ‎ne sono mai state. Non entriamo ‎qui nel merito relativo alla correttezza della ‎nostra posizione. Non è questo lo scopo del nostro ‎articolo. Noi vogliamo ‎dimostrarvi che le accuse che ci vengono rivolte in relazione alla questione ‎‎Bulgaria sono assolutamente false.‎ ‎

Nei siti internet e negli articoli di giornale che trattano e hanno trattato questo ‎soggetto due sono le ‎questioni messe in rilievo:‎ ‎

‎1° - i Testimoni di Geova hanno mentito di fronte la commissione Europea per i ‎diritti dell’uomo ‎dichiarando che non vi sono sanzioni religiose nei confronti dei ‎Testimoni di Geova che accettano ‎una trasfusione e che, quindi, il fatto che la ‎dottrina religiosa dei Testimoni di Geova sia contraria ‎alle trasfusioni di sangue ‎non può essere considerata come una minaccia per la "salute pubblica" ‎ ‎

‎2° - che i Testimoni di Geova hanno preso in giro il governo bulgaro dichiarando ‎che avrebbero ‎modificato lo Statuto abolendo le sanzioni nel caso in cui un ‎singolo accetti la trasfusione.‎

Le accuse vi sembrano fondate? Non è forse vero che vi sono sanzioni religiose ‎per chi, tra i ‎Testimoni di Geova, accetta la trasfusione di sangue? Non è forse ‎vero che in caso di accettazione ‎della trasfusione di sangue da parte del singolo, ‎i Testimoni di Geova applicherebbero quanto scritto ‎sulla Torre di Guardia del ‎‎15 luglio 1961, pagg. 447, 448: ‎ ‎

‎‎“chi accetta una trasfusione di sangue … dev'essere stroncato da essa [la ‎‎congregazione cristiana] mediante la disassociazione”?

‎[citazione presa tale e quale da un sito di oppositori]‎

Se la Torre di Guardia del 1961 dice di disassociare che accetta la trasfusione e ‎i rappresentanti dei ‎Testimoni della Bulgaria hanno detto che:‎

‎“non vi sono sanzioni religiose nei confronti dei Testimoni di Geova che ‎accettano ‎una trasfusione”

‎ e che avrebbero modificato lo statuto in tal senso è evidente che lo spergiuro ‎c’è stato! ‎ ‎

Invece, noi di Testimoni di Geova OnLine vi diciamo che lo spergiuro non c’è ‎stato e che non è mai avvenuta ‎alcuna modifica dottrinale.‎ ‎

Ma le dichiarazioni riportate nel documento 28626/95 non sono forse ‎autentiche? Si, ma ciò che ‎non è autentico è l’intendimento della Torre di ‎Guardia del 15 luglio 1961, pagg. 447, 448. Presa ‎così com’è, avulsa dal ‎contesto, sembra dire che basta accettare una trasfusione, per qualsivoglia ‎‎motivo, per essere disassociati. Ma la realtà da sempre applicata e vissuta dai ‎Testimoni di Geova è ‎molto diversa perché diverso è il modo di applicare le ‎istruzioni relative la disassociazione.‎ ‎

La rivista Torre di Guardia del 1/7/92 a pag. 19, nell’articolo dal titolo ‎‎“Anziani, giudicate con ‎giustizia” dichiara: ‎ ‎

‎“lo scopo dei giusti giudici sarà quello di aiutare il peccatore a correggersi, a ‎capire ‎l’errore della sua via, a pentirsi, strappandolo così dal “laccio del ‎Diavolo”. Questo ‎richiederà che si usi l’“arte di insegnare”, che si ‘istruisca con ‎mitezza’. (2 Timoteo ‎‎2:24-26; 4:2) Che dire se il peccatore riconosce quindi che ‎ha peccato, è davvero ‎compunto nel cuore e chiede perdono a Geova? ‎‎(Confronta Atti 2:37). Se il comitato ‎è convinto che egli desidera sinceramente ‎aiuto, in genere non ci sarebbe nessuna ‎necessità di disassociarlo. Se invece i ‎membri di un comitato giudiziario si trovano ‎di fronte a un evidente caso di ‎irriducibile apostasia, deliberata ribellione alle leggi ‎di Geova o assoluta ‎malvagità, il loro dovere è quello di proteggere gli altri ‎componenti della ‎congregazione disassociando il trasgressore impenitente. Gli ‎anziani che si ‎accingono a esaminare un caso giudiziario dovrebbero ricordare che la ‎‎maggioranza dei casi di peccato nella congregazione sono dovuti a debolezza, ‎non a ‎malvagità. Non dovrebbero mai dimenticare l’illustrazione di Gesù circa la ‎pecora ‎smarrita, che egli concluse con le parole: “Vi dico che così ci sarà più ‎gioia in cielo ‎per un peccatore che si pente che per novantanove giusti che non ‎hanno bisogno di ‎pentirsi”. (Luca 15:7) In realtà “Geova . . . non desidera che ‎alcuno sia distrutto ma ‎desidera che tutti pervengano al pentimento”. (2 Pietro ‎‎3:9) Con l’aiuto di Geova, ‎possano i comitati giudiziari in tutto il mondo fare ‎tutto il possibile per dare motivo di ‎gioia in cielo aiutando i trasgressori a capire ‎la necessità di pentirsi e di tornare a ‎camminare sulla strada stretta che porta ‎alla vita eterna. — Matteo 7:13, 14.”

Come potete leggere, i Testimoni di Geova non applicano la scomunica o ‎disassociazione ‎automaticamente. Il meccanismo colpa-punizione tipico delle ‎leggi statali e di certe confessioni ‎religiose è estraneo al modo di pensare e ‎di applicare la religione da parte dei Testimoni di ‎Geova. Per andare al caso ‎specifico ipotizziamo che un testimone di Geova venga ricoverato in fin ‎di vita in ‎ospedale e non ci sia stata la possibilità di cercare un medico o una struttura ‎che rispetta la ‎sua coscienza cristiana curandolo senza uso di sangue. ‎Immaginiamo che il personale medico gli ‎faccia pressione perché accetti la ‎trasfusione e in quel momento, spinto dal timore della morte, ‎accetti la ‎trasfusione. Cosa accade? Secondo la mentalità legalistica e farisaica dei nostri ‎critici ‎costui dovrebbe essere disassociato. In pratica, secondo costoro, gli ‎anziani dei Testimoni di Geova ‎subito formerebbero un comitato giudiziario (un ‎organo interno che valuta le trasgressioni alla legge ‎divina compiute dai singoli ‎Testimoni di Geova) che procederebbe alla disassociazione. ‎ ‎

Ecco perché leggete certe reazioni verbali violente verso ciò che è avvenuto in ‎Bulgaria. Il ‎meccanismo è semplice: trasgressione=disassociazione e perciò ‎dichiarazione di assenza di ‎sanzioni in caso di trasgressione=menzogna e ‎spergiuro.‎ ‎

Ma la citazione della rivista del 1/7/1992 mostra una realtà diversa. La ‎disassociazione viene ‎applicata solo in presenza "di irriducibile apostasia, ‎deliberata ribellione alle leggi di Geova o ‎assoluta malvagità". Il caso ‎ipotizzato, e che verosimilmente può accadere in relazione alla ‎trasfusione di ‎sangue, vi sembra rientri in queste tre possibilità? Un’altra rivista, precedente a ‎‎questa, diceva esplicitamente: ‎ ‎

‎"che il trasgressore sia espulso o no dalla congregazione dipende dal suo ‎sincero ‎pentimento o dalla mancanza d’esso." - La Torre di Guardia del 1/5/78 ‎pp. 24-25‎

Ci sembra evidente che i rappresentanti dei Testimoni di Geova in Bulgaria non ‎abbiano affatto ‎mentito ma risposto correttamente secondo la dottrina dei ‎Testimoni di Geova. Accettare una ‎trasfusione non implica affatto la ‎disassociazione automatica dalla congregazione. Ma come mai la ‎rivista ‎del 1961 si esprime con quel linguaggio?‎ ‎

Per capirlo dobbiamo rifare tutto il percorso compiuto dai Testimoni di Geova in ‎relazione alla ‎questione delle trasfusioni di sangue. Ci avvaliamo del libro ‎‎"Proclamatori", un testo che racconta ‎la storia e lo sviluppo dei Testimoni di ‎Geova e della loro dottrina nei tempi moderni.‎ ‎

A pag.183-4 viene fatto un rapido excursus relativo alla dottrina sul sangue. Vi ‎leggiamo:‎ ‎

Il rispetto per la vita ha influito anche sull’atteggiamento dei Testimoni di Geova ‎‎verso le trasfusioni di sangue. Quando sorse il problema delle trasfusioni di ‎sangue La ‎Torre di Guardia del 1° luglio 1945 (ottobre 1946 in italiano) spiegò ‎nei particolari il ‎punto di vista cristiano riguardo alla santità del sangue. ‎Dimostrò che nel divieto ‎divino imposto a Noè e a tutti i suoi discendenti era ‎incluso sia il sangue di animali ‎che il sangue umano. (Gen. 9:3-6) Indicò che ‎questa esigenza era stata messa ‎nuovamente in risalto nel I secolo quando fu ‎comandato ai cristiani di ‘astenersi dal ‎sangue’. (Atti 15:28, 29) Lo stesso ‎articolo faceva capire in base alle Scritture che ‎solo l'uso sacrificale del sangue ‎era approvato da Dio e che, dal momento che i ‎sacrifici animali offerti sotto la ‎Legge mosaica prefiguravano il sacrificio di Cristo, ‎disprezzare il requisito ‎secondo cui i cristiani devono ‘astenersi dal sangue’ sarebbe ‎stata una prova di ‎grave mancanza di rispetto per il sacrificio di riscatto di Gesù ‎Cristo. (Lev. ‎‎17:11, 12; Ebr. 9:11-14, 22) In armonia con questo intendimento a ‎partire dal ‎‎1961 chi ignorava questa esigenza divina, accettava trasfusioni di sangue e ‎‎manifestava uno spirito impenitente veniva disassociato, espulso dalle ‎‎congregazioni dei Testimoni di Geova.‎

Giova a questo punto citare integralmente la rivista del 1961 alle pagine ‎‎447,448: ‎ ‎

In ogni modo, se egli si rifiuta di riconoscere la sua mancanza di osservare la ‎necessaria ‎norma cristiana e disputa nella congregazione cristiana, cercando di ‎indurre altri a sostenere ‎la sua opinione; o se nel futuro continua ad accettare ‎trasfusioni di sangue o a donare il ‎sangue perché questa pratica medica sia ‎compiuta a favore di altri, mostra di non essersi ‎veramente pentito, ma di ‎opporsi deliberatamente alle esigenze di Dio. Quale ribelle, ‎oppositore e infedele ‎esempio per i conservi della congregazione cristiana, egli deve essere ‎stroncato ‎da essa mediante la disassociazione.‎

Vi siete accorti del lasso di tempo intercorso tra la comprensione che accettare ‎una trasfusione ‎corrisponde a violare la legge di Dio sul sangue e l’istituzione di ‎provvedimenti disciplinari? Ben ‎sedici anni. Per tutto questo periodo (come ‎Testimonia la rivista Torre di Guardia del 1959 pag. ‎‎447) chi accettava una ‎trasfusione non veniva disassociato. In effetti dal 1961 chi accetta trasfusioni ‎di ‎sangue e non si pente può essere disassociato. Ma forse non vi è sfuggito un ‎particolare tra la ‎citazione dei nostri critici e quella nostra. Ci sono dei puntini di ‎sospensione in un punto ‎importante: viene disassociato solo chi manifesta "uno ‎spirito impenitente" cioè solo chi, dopo aver ‎compiuto l'azione, non prova alcun ‎rammarico e alcun desiderio di cambiare condotta. I nostri ‎critici nel citare la ‎rivista del 1961 mettono i puntini di sospensione che omettono ‎passaggi ‎fondamentali. Citata da loro la rivista sembra dire: ‎ ‎

accetti la trasfusione e vieni disassociato.‎

Citata integralmente la rivista dice: ‎ ‎

accetti la trasfusione, sei rammaricato, non sostieni l’opinione che accettare la ‎‎trasfusione sia giusto, sei d’accordo con la dottrina dei Testimoni di Geova sul ‎‎sangue, in pratica lo hai fatto per debolezza ... e non vieni disassociato.‎

L'impressione che ricaviamo dalla lettura dell’articolo è che violare la legge di ‎Dio sul sangue sia ‎più un "reato di opinione" che l’azione di prendere una ‎singola goccia di sangue nel corpo. ‎ ‎

Pertanto la rivista del 1961, citata spesso a sproposito dai nostri critici, ‎modificava una situazione ‎disciplinare preesistente introducendo la possibilità di ‎essere espulsi per coloro che accettano una ‎trasfusione e manifestano uno ‎spirito impenitente.‎ ‎

A parte questo, la rivista del 1961 non introduce tra i Testimoni di Geova un ‎sistema automatico ‎basato sul principio "ad ogni colpa deve corrispondere una ‎punizione equivalente". Questo ‎principio giuridico non è mai applicato dai ‎Testimoni di Geova. Anzi, di norma, non si forma un ‎comitato giudiziario ‎automaticamente neppure in presenza di un grave peccato. E nel caso di una ‎‎trasfusione di sangue accettata da un testimone di Geova per debolezza ‎possiamo affermare che non ‎si forma mai. ‎ ‎

No, non c'è stato alcuno spergiuro ma una dichiarazione che riflette la vera ‎dottrina dei Testimoni ‎di Geova sul sangue e sulle conseguenze disciplinari in ‎caso di violazione.‎ ‎

Ma che dire della seconda accusa e cioè che ‎ ‎

i Testimoni di Geova hanno preso in giro il governo bulgaro dichiarando che ‎‎avrebbero modificato lo Statuto inserendo una clausola che abolirebbe le ‎sanzioni in ‎caso che un singolo accetti la trasfusione.‎

Anche in questo caso abbiamo voluto consultare i documenti ufficiali. Il rapporto ‎della ‎Commissione Europea datato 9 marzo 1998 dice:‎ ‎

Riguardo alla posizione dei Testimoni di Geova a proposito del sangue, il ‎‎richiedente [l'Associazione dei Testimoni di Geova della Bulgaria] è d'accordo ‎nello ‎stendere una dichiarazione che sarà chiaramente aggiunta agli statuti dei ‎Testimoni di ‎Geova in Bulgaria, in vista della loro registrazione, chiarendo che: ‎A) i pazienti ‎Testimoni di Geova ricorreranno regolarmente a trattamenti medici ‎per loro stessi e ‎per i loro figli; e compete alla scelta individuale farlo, senza ‎alcun controllo o ‎sanzione da parte del richiedente. Riguardo al rispetto della ‎legislazione sanitaria ‎pubblica della Bulgaria, l'Associazione Cristiana dei ‎Testimoni di Geova in Bulgaria ‎è d'accordo nel rispettare le misure di questa ‎legge che includono: A) non fornire una ‎dichiarazione in anticipo per rifiutare ‎trasfusioni di sangue a figli minori; B) riguardo ‎agli adulti, devono osservare le ‎misure della summenzionata legislazione garantendo ‎a ciascun individuo la ‎libertà di scelta

Questo è quanto è stato sottoscritto davanti la Commissione Europea. Vi ‎sembra si intraveda una ‎modifica dottrinale sulle trasfusioni di sangue?‎

Il governo bulgaro aveva creduto ( o meglio era stato indotto a credere da una ‎certa "bibliografia") ‎che i Testimoni di Geova, a motivo della loro posizione sul ‎sangue, non curassero né se stessi né i ‎loro figli. Inoltre gli era stato fatto ‎credere che la norma disciplinare che prevede l'espulsione in ‎caso di trasfusione ‎impedisse l'esercizio concreto della propria libertà di scelta.‎ ‎

Ma come abbiamo visto la dottrina morale dei Testimoni di Geova non include ‎alcuna forma di ‎coercizione verso coloro che accettano o rifiutano le trasfusioni ‎così come verso qualsiasi altra ‎condotta considerata dalla morale dei Testimoni ‎come errata. ‎ ‎

La norma della disassociazione non può essere considerata una forma di ‎coercizione ‎psicologica (come invece vorrebbero far credere i nostri critici) ‎perché, come abbiamo ‎ampiamente dimostrato, non si applica in maniera ‎automatica verso colui che accetta una ‎trasfusione di sangue.‎

Non si forma automaticamente alcun comitato giudiziario. La disassociazione, o ‎meglio ‎l'auto-esclusione dalla comunità, avviene solo in presenza di ‎‎"irriducibile apostasia, deliberata ‎ribellione alle leggi di Geova o assoluta ‎malvagità" (La Torre di Guardia del 1/7/92 pag. 19) O ‎per usare le espressioni ‎della stessa rivista del 1961 (citata integralmente e senza puntini di ‎‎sospensione) ‎ ‎

se egli si rifiuta di riconoscere la sua mancanza di osservare la necessaria ‎norma ‎cristiana e disputa nella congregazione cristiana, cercando di indurre altri ‎a ‎sostenere la sua opinione; o se nel futuro continua ad accettare trasfusioni di ‎sangue ‎o a donare il sangue perché questa pratica medica sia compiuta a ‎favore di altri, ‎mostra di non essersi veramente pentito, ma di opporsi ‎deliberatamente alle esigenze ‎di Dio” allora va disassociato.‎

Siamo in presenza non di chi va in ospedale, cerca di essere curato e spinto ‎dalla paura di morire ‎accetta la trasfusione ma di un oppositore che crea ‎disordine e dissensi in congregazione sostenendo ‎una dottrina diversa. È ‎evidente che nel primo caso nessun anziano disassocerebbe la persona ‎‎colpevole solo di essere debole e umano. Nel secondo caso, anche se non ‎accettasse la trasfusione, ‎una persona con tale spirito ribelle non avrebbe posto ‎tra i Testimoni di Geova.‎ ‎

È solo ovvio che i responsabili dell’Associazione dei Testimoni di Geova della ‎Bulgaria abbiano ‎tranquillizzato il governo che i Testimoni di Geova si curano (e ‎curano i loro figli) e non esercitano ‎alcuna pressione ideologica perché si ‎rifiutino le trasfusioni. Ciò è corretto anche perché chi diventa ‎testimone di ‎Geova accetta l'intendimento secondo cui accettare una trasfusione è una ‎violazione ‎della Legge di Dio sul sangue. (Atti 15:28,29) Pertanto il singolo è ‎libero di accettare qualsiasi ‎trattamento sanitario e determina autonomamente, ‎ogni volta che deve curarsi, se accettare o ‎rifiutare la trasfusione di sangue.‎ ‎

Circa la libertà dal controllo e dalla coercizione per i Testimoni di Geova si ‎notino queste ‎dichiarazioni fatte in riviste pubblicate prima del 1998.‎ ‎

‎"Geova dotò gli esseri umani del libero arbitrio perché prendessero le loro ‎proprie ‎decisioni. Sebbene gli anziani debbano dare consigli e perfino ‎disciplinare, non ‎devono assumere il controllo della vita o della fede degli altri." ‎‎- La Torre di Guardia ‎del 1/10/94 pag.20‎ ‎

‎"Quando Dio creò i primi esseri umani, una delle meravigliose qualità di cui li ‎dotò fu ‎il libero arbitrio. La Bibbia ci dice che Dio creò l’uomo a sua ‘immagine e ‎‎somiglianza’, e una delle facoltà che Dio ha è la libertà di scegliere. (Genesi ‎‎1:26; ‎Deuteronomio 7:6) Perciò, quando creò i primi esseri umani, diede loro ‎questa ‎meravigliosa facoltà: il libero arbitrio" - Svegliatevi! 8/10/90 pag.6‎ ‎

‎"I Testimoni di Geova sono motivati dall’amore per Dio e per il prossimo. ‎‎(Matteo ‎‎22:36-40) È vero che sono molto uniti fra loro dal vincolo dell’amore ‎cristiano quale ‎associazione mondiale di fratelli. (Colossesi 3:14; 1 Pietro 5:9) ‎Ma ciascuno di loro, ‎essendo dotato di libero arbitrio, ha deciso ‎personalmente di dichiarare la buona ‎notizia del Regno di Dio, di rimanere ‎politicamente neutrale, di astenersi dal sangue, ‎di evitare certi tipi di ‎divertimento e di vivere secondo le norme bibliche. Queste non ‎sono decisioni ‎imposte da altri. Sono decisioni che rientrano in un tipo di vita ‎liberamente ‎scelto da persone che aspirano a diventare Testimoni, prima ancora di ‎compiere ‎il passo della dedicazione cristiana." - La Torre di Guardia del 15/3/98 pag. ‎‎20‎

Chi aspira a diventare Testimone di Geova accetta volontariamente di seguire ‎dottrine e norme ‎morali dei Testimoni di Geova. Se si riceve una pressione è ‎solo quella del proprio cuore e della ‎propria coscienza. Che pressione ideologica ‎possono esercitare gli anziani visto che i singoli, ‎essendo battezzati, hanno già ‎accettato la norma biblica sul sangue? Quando i responsabili ‎dell’Associazione ‎hanno dichiarato che optare per un trattamento sanitario piuttosto che per un ‎altro ‎‎"compete alla scelta individuale farlo, senza alcun controllo o sanzione da ‎parte del richiedente" ‎hanno detto il vero perché, come avete potuto leggere da ‎citazioni delle riviste dei Testimoni, ‎questo è veramente l'insegnamento morale ‎dei Testimoni di Geova.‎ ‎

La parte veramente qualificante dell'accordo tra governo e Testimoni è invece ‎quella relativa i ‎documenti sanitari. Tali documenti sono compilati dai Testimoni ‎di Geova per esprimere il loro ‎dissenso alla trasfusione anche in caso di ‎incoscienza. In Italia gli adulti compilano e firmano la ‎loro dichiarazione che ‎viene poi controfirmata da testimoni. I minori portano con se un tesserino ‎‎sanitario in cui i genitori manifestano il loro desidero che il figlio sia curato ‎senza trasfusioni di ‎sangue. ‎ ‎

Come si comprende tali documenti non sono espressioni di fede bensì un ‎modo pratico per ‎manifestare il proprio dissenso ad una pratica che si considera ‎errata. Il governo bulgaro ha chiesto ‎che nel caso dei minori non venisse fornita ‎in anticipo alcuna dichiarazione. Non essendo tale ‎richiesta in contrasto con ‎alcun principio biblico, i responsabili dell’Associazione hanno ritenuto di ‎poterla ‎ottemperare. In pratica i figli dei Testimoni di Geova in Bulgaria non porteranno ‎alcun ‎tesserino sanitario che esplicita la volontà dei genitori in merito alle cure ‎mediche senza sangue.‎ ‎

Questa è la vera novità scaturente dall'accordo in Bulgaria. Non un ‎cambiamento dottrinale ma una ‎concessione che non modifica in alcun modo ‎l'assetto dottrinale ed etico dei Testimoni di Geova.‎ ‎

Forse penserete che è tutto qui. Invece no. C'è dell’altro che dimostra la ‎malafede dei nostri critici. ‎Vi chiederete: cosa può esserci di più scandaloso di ‎un travisamento di fatti e di puntini di ‎sospensione che omettono pensieri ‎importanti? ‎ ‎

La malafede è palese dall'occultamento di altri importanti documenti. Noi siamo ‎andati a spulciare ‎nello Statuto dei Testimoni di Geova in Bulgaria. Statuto ‎accettato dal governo bulgaro. ‎ ‎

L’articolo 7 dichiara:‎

‎"La Confessione non applica sanzioni arbitrarie in relazione alle cure mediche ‎che i ‎Testimoni di Geova coscienziosamente scelgono per se stessi e per i loro ‎figli".‎

Avete notato? Si parla di "sanzioni arbitrarie". Quindi non la totale assenza di ‎sanzioni (che come ‎mostrato si applicano solo in caso di mancanza di ‎pentimento e non di debolezza) ma l'assenza di ‎sanzioni "arbitrarie". ‎ ‎

Per capire questo passaggio dobbiamo andare al contesto. Ricordate il ‎documento 28626/95? Il ‎governo bulgaro esprimeva le sue perplessità in ‎relazione alla nostra dottrina a motivo di una nutrita "‎bibliografia" in lingua ‎inglese. Non esitiamo a credere che tale bibliografia consista in libri sullo ‎stile ‎degli articoli che circolano su internet come quello sul caso che stiamo trattando ‎pieno di ‎puntini di sospensione in punti importanti e contenenti veri e propri ‎stravolgimenti dei fatti. Il ‎governo bulgaro credendo che i Testimoni di Geova ‎costringessero i loro fedeli a rifiutare le ‎trasfusioni per se e per i propri figli, ha ‎voluto delle precise rassicurazioni sui reali principi etici da ‎noi osservati. È ovvio ‎che i responsabili abbiano dichiarato e fatto scrivere nello Statuto che non ‎‎saranno fatte "sanzioni arbitrarie". La nostra norma non prevede l'abuso. Né, in ‎maniera farisaica, ‎ad ogni colpa anche minima scatta la sanzione. "Sanzione" ‎nel contesto del documento 28626/95, ‎del press-release e dello Statuto ‎significa "scomunica automatica". E questa non è stata mai la ‎nostra pratica.‎ ‎

In conclusione dispiace osservare travisamenti di fatti e disonestà intellettuali di ‎questa portata. Se ‎tutto restasse nel campo "accademico" le conseguenze ‎sarebbero meno gravi. Ma purtroppo, articoli ‎come quelli riguardanti il caso in ‎questione, spesso provocano nell'opinione pubblica reazioni di ‎odio e ‎persecuzione spropositate, come è accaduto in Bulgaria. Ci rendiamo conto che ‎chi li scrive ‎non è animato dall'amore per il vero ma da un vero e proprio odio ‎teologico che si esprime con "‎bibliografie" di dubbio gusto. Tutto questo ci fa ‎venire in mente la Scrittura di Matteo 24:48-51 ‎che dice: ‎ ‎

Ma se mai quello schiavo malvagio dicesse in cuor suo: ‘Il mio signore tarda’, e ‎‎cominciasse a battere i suoi compagni di schiavitù e mangiasse e bevesse con ‎gli ‎ubriaconi inveterati, il signore di quello schiavo verrà in un giorno che non si ‎aspetta ‎e in un’ora che non sa, e lo punirà con la massima severità e gli ‎assegnerà la sua parte ‎con gli ipocriti. Là sarà il [suo] pianto e lo stridore dei ‎‎[suoi] denti.‎

Ci auguriamo che i nostri lettori, a prescindere dalla loro posizione religiosa, ‎capiscano chi c'è ‎veramente dietro le false accuse che circolano in Internet ‎contro i testimoni di Geova e ‎comprendano che il dissenso "ideologico" non può ‎prescindere dall'amore e dalla verità. ‎Atteggiamenti che, pur speranzosi, non ‎vediamo affatto in articoli come quelli scritti contro di noi ‎sul caso Bulgaria.‎

 
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Testimoni di Geova OnLine  -  giovedì, 10 giugno 2004 23.05