|
||||||||
|
Da diversi mesi circola in Internet l’accusa di un inganno perpetrato dalla Watch Tower Society ai danni dei suoi aderenti. Secondo tali fonti in Bulgaria, di soppiatto e senza dire niente a nessuno, sarebbe stata variata la norma che proibisce le trasfusioni di sangue e i dirigenti della Watch Tower Society avrebbero mentito alle autorità statali bulgare e alla Commissione Europea per i diritti umani. In pratica, sostengono i critici, avocando il principio della cosiddetta “strategia teocratica” i dirigenti della Watch Tower Society avrebbero fatto dichiarazioni fuorvianti e mezze verità per ottenere la libertà religiosa in Bulgaria. Per esempio in un News Group religioso veniva riportato un articolo che esordiva in questo modo:
Come potete leggere, è un’accusa piuttosto grave. Noi di Testimoni di Geova OnLine, animati dallo spirito di Atti degli apostoli 28: 22 siamo andati a consultare i documenti ufficiali. Ed ecco cosa è accaduto realmente in Bulgaria: A metà degli anni 90 il governo bulgaro decise di non rinnovare all’ente che rappresenta i Testimoni di Geova in Bulgaria il riconoscimento giuridico. Tale episodio viene descritto dai nostri oppositori nel seguente modo:
Nonostante l’aura di negatività con cui i critici vogliono circondare l’episodio Bulgaria quello che stava avvenendo, per loro stessa ammissione, era una vera e propria persecuzione religiosa. L'ente che rappresenta i Testimoni di Geova in Bulgaria, il "Khristiansko
Sdruzhenie Svideteli na Jehova", dopo aver cercato inutilmente di
spiegare la propria posizione alle autorità bulgare intervenne presso la
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, denunciando il governo bulgaro per
violazione dei Diritti Umani. Viene così aperto un procedimento
registrato al N. 28626/95 in cui vengono prese in esame le affermazioni
delle due parti, i Testimoni di Geova e il governo bulgaro. Chi volesse
può consultare il documento ufficiale al seguente indirizzo: Ne traduciamo alcune parti salienti e ci riserviamo di commentarle alla fine:
Il governo bulgaro proseguì con le accuse che vennero verbalizzate dalla Corte Suprema:
Fin qui la citazione del documento N. 28626/95. Nota Come potete leggere, il governo bulgaro in maniera del tutto arbitraria, aveva iniziato una vera e propria persecuzione religiosa basandosi su alcune accuse risibili. Nessun governo dovrebbe prendere in esame l’accusa che i Testimoni di Geova neghino i dogmi delle altre confessioni religiose cristiane o che abbiano la propria traduzione della Bibbia difforme dalle altre. Dal punto di vista giuridico questa accusa è assolutamente irrilevante. Come irrilevante è l’affermazione che poiché anelano “alla sostituzione della societa' civile da parte di una società teocratica la quale [era] contraria alla costituzione della Bulgaria.....”; le speranze ultramondane non possono essere oggetto di verifica politica. Che i Testimoni di Geova credano alla prossima distruzione dei malvagi è ininfluente ai fini del riconoscimento giuridico quanto la credenza che tutti i buoni vadano in cielo e i cattivi all’inferno (tipica delle chiese della cristianità). Lo stato può solo preoccuparsi del bene collettivo e reprimere le azioni dei singoli in violazione delle leggi ma non può stabilire se le credenze dei cittadini sono ortodosse o eterodosse. Inoltre chiediamoci: è mai stato provato che la fede ultramondana dei Testimoni di Geova produca cittadini pericolosi per lo stato e violatori della legge? No! Al contrario si sono fatti una reputazione onorevole di cittadini fra i più sottomessi e obbedienti alle autorità. Che dire della seguente accusa del governo bulgaro, verbalizzata dalla Corte Suprema?
Essa è dovuta, evidentemente, ad una campagna di disinformazione cui è stato vittima il governo bulgaro. È vero che i Testimoni di Geova non fanno atti di culto dinanzi ai simboli dello stato ma è anche vero che li rispettano, non facendo atti di vilipendio rivolti verso questi simboli. A tale riguardo notate questa esperienza narrata nell’annuario dei Testimoni di Geova del 1990 pp. 57-8 :
Questo è il vero atteggiamento dei Testimoni di Geova e questa esperienza rende evidente cosa insegnano veramente i Testimoni di Geova in relazione al saluto alla bandiera. Ma proseguiamo con l’analizzare le accuse rivolteci dalla Bulgaria:
Chiaramente questa accusa del governo bulgaro è improponibile. Che i Testimoni di Geova credano alla creazione e non all’evoluzione è un fatto. Che abbiano un atteggiamento ostile verso la scienza è una menzogna. Un ricercatore, il dott. Massimo Introvigne, nel suo libro “I Testimoni di Geova già e non ancora” scrive:
Risibile è altresì l’accusa secondo cui il livello di malattie psichiatriche sia più alto fra i Testimoni che tra altre persone. A volte, il fatto stesso che una persona sia entrata a far parte della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è un indizio della presenza di un disturbo mentale. Spesso le persone che credono in cose che gli altri considerano strane o sbagliate (non perché lo siamo veramente), sono state bollate come pazze. Non a caso la sociologa Eileen Barker dice:
Barker continua:
È evidente che l'accusa secondo la quale il livello di malattie psichiatriche sia più alto fra i Testimoni che tra altre persone vuole solo creare clamore laddove non esiste. Per maggiori informazione su questo argomento vedi l'articolo I Testimoni di Geova e la salute mentale. L'accusa relativa ai casi di suicidi di massa la si legge di tanto in tanto in siti internet appositamente preparati contro i Testimoni, ma nessun ricercatore serio l'ha mai presa in considerazione. Come potete vedere da voi stessi, le infondate accuse che il governo bulgaro rivolgeva ai Testimoni di Geova, null'altro erano che un pretesto per iniziare una vera e propria persecuzione. Ma l'accusa che più di tutte è stata ed è oggetto di strumentalizzazione da parte dei critici è quella relativa le trasfusioni di sangue. Il governo bulgaro dichiarò:
Anche in questo caso il governo bulgaro fraintendeva la dottrina dei Testimoni di Geova sostenendo che promuovesse la morte per mancanza di cure tra i fedeli e i loro figli. L’aspetto più capzioso di tutto questo era il teorema che la dottrina e la prassi disciplinare relativa l’uso del sangue impedisse i singoli membri della congregazione di scegliere liberamente il trattamento sanitario. Tutto questo divenne il pretesto per il governo bulgaro per scatenare la persecuzione religiosa verso i Testimoni di Geova. L’associazione che cura gli interessi dei Testimoni di Geova in Bulgaria decise di ricorrere presso la Commissione Europea per i diritti umani. Il documento 28626/95 è un documento della Commissione Europea in cui si prende atto delle dichiarazioni delle parti. È solo un verbale. Non si tratta, come vorrebbero far credere i nostri critici, di un documento in cui i Testimoni di Geova vengono costretti a 'modificare la loro dottrina' o a 'dichiarare il falso' per ottenere un riconoscimento giuridico dalla Bulgaria. Ciò che i nostri critici tacciono è che la Commissione Europea dichiarò ammissibile il ricorso dei Testimoni di Geova contro il governo bulgaro. Infatti al termine del documento leggiamo:
traduzione:
Quindi la denuncia dei Testimoni di Geova contro il governo per vessazione e persecuzione era più che corretta, secondo il Consiglio d’Europa. Siete meravigliati nell’apprendere che la Commissione Europea dichiari ammissibile un ricorso dei Testimoni di Geova contro un governo? Comprendiamo che lo siate. Se state leggendo questo nostro articolo dopo essere passati da altri siti in cui viene citato il documento 28626/95 solo in relazione alla questione delle trasfusioni è ovvio che i Testimoni di Geova abbiano suscitato una impressione negativa. Ma il documento, come abbiamo esaminato sopra, contiene molto altro che dimostra evidente pregiudizio del governo bulgaro (di cui comprendiamo, il governo non ha colpa) contro i Testimoni di Geova. Ma vogliamo mostrarvi altre informazioni del documento. Il quadro si farà ancora più chiaro. Il consiglio dei ministri accusò che lo statuto della Watch Tower:
Avete notato che il governo parla del “99% della bibliografia esistente in lingua inglese” come un'autorevole fonte di informazione sui Testimoni di Geova? Ci chiediamo che letteratura abbia consultato il governo bulgaro per apprendere informazioni che non esitiamo a definire “sciocchezze” e per di più (come abbiamo visto sopra) ininfluenti dal punto di vista legale. Ci sembra evidente che dietro questa persecuzione contro i Testimoni di Geova ci siano altri. Le affermazioni fatte dal governo bulgaro ci sono troppo familiari per essere frutto della ricerca indipendente di qualche studioso. In realtà non è la prima volta che i Testimoni di Geova si rivolgono alla Commissione Europea e ottengono una condanna per qualche governo che viola i diritti umani. Il 25 maggio 1993, con una maggioranza di sei contro tre, la Corte Europea decretò che il governo greco aveva violato la libertà religiosa dell’84enne Minos Kokkinakis, un greco accusato dalla chiesa ortodossa di violare la legge sul proselitismo. Oltre a riconfermare la liceità del suo ministero pubblico e restituirgli la sua dignità, la Corte gli riconobbe un risarcimento pari a circa 20 milioni di lire. Pertanto la Corte respinse la tesi del governo greco secondo cui Kokkinakis e i Testimoni di Geova ricorrerebbero a tattiche coercitive quando parlano delle loro convinzioni con altri. Non è vero che il quadro in relazione a ciò che avvenne in Bulgaria si fa ora più chiaro? Un conto è presentare la cosa come se Bulgaria e Commissione Europea si fossero resi conto della pericolosità dell’atteggiamento dei Testimoni di Geova in relazione alle trasfusioni e con pressioni politiche abbiano indotto l’Associazione che rappresenta i Testimoni in Bulgaria a fare modifiche allo Statuto in relazione alle trasfusioni di sangue, e un altro è leggere che i Testimoni di Geova hanno denunciato la Bulgaria di fronte la Corte Europea per violazioni della libertà religiosa e persecuzione per motivi che vanno molto al di là della questione relativa alle trasfusioni. Tutto questo ci ha permesso, fino ad ora, di conoscere l’esatto contesto storico degli avvenimenti in questione. Ma vi starete chiedendo: non è forse vero che vennero rilasciate dichiarazioni congiunte, da parte del governo bulgaro e dell’Associazione dei Testimoni di Geova della Bulgaria, proprio in relazione alle trasfusioni di sangue? I nostri critici citano di solito una parte del press-release (comunicato stampa) nel quale si dichiara il governo bulgaro aveva consentito ad alcune concessioni mentre l’Associazione dei Testimoni, (citiamo direttamente dal sito di un nostro oppositore) «si impegnava ad effettuare una modifica sulla sua posizione relativa alle trasfusioni di sangue includendo una norma nel suo statuto con la quale lasciare ai suoi membri e ai loro figli la libera scelta in materia di trasfusioni, senza alcun controllo o sanzione da parte dell’associazione». Ad oggi – agosto 2003 – questa citazione compare così come l’abbiamo riportata. Per verificare la correttezza di quanto riportato da questi siti, abbiamo contattato direttamente la Corte Europea. Dopo alcuni giorni dalla nostra richiesta, siamo stati ricontattati dalla segreteria del Consiglio Europeo che ci ha fornito copia su carta intestata del documento ufficiale. Cosa abbiamo scoperto? Che la parola “modifica” non compare da nessuna parte. È un'aggiunta dei nostri detrattori; un'aggiunta avente lo scopo di far credere al lettore che in Bulgaria vi siano state delle modifiche che invece non sono mai avvenute. Inserire questa parola, che non esiste nel documento originale, agisce quasi a livello di subconscio preparando il "terreno" per le successive calunnie che andremo esponendo. Ad oggi - agosto 2003 – i nostri detrattori riportano:
Alla luce di quanto fino ad ora esposto, risulta chiaro come le frasi indichino l’esatto opposto di quello che è realmente accaduto. Non c’è dubbio che citato alla maniera distorta e falsa dei nostri detrattori, il comunicato stampa trasmette l’idea che vi sia stata una modifica dottrinale o procedurale. E quindi diventa legittima la domanda:
Se negli anni successivi al 1998 avete parlato con i Testimoni di Geova o avete letto la loro letteratura vi sarete accorti che modifiche sulla loro dottrina non ce ne sono mai state. Non entriamo qui nel merito relativo alla correttezza della nostra posizione. Non è questo lo scopo del nostro articolo. Noi vogliamo dimostrarvi che le accuse che ci vengono rivolte in relazione alla questione Bulgaria sono assolutamente false. Nei siti internet e negli articoli di giornale che trattano e hanno trattato questo soggetto due sono le questioni messe in rilievo:
Le accuse vi sembrano fondate? Non è forse vero che vi sono sanzioni religiose per chi, tra i Testimoni di Geova, accetta la trasfusione di sangue? Non è forse vero che in caso di accettazione della trasfusione di sangue da parte del singolo, i Testimoni di Geova applicherebbero quanto scritto sulla Torre di Guardia del 15 luglio 1961, pagg. 447, 448:
Se la Torre di Guardia del 1961 dice di disassociare che accetta la trasfusione e i rappresentanti dei Testimoni della Bulgaria hanno detto che:
e che avrebbero modificato lo statuto in tal senso è evidente che lo spergiuro c’è stato! Invece, noi di Testimoni di Geova OnLine vi diciamo che lo spergiuro non c’è stato e che non è mai avvenuta alcuna modifica dottrinale. Ma le dichiarazioni riportate nel documento 28626/95 non sono forse autentiche? Si, ma ciò che non è autentico è l’intendimento della Torre di Guardia del 15 luglio 1961, pagg. 447, 448. Presa così com’è, avulsa dal contesto, sembra dire che basta accettare una trasfusione, per qualsivoglia motivo, per essere disassociati. Ma la realtà da sempre applicata e vissuta dai Testimoni di Geova è molto diversa perché diverso è il modo di applicare le istruzioni relative la disassociazione. La rivista Torre di Guardia del 1/7/92 a pag. 19, nell’articolo dal titolo “Anziani, giudicate con giustizia” dichiara:
Come potete leggere, i Testimoni di Geova non applicano la scomunica o disassociazione automaticamente. Il meccanismo colpa-punizione tipico delle leggi statali e di certe confessioni religiose è estraneo al modo di pensare e di applicare la religione da parte dei Testimoni di Geova. Per andare al caso specifico ipotizziamo che un testimone di Geova venga ricoverato in fin di vita in ospedale e non ci sia stata la possibilità di cercare un medico o una struttura che rispetta la sua coscienza cristiana curandolo senza uso di sangue. Immaginiamo che il personale medico gli faccia pressione perché accetti la trasfusione e in quel momento, spinto dal timore della morte, accetti la trasfusione. Cosa accade? Secondo la mentalità legalistica e farisaica dei nostri critici costui dovrebbe essere disassociato. In pratica, secondo costoro, gli anziani dei Testimoni di Geova subito formerebbero un comitato giudiziario (un organo interno che valuta le trasgressioni alla legge divina compiute dai singoli Testimoni di Geova) che procederebbe alla disassociazione. Ecco perché leggete certe reazioni verbali violente verso ciò che è avvenuto in Bulgaria. Il meccanismo è semplice: trasgressione=disassociazione e perciò dichiarazione di assenza di sanzioni in caso di trasgressione=menzogna e spergiuro. Ma la citazione della rivista del 1/7/1992 mostra una realtà diversa. La disassociazione viene applicata solo in presenza "di irriducibile apostasia, deliberata ribellione alle leggi di Geova o assoluta malvagità". Il caso ipotizzato, e che verosimilmente può accadere in relazione alla trasfusione di sangue, vi sembra rientri in queste tre possibilità? Un’altra rivista, precedente a questa, diceva esplicitamente:
Ci sembra evidente che i rappresentanti dei Testimoni di Geova in Bulgaria non abbiano affatto mentito ma risposto correttamente secondo la dottrina dei Testimoni di Geova. Accettare una trasfusione non implica affatto la disassociazione automatica dalla congregazione. Ma come mai la rivista del 1961 si esprime con quel linguaggio? Per capirlo dobbiamo rifare tutto il percorso compiuto dai Testimoni di Geova in relazione alla questione delle trasfusioni di sangue. Ci avvaliamo del libro "Proclamatori", un testo che racconta la storia e lo sviluppo dei Testimoni di Geova e della loro dottrina nei tempi moderni. A pag.183-4 viene fatto un rapido excursus relativo alla dottrina sul sangue. Vi leggiamo:
Giova a questo punto citare integralmente la rivista del 1961 alle pagine 447,448:
Vi siete accorti del lasso di tempo intercorso tra la comprensione che accettare una trasfusione corrisponde a violare la legge di Dio sul sangue e l’istituzione di provvedimenti disciplinari? Ben sedici anni. Per tutto questo periodo (come Testimonia la rivista Torre di Guardia del 1959 pag. 447) chi accettava una trasfusione non veniva disassociato. In effetti dal 1961 chi accetta trasfusioni di sangue e non si pente può essere disassociato. Ma forse non vi è sfuggito un particolare tra la citazione dei nostri critici e quella nostra. Ci sono dei puntini di sospensione in un punto importante: viene disassociato solo chi manifesta "uno spirito impenitente" cioè solo chi, dopo aver compiuto l'azione, non prova alcun rammarico e alcun desiderio di cambiare condotta. I nostri critici nel citare la rivista del 1961 mettono i puntini di sospensione che omettono passaggi fondamentali. Citata da loro la rivista sembra dire:
Citata integralmente la rivista dice:
L'impressione che ricaviamo dalla lettura dell’articolo è che violare la legge di Dio sul sangue sia più un "reato di opinione" che l’azione di prendere una singola goccia di sangue nel corpo. Pertanto la rivista del 1961, citata spesso a sproposito dai nostri critici, modificava una situazione disciplinare preesistente introducendo la possibilità di essere espulsi per coloro che accettano una trasfusione e manifestano uno spirito impenitente. A parte questo, la rivista del 1961 non introduce tra i Testimoni di Geova un sistema automatico basato sul principio "ad ogni colpa deve corrispondere una punizione equivalente". Questo principio giuridico non è mai applicato dai Testimoni di Geova. Anzi, di norma, non si forma un comitato giudiziario automaticamente neppure in presenza di un grave peccato. E nel caso di una trasfusione di sangue accettata da un testimone di Geova per debolezza possiamo affermare che non si forma mai. No, non c'è stato alcuno spergiuro ma una dichiarazione che riflette la vera dottrina dei Testimoni di Geova sul sangue e sulle conseguenze disciplinari in caso di violazione. Ma che dire della seconda accusa e cioè che
Anche in questo caso abbiamo voluto consultare i documenti ufficiali. Il rapporto della Commissione Europea datato 9 marzo 1998 dice:
Questo è quanto è stato sottoscritto davanti la Commissione Europea. Vi sembra si intraveda una modifica dottrinale sulle trasfusioni di sangue? Il governo bulgaro aveva creduto ( o meglio era stato indotto a credere da una certa "bibliografia") che i Testimoni di Geova, a motivo della loro posizione sul sangue, non curassero né se stessi né i loro figli. Inoltre gli era stato fatto credere che la norma disciplinare che prevede l'espulsione in caso di trasfusione impedisse l'esercizio concreto della propria libertà di scelta. Ma come abbiamo visto la dottrina morale dei Testimoni di Geova non include alcuna forma di coercizione verso coloro che accettano o rifiutano le trasfusioni così come verso qualsiasi altra condotta considerata dalla morale dei Testimoni come errata. La norma della disassociazione non può essere considerata una forma di coercizione psicologica (come invece vorrebbero far credere i nostri critici) perché, come abbiamo ampiamente dimostrato, non si applica in maniera automatica verso colui che accetta una trasfusione di sangue. Non si forma automaticamente alcun comitato giudiziario. La disassociazione, o meglio l'auto-esclusione dalla comunità, avviene solo in presenza di "irriducibile apostasia, deliberata ribellione alle leggi di Geova o assoluta malvagità" (La Torre di Guardia del 1/7/92 pag. 19) O per usare le espressioni della stessa rivista del 1961 (citata integralmente e senza puntini di sospensione)
Siamo in presenza non di chi va in ospedale, cerca di essere curato e spinto dalla paura di morire accetta la trasfusione ma di un oppositore che crea disordine e dissensi in congregazione sostenendo una dottrina diversa. È evidente che nel primo caso nessun anziano disassocerebbe la persona colpevole solo di essere debole e umano. Nel secondo caso, anche se non accettasse la trasfusione, una persona con tale spirito ribelle non avrebbe posto tra i Testimoni di Geova. È solo ovvio che i responsabili dell’Associazione dei Testimoni di Geova della Bulgaria abbiano tranquillizzato il governo che i Testimoni di Geova si curano (e curano i loro figli) e non esercitano alcuna pressione ideologica perché si rifiutino le trasfusioni. Ciò è corretto anche perché chi diventa testimone di Geova accetta l'intendimento secondo cui accettare una trasfusione è una violazione della Legge di Dio sul sangue. (Atti 15:28,29) Pertanto il singolo è libero di accettare qualsiasi trattamento sanitario e determina autonomamente, ogni volta che deve curarsi, se accettare o rifiutare la trasfusione di sangue. Circa la libertà dal controllo e dalla coercizione per i Testimoni di Geova si notino queste dichiarazioni fatte in riviste pubblicate prima del 1998.
Chi aspira a diventare Testimone di Geova accetta volontariamente di seguire dottrine e norme morali dei Testimoni di Geova. Se si riceve una pressione è solo quella del proprio cuore e della propria coscienza. Che pressione ideologica possono esercitare gli anziani visto che i singoli, essendo battezzati, hanno già accettato la norma biblica sul sangue? Quando i responsabili dell’Associazione hanno dichiarato che optare per un trattamento sanitario piuttosto che per un altro "compete alla scelta individuale farlo, senza alcun controllo o sanzione da parte del richiedente" hanno detto il vero perché, come avete potuto leggere da citazioni delle riviste dei Testimoni, questo è veramente l'insegnamento morale dei Testimoni di Geova. La parte veramente qualificante dell'accordo tra governo e Testimoni è invece quella relativa i documenti sanitari. Tali documenti sono compilati dai Testimoni di Geova per esprimere il loro dissenso alla trasfusione anche in caso di incoscienza. In Italia gli adulti compilano e firmano la loro dichiarazione che viene poi controfirmata da testimoni. I minori portano con se un tesserino sanitario in cui i genitori manifestano il loro desidero che il figlio sia curato senza trasfusioni di sangue. Come si comprende tali documenti non sono espressioni di fede bensì un modo pratico per manifestare il proprio dissenso ad una pratica che si considera errata. Il governo bulgaro ha chiesto che nel caso dei minori non venisse fornita in anticipo alcuna dichiarazione. Non essendo tale richiesta in contrasto con alcun principio biblico, i responsabili dell’Associazione hanno ritenuto di poterla ottemperare. In pratica i figli dei Testimoni di Geova in Bulgaria non porteranno alcun tesserino sanitario che esplicita la volontà dei genitori in merito alle cure mediche senza sangue. Questa è la vera novità scaturente dall'accordo in Bulgaria. Non un cambiamento dottrinale ma una concessione che non modifica in alcun modo l'assetto dottrinale ed etico dei Testimoni di Geova. Forse penserete che è tutto qui. Invece no. C'è dell’altro che dimostra la malafede dei nostri critici. Vi chiederete: cosa può esserci di più scandaloso di un travisamento di fatti e di puntini di sospensione che omettono pensieri importanti? La malafede è palese dall'occultamento di altri importanti documenti. Noi siamo andati a spulciare nello Statuto dei Testimoni di Geova in Bulgaria. Statuto accettato dal governo bulgaro. L’articolo 7 dichiara:
Avete notato? Si parla di "sanzioni arbitrarie". Quindi non la totale assenza di sanzioni (che come mostrato si applicano solo in caso di mancanza di pentimento e non di debolezza) ma l'assenza di sanzioni "arbitrarie". Per capire questo passaggio dobbiamo andare al contesto. Ricordate il documento 28626/95? Il governo bulgaro esprimeva le sue perplessità in relazione alla nostra dottrina a motivo di una nutrita "bibliografia" in lingua inglese. Non esitiamo a credere che tale bibliografia consista in libri sullo stile degli articoli che circolano su internet come quello sul caso che stiamo trattando pieno di puntini di sospensione in punti importanti e contenenti veri e propri stravolgimenti dei fatti. Il governo bulgaro credendo che i Testimoni di Geova costringessero i loro fedeli a rifiutare le trasfusioni per se e per i propri figli, ha voluto delle precise rassicurazioni sui reali principi etici da noi osservati. È ovvio che i responsabili abbiano dichiarato e fatto scrivere nello Statuto che non saranno fatte "sanzioni arbitrarie". La nostra norma non prevede l'abuso. Né, in maniera farisaica, ad ogni colpa anche minima scatta la sanzione. "Sanzione" nel contesto del documento 28626/95, del press-release e dello Statuto significa "scomunica automatica". E questa non è stata mai la nostra pratica. In conclusione dispiace osservare travisamenti di fatti e disonestà intellettuali di questa portata. Se tutto restasse nel campo "accademico" le conseguenze sarebbero meno gravi. Ma purtroppo, articoli come quelli riguardanti il caso in questione, spesso provocano nell'opinione pubblica reazioni di odio e persecuzione spropositate, come è accaduto in Bulgaria. Ci rendiamo conto che chi li scrive non è animato dall'amore per il vero ma da un vero e proprio odio teologico che si esprime con "bibliografie" di dubbio gusto. Tutto questo ci fa venire in mente la Scrittura di Matteo 24:48-51 che dice:
Ci auguriamo che i nostri lettori, a prescindere dalla loro posizione religiosa, capiscano chi c'è veramente dietro le false accuse che circolano in Internet contro i testimoni di Geova e comprendano che il dissenso "ideologico" non può prescindere dall'amore e dalla verità. Atteggiamenti che, pur speranzosi, non vediamo affatto in articoli come quelli scritti contro di noi sul caso Bulgaria. |
|
|||||||
|
|
||||||||
|
Testimoni di Geova OnLine - giovedì, 10 giugno 2004 23.05 |
||||||||