Il sindaco di Nocera Umbra,
uno dei centri più colpiti, ha scritto ai Testimoni: Il sottoscritto...,
a proprio nome e certo di interpretare il pensiero di tutti i suoi concittadini,
ringrazia vivamente per l'ausilio offerto alla popolazione nocerina.
Inoltre il Ministero dell'interno
ha rilasciato alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova un attestato
di benemerenza e una medaglia: "A testimonianza dell'opera e dell'impegno
prestati nello svolgimento delle attività connesse all'emergenza
nelle regioni dell'Umbria e delle Marche colpite dalla crisi sismica.
Nell'ottobre del 2000 il
Piemonte è stato colpito da una disastrosa alluvione. La Regione
Piemonte ha donato ai Testimoni di Geova una targa "per la preziosa opera
di volontariato a sostegno delle popolazioni piemontesi colpite dall'evento
alluvionale".
Giulio Andreotti, Europeo
3 Settembre 1983. Gli innocenti esistono. Negli anni Sessanta, quando ero
alla difesa, volli rendermi conto del fenomeno, che andava moltiplicandosi,
delle obiezioni militari di coscienza da parte di giovani appartenenti
ai Testimoni di Geova (per lo più provenivano da famiglie di piccoli
contadini). Mi colpì, parlando con loro uno a uno nel carcere di
Forte Boccea, la evidente ispirazione religiosa e l'estraneità da
qualsiasi speculazione politica; non a caso si sottoponevano ad anni di
prigione continuando nel rifiuto di indossare la divisa (non c'era ancora
la legge per gli obiettori, che essi aiutarono molto a far maturare).
Padre Rotondi, Il Tempo Domenica
8 Ottobre 1978 - pag. 19 Così, semplicemente. Cristianesimo come
"sinfonia d'amore" …Penso ai Testimoni di Geova: essi sanno bene quello
che dicono - anzi: gridano - quello che sanno; non temono di bussare alle
porte delle nostre case e vi entrano con la Bibbia in mano, si mettono
a citare quel versetto di quel capitolo, da quella lettera di S. Paolo,
di S. Pietro, di S. Giovanni. E certi cristiano, di quei sacri testi, ignorano
tutto. Così subiscono una "catechesi" falsa, ma capace di richiamare
l'attenzione; di accendere l'entusiasmo; più d'una volta ottenendo
adesione sincera, entusiasta, coerente. Non solo: ma i "convertiti" si
mettono poi anch'essi e ben presto a "fare" a "proclamare" quel che hanno
appreso; e dovunque. Devo, paradossalmente, ammettere che in quei cristiani
si verifica un innegabile fenomeno di crescita. Certo, i contenuti della
nostra fede immensamente più dei "loro"; ma Dio guarda a come noi
crediamo; e se lo pratichiamo, lo predichiamo. In questo i Testimoni di
Geova ci sopravanzeranno fino a quando i "nostri" non usciranno dallo stato
di semi alfabetismo religioso per entrare nel "ragionevole ossequio della
fede" di cui parla S. Paolo.
Piccolo Missionario n°
11 1° novembre 1984 Il loro zelo ci può far arrossire. Bisogna
dare atto ad un fenomeno interessante che può suscitare certa vergogna
in noi. Questi ragazzi che si impegnano 3 ore al giorno alla predicazione
e vanno di casa in casa a discutere della bibbia, usano probabilmente un
metodo sbagliato (e magari i loro contenuti spesso sono tendenziosi) ma
l'animo che li ispira no. È encomiabile inoltre la loro severità
nei riguardi morali. Essi predicano il rifiuto dell'adulterio, dell'aborto,
del divorzio, dei rapporti prematrimoniali, dell'uso delle armi. E il paradosso
sta qui; che molti che sono passati dal Cattolicesimo (che pur predica
questa stessa morale) ai Testimoni di Geova, mentre prima badavano troppo
ad osservare queste norme, ora, nella nuova setta, sono estremamente intransigenti.
La novità e la carica psicologica del movimento si vede che gioca
veramente un ruolo molto importante da essere in grado di far mutare il
comportamento etico di molte persone. Il Testimoni di Geova non fuma, non
beve, non si droga, rifiuta categoricamente il servizio militare, è
constatare lo zelo intraprendente, talvolta un vero entusiasmo e certamente
il coraggio di questi giovani che passano delle ore a parlare della Bibbia.
Noi cristiani dovremmo arrossire: quanto poco interesse mostriamo noi per
la Parola di Dio!
I precetti e la vita.
La
Rocca 15 Dicembre 1977 Ettore Masina. I "Testimoni di Geova" sono noti
in tutto il mondo per la magnifica saldezza della loro fede. La loro spinta
missionaria è immensa (le dedica un verso persino Montale, nel suo
ultimo libro), la loro presenza fra i poveri è continua, le persecuzioni
(in Unione sovietica) e le critiche anche aspre da parte dei cattolici
e dei protestanti non li arrestano. Per fedeltà al loro credo, "Testimoni
di Geova" italiani sono rimasti in carcere anni e anni per obiezione di
coscienza.
Intervento del prof. Sergio
Quinzio alla trasmissione radiofonica "RAIDUE 3131" Mercoledì 1°
novembre 1989 "La storia dei testimoni di Geova ha delle pagine magnifiche.
Ho una lettera di Geneviève De Gaulle, la nipote di De Gaulle, che
è stata nei campi di concentramento nazisti. Alcuni di questi testimoni
di Geova, che allora si chiamavano Studenti della Bibbia, rifiutavano di
prestare servizio militare non solo nelle fabbriche di armi ma in qualunque
fabbrica tedesca per non aiutare lo sforzo bellico tedesco e venivano impiccati
regolarmente".
La Stampa. Cronaca Cittadina
Domenica 12 Agosto 1979. È il loro stile di vita a fare nuovi proseliti.
Sono l'unica comunità religiosa che abbia un impressionante tasso
di crescita - Ma praticano i principi che professano…. La loro sembra essere
una risposta alla ricerca sempre più ansiosa di nuovi modelli di
vita, di una cultura alternativa. Giorgio Martinat.
L'Espresso 3 settembre
1989.
Varsavia. Testimoni al lavoro. Tra tutto quello che sta succedendo in Polonia,
c'è anche un fenomeno che pochi si sarebbero aspettato in quel cattolicesimo
paese; si vanno diffondendo i testimoni di Geova. Perseguitata da sempre
dal regime comunista, solo da poco questa setta religiosa è potuta
uscire allo scoperto ed ha addirittura organizzato a Varsavia e in altre
città polacche numerosi e affollati raduni internazionali. Mentre
la penetrazione presso le famiglie è iniziata col classico metodo
del discorso diretto porta a porta. Nel paese di Papa Wojtyla, il successo
è stato quasi immediato e il motivo non è solo religioso:
i polacchi hanno scoperto che i Testimoni di Geova sono ottimi operai e
artigiani: infatti non bevono, non fumano, non rubano sulle fatture e sono
molto coscienziosi. Per questo sono richiestissimi per i piccoli lavori
casalinghi di idraulica, falegnameria o elettricità. E quando un
Testimoni di Geova entra in casa, non esce senza un convertito.
La Sicilia. Mercoledì,
12 Agosto 1987 I lettori ci scrivono. Grazie dei pergusini ai Testimoni
di Geova. "con questa Lettera, intendiamo rivolgere un pubblico ringraziamento
ai Testimoni di Geova che per tre giorni hanno tenuto nell'autodromo di
Pergusa il loro congresso con la partecipazione di 5 mila Testimoni di
Geova. "A parte l'idea religiosa degli appartenenti a questa setta, dobbiamo
dire pubblicamente grazie agli organizzatori per non avere sporcato né
la tribuna né la pista coperta. Contrariamente a quanto si verifica
in occasioni di gare automobilistiche o di altre competizioni, quando il
giorno dopo nell'autodromo ci sono abbandonate lattine, cartocci vari ed
altro, i Testimoni di Geova hanno lasciato tutto pulito. Non c'è
un foglio di carta o una lattina. "Noi abitanti del lago Pergusa, che siamo
a contatto con la pista, chiediamo al direttore de "La Sicilia" di voler
pubblicare questa lettera che vuole essere un riconoscimento agli organizzatori
dei Testimoni di Geova. Tutti dovrebbero fare così, mentre purtroppo
quando si svolgono altri tipi di manifestazioni. Fin qui la lettera che
ci è stata fatta recapitare ieri mattina da un gruppo di pergusini,
sottolineando che in effetti i Testimoni di Geova, ogni anno quando si
danno appuntamento a Pergusa, istituiscono delle squadre ecologiche speciali,
lasciando, quando tolgono le tende, tutto pulito come se cinque mila persone
non vi avessero sostato per tre giorni.
Stampa Sera. Cronaca. Lunedì
4 Agosto 1986. Un cronista cattolico al congresso dei quindicimila proclamatori
del Piemonte e della Valle d'Aosta. I Testimoni di Geova, la fede in Dio
e la coerenza. Non accettano nessun rapporto con le altre Chiese e confessioni,
ma sono pronti a lottare e pregare per la pace.
Nel 1987 in un bollettino
parrocchiale italiano, un sacerdote cattolico fece questo commento favorevole
sui testimoni di Geova. Egli disse: "A me, personalmente, i Testimoni di
Geova sono simpatici; lo confesso candidamente. . . . Quelli che conosco
io sono persone di una impeccabile correttezza, che ti parlano nei toni
più vellutati di voce . . . [e sono] persuasivi. Quando la capiremo
noi che la verità vuole anche una presentazione accettabile? che
i banditori di verità non devono essere cascanti, maleodoranti,
raffazzonati e sciatti?"
Quando cuori di pietra diventano
sensibili Nel 1989, quando i Testimoni di Geova ottennero il riconoscimento
in Polonia come organizzazione religiosa, il direttore del carcere di Wolw
disse queste parole: "L'operato dei testimoni di Geova in questo penitenziario
è encomiabile e utile studiando la Bibbia [con i Testimoni], i detenuti
cambiano la loro scala di valori e il loro comportamento, e questo dà
un nuovo senso alla loro vita. Agiscono con molto tatto ed educazione.
Lavorano con diligenza e non creano quasi mai problemi".
Sono rimasto sorpreso dall'analisi
dell'effetto serra che viene fatta in questo numero di Svegliatevi! che
ho letto con grande piacere. Sono un ecologista convinto e sono cristiano.
I testimoni di Geova non ricevono sempre commenti favorevoli da parte della
stampa. Ma il contenuto della vostra rivista merita riflessione. Ecologia
e fede sono al livello più basso. Finalmente ci sono persone religiose
che si interessano della creazione di Dio!
Un libro in tedesco intitolato
Seher, Grübler, Enthusiasten (Visionari, sognatori, entusiasti). Anche
se un po' critico verso i Testimoni, ammette: "I TESTIMONI DI GEOVA suscitano
sostanzialmente ammirazione. In genere sono persone del ceto medio che
conducono una vita irreprensibile. Sono diligenti e scrupolosi sul lavoro,
cittadini tranquilli e contribuenti onesti. Si astengono dalla sfrenata
ricerca della ricchezza. . . . La loro disciplina alle assemblee è
encomiabile. Il loro spirito di sacrificio è uguale a quello di
qualsiasi altro gruppo religioso; per quanto riguarda il ministero sono
in cima alla classifica. Ma ciò che li pone al di sopra di ogni
altra chiesa e denominazione cristiana dei nostri giorni è la tenacia
con cui la maggioranza di loro proclama le loro dottrine in qualunque circostanza
e a qualsiasi rischio".
In Belgio alcune persone
sincere si sono espresse senza mezzi termini contro la propaganda diffamatoria.
Fra loro c'era un ex primo ministro che ha ammesso di nutrire molta ammirazione
per ciò che fanno i testimoni di Geova. Un deputato ha scritto:
"Contrariamente alle insinuazioni fatte circolare ogni tanto, non mi pare
che i testimoni di Geova rappresentino il benché minimo pericolo
per le istituzioni dello Stato. Sono cittadini che amano la pace, sono
scrupolosi e rispettano le autorità".
Un giudice tedesco disse
dei testimoni di Geova. "Hanno principi ben radicati da cui non si distaccano.
Hitler tentò di tutto, ma non riuscì a farli andare in guerra".
Il direttore dell'Holocaust
Educational Digest ha osservato: "Nessun testimone di Geova andrà
mai in guerra. . . . Se tutti quelli che occupano posizioni di potere nel
mondo fossero stati di questa religione, [la seconda guerra mondiale] non
ci sarebbe stata".
Un prete greco su una delle
circa 30 isole del gruppo delle Cicladi, in Grecia disse a due testimoni
di Geova queste parole: "Non credo che varrebbe la pena di vivere se non
avessi le vostre pubblicazioni. Mi aiutano ad andare avanti. Lasciate che
vi dica una cosa. Tenete cara la vostra fede. Non fate l'errore di lasciarla.
Questo che vi sto dicendo è la migliore predica che abbia mai fatto,
e non lo dico tanto per dire: lo dico con tutto il cuore".
Sergio Albesano in Talento,
novembre-dicembre 1996. "I testimoni [di Geova] insegnano a pagare con
onestà le tasse, a non partecipare alla guerra né alla sua
preparazione, a non rubare ed in genere a condurre un tipo di vita che
se fosse maggiormente diffuso porterebbe ad un innalzamento del livello
di convivenza civile".
Un parlamentare
belga. "I
Testimoni di Geova si possono riconoscere come le persone più oneste
della Repubblica Federale di Germania". -
San Francisco Examiner, quotidiano
americano. "Potete considerarli cittadini modello. Pagano con diligenza
le tasse, curano i malati, combattono l'analfabetismo".
American Ethnologist. "I
testimoni di Geova riescono meglio dei seguaci di altre denominazioni a
mantenere unioni coniugali stabili".
Bryan Wilson, Università
di Oxford. "I testimoni di Geova sono tra i cittadini più corretti
e diligenti dei paesi africani".
Nat Hentoff, Free Speech
for Me-But Not for Thee. "Nel corso dei decenni i membri di questa fede
hanno contribuito moltissimo ad estendere la libertà di coscienza".
Charles S. Braden, These
Also Believe. "Hanno . . . contribuito in maniera concreta a preservare
alcuni dei beni più preziosi della nostra democrazia". Les Témoins
de Jéhovah face à Hitler 1998 (I testimoni di Geova di fronte
a Hitler), di Guy Canonici. Nella prefazione l'autorevole storico francese
François Bédarida scrive: "Ecco un libro benvenuto. Non solo
perché colma una lacuna, ma perché arriva al momento giusto.
. . . A parte gli specialisti, chi conosce la sorte a cui andarono incontro
i testimoni di Geova sotto il Terzo Reich? Eppure, per tutti i dodici anni
del regime, la persecuzione si abbatté su di loro con un accanimento
costante e una violenza implacabile. Conobbero anche l'orrore dell'universo
concentrazionario. Anch'essi pagarono a caro prezzo la fedeltà alle
loro convinzioni. Perché questi cristiani sono stati dimenticati
dalla storia? . . . "Perché una persecuzione così brutale
e sistematica contro una piccola setta poco diffusa e inoffensiva? Qui
sta il paradosso: non solo i Testimoni in Germania costituivano una minuscola
minoranza rispetto alla popolazione - le statistiche parlano di circa 20.000
aderenti su un totale di oltre 60 milioni di abitanti - ma erano tutti
cittadini pacifici e rispettosi della legge, che non minacciavano nessuno
e non chiedevano altro che di lavorare e di allevare degnamente i loro
figli. . . . "Questa persecuzione si scontrò con la resistenza spirituale,
tenace e vittoriosa, di credenti capaci di opporre la forza interiore della
loro fede in Gesù Cristo a quella delle pressioni esterne, a cominciare
dalla violenza fisica della polizia di Stato, fino all'eroismo e al martirio".
La storia dei testimoni di Geova che affrontarono il martirio per la loro
fede cristiana di fronte all'intolleranza religiosa è degna di nota.
Nella recensione del libro, La Croix, importante giornale cattolico parigino,
aggiunge opportunamente: "Sulla loro storia misconosciuta Guy Canonici
ha raccolto una quantità tale di testimonianze che si rimane ammutoliti
davanti alla forza di carattere ispiratrice di una fede espressa con le
parole più semplici e, sino alla fine, incrollabile, anche tra i
bambini. Questa rievocazione dovrebbe fare da sfondo alle attuali polemiche
sull'appartenenza dei testimoni di Geova al cristianesimo".
Dal periodico cattolico francese
Famille Chrétienne. Il cardinale inglese Hume scrisse le parole
di una missionaria in Africa: "Sono qui da 40 anni e sono riuscita a non
pronunciare mai il nome di Gesù per non urtare la cultura africana.
Non parliamo più di Gesù, non condividiamo più Gesù,
non evangelizziamo più! Incontrate due persone che parlano di Cristo
al mercato, o che portano una Bibbia sotto braccio, e vi dite: Toh! I testimoni
di Geova!"
In una lettera al Boston
Target del Lincolnshire un lettore ha detto: "La gente perde la fede nelle
religioni . . . Cosa fanno questi ecclesiastici tutto il giorno? Non escono
certo come Cristo per incontrare la gente . . . L'unica religione che sembra
preoccuparsene sono i testimoni di Geova, che vanno a cercare le persone
e sono sinceramente impegnati a predicare la verità: ti invitano
alle loro funzioni, parlano di problemi ambientali e fanno qualcosa in
proposito. Non sono un Testimone, ma rispetto queste persone e le ascolto".
A volte alcuni accusano i
testimoni di Geova di rovinare i matrimoni. Ecco cosa disse un lettore
ad un giornale francese. "Da quasi 28 anni sono sposo felice di una donna
affascinante che è testimone di Geova. Ha allevato i miei cinque
figli, due dei quali non erano suoi, con pari sollecitudine e tanto amore.
Essendo dirigente di un'impresa con 45 dipendenti, posso assicurarvi che
lei ha contribuito in notevole misura al mio successo professionale. Per
questo quando ho visto sul giornale che leggo abitualmente un articolo
che presenta i testimoni di Geova come una minaccia per il Lot-et-Garonne [un
dipartimento della Francia sud-occidentale], ho deciso di fornirvi una
testimonianza convincente". La lettera dice anche: "Non fumano e non si
ubriacano. È una minaccia? Sono cristiani tolleranti che non impongono a nessuno
le regole che seguono. Al contrario, sono un
esempio in molti campi. . . . Non sono implicati in scandali finanziari né nel
traffico di droga. Non fanno voto di castità e conducono una vita normale, posso
assicurarvelo. . . . A questo punto mi chiederete: Allora perché non sei
testimone di Geova? Perché bisogna avere una fede cristiana e un rigore morale
che difficilmente si trovano fra i comuni mortali".