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I Testimoni di Geova e l'ONU: Un esempio di Coerenza

Seconda parte


Il servizio civile sostitutivo

I nostri oppositori sostengono inoltre che la Watch Tower ha apportato degli aggiustamenti significativi al suo statuto al fine di rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG. Uno di questi cambiamenti è l’accettazione del servizio civile sostitutivo dal 1996 e in poi. 

Per dimostrare la loro tesi, gli oppositori chiesero al competente ufficio delle N.U. cosa accadrebbe ad una ONG se questa disassociasse un membro nel caso accettasse di prestare il servizio militare alternativo. Isolda Oca, funzionaria dell’ufficio ONG, gli rispose in questi termini:

Se alcuna delle ONG intraprendesse un’azione punitiva contro qualcuno che desiderasse prestare servizio militare alternativo (perché non desidera servire nelle forze armate di un paese membro delle Nazioni Unite), ciò costituirebbe una violazione dell’accordo fra le Nazioni Unite e la ONG.

La conclusione degli oppositori è che la Watch Tower dovette aggiustare il suo statuto per poter rimanere una ONG. Gli oppositori approfittarono della conversazione con la funzionaria per mettere i testimoni di Geova in cattiva luce presso l’ONU. Le fecero anche notare che i testimoni di Geova hanno sempre punito con la disassociazione chi voleva prestare il servizio civile alternativo oltre ad insinuare che la disassociazione di coloro che volevano prestare tale servizio, creò conseguenze disastrose. Tutto questo per polemizzare ed insinuare che i Testimoni di Geova sono contro lo stato e l’ONU stesso e di conseguenza non meriterebbero di essere una ONG.

Isolda Oca ha giustamente risposto che se questi comportamenti fossero dovutamente documentati in una lettera, spedita con i dovuti allegati alle Nazioni Unite, esse inizierebbero immediatamente una procedura di dissociazione nei confronti della Watch Tower.

È vero che la Watch Tower ha apportato degli aggiustamenti al servizio civile al fine di rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG? Come stanno realmente le cose?

Ebbene, è doveroso sottolineare che gli oppositori non compresero pienamente ciò che intendesse la Watch Tower con l’accettazione del servizio militare sostitutivo. La verità è che i Testimoni di Geova non apportarono nessun cambiamento riguardo la questione della neutralità cristiana (come vedremo più avanti). Infatti, molti Testimoni di Geova in vari parti del mondo, rifiutano tutt’ora anche il servizio civile sostitutivo. Alcuni testimoni di Geova vengono ancora condannati per questa loro scelta. La Città, quotidiano di Salerno e provincia del giovedì 13 marzo 2003, riporta le seguente notizia:

Testimone di Geova rifiuta di indossare la divisa. Condannato a quattro mesi. La storia un caso di coscienza.

La sua colpa era quella di aver rifiutato, “per motivi religiosi”, il servizio militare... A condannarlo è stato il tribunale di Nocera Inferiore. Il giovane non si era presentato per prestar servizio alla caserma di via Solimena a Nocera Inferiore: la sua fede glielo impediva. …Il giovane, come la maggior parte dei Testimoni di Geova rifiutava non soltanto di svolgere il servizio militare ma anche di diventare “obiettore di coscienza”, prestando il servizio civile. Alcuni sostengono, infatti, che il servizio civile smilitarizzato è comunque un compromesso”. … La servitù civile, dunque, in sostituzione del servizio militare sarebbe altrettanto biasimevole per il cristiano. Secondo i principi della sua fede, dunque, egli diverrebbe con ciò parte del mondo... Ogni anno erano migliaia i ragazzi che venivano condannati dai giudici per la loro scelta di opporsi al servizio civile. Ora invece ogni giovane può scegliere secondo la propria coscienza. Inoltre l'attuale concezione di “servizio smilitarizzato” si presta più volentieri alle idee del movimento religioso. Il grassetto è nostro.

Di Marilena Peluso

Questo caso, come molti altri, dimostra chiaramente che il servizio civile sostitutivo, benché tollerato dalla Watch Tower, non è obbligatorio. Se effettivamente la Watch Tower aveva l’intenzione di apportare degli aggiustamenti al servizio civile al fine di rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG, come asseriscono i nostri oppositori, per quale ragione non ha obbligato tutti i testimoni di Geova a prestare il servizio civile per rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG in maniera più piena? È evidente che l'accusa è contraddittoria, paradossale e completamente assurda avente l'unico scopo di mettere in cattiva luce l'organizzazione.

Così com’è stata presentata la questione del servizio militare a Isolda Oca, funzionaria dell’ufficio ONG, la sua risposta è più che corretta e non poteva essere altrimenti. Forse gli oppositori, di proposito hanno ignorato il punto che gli voleva trasmettere, Infatti, essa gli fece capire chiaramente che “il comportamento delle N.U. sia generalmente improntato ad una "buona dose di tolleranza", ed in casi del genere nei confronti di una ONG che trasgredisse le regole, si agirebbe con cautela e dopo il vaglio di numerosi comitati.

Facciamo un'altra riflessione: Se le Nazione Unite hanno una buona dose di tolleranza nei confronti delle ONG, a cosa serviva apportare dei cambiamenti che riguardano il servizio militare? Tanto, come disse schiettamente la funzionaria “in casi del genere nei confronti di una ONG che trasgredisse le regole, si agirebbe con cautela e dopo il vaglio di numerosi comitati.”

Dalla conversazione intercorsa tra la funzionaria e i nostri oppositori sembra proprio che l’ONU fosse all’oscuro di tutto e non conoscesse affatto il credo dei Testimoni di Geova per quanto riguarda il loro rifiuto del servizio militare. È veramente così? Le NU, sapevano che i giovani TdG non prestano servizio militare? La verità è che gli oppositori hanno presentato i fatti in una luce completamente distorta.

Le N.U. sanno benissimo che i Testimoni di Geova non prestano servizio militare o civile. Lo si può capire chiaramente leggendo qualche rapporti sulla libertà religiosa presentato dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite. Talvolta si legge che anche i Testimoni di Geova, nei paesi dove prevalgono le discriminazioni religiose verso le minoranze, vengono discriminati proprio a causa del loro rifiuto del servizio militare e civile, e la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite è più volte intervenuta e cercato di imporre ai governanti di essere tolleranti con una minoranza religiosa come i testimoni di Geova, nel rispetto delle leggi internazionali contenute nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottate dall’ONU. Di conseguenza, l’ONU stesso non può andare contro i suo stessi principi negli Articoli 1 e 18 in questione di libertà religiosa.

Questo dimostra chiaramente come sia l’ONU, che la funzionaria, sanno benissimo che i Testimoni di Geova non prestano servizio militare e civile. Nonostante ciò, la Watch Tower è diventata una ONG. È quindi ragionevole concludere che la questione sollevata dai nostri oppositori è irrilevante, in quanto, il rifiuto del servizio militare e del servizio sostitutivo rientra nelle “libere scelte” dei singoli, come sottolinea il Consiglio di Stato di molti paesi (compresa l’Italia). Affermare che le N.U. non lo sapevano è una bugia bella e buona. Ecco perché la funzionaria, gli disse schiettamente che essi hanno una buona dose di tolleranza nei confronti di una ONG che trasgredisse le regole. Evidentemente i nostri oppositori non hanno colto bene le sue parole, anzi, possiamo dire con certezza che essi volontariamente non vorrebbero coglierle.

Non ci è dato di sapere se gli oppositori abbiano mai inviato alla funzionaria la “dovuta documentazione”. Come mai non è stata spedita se, come asseriscono gli oppositori, il comportamento dei Testimoni di Geova costituisce un violazione grave dell’accordo fra le Nazioni Unite e la ONG?

C'è stato qualche cambiamento?

Possiamo dire con assoluta certezza che i nostri oppositori fraintendono intenzionalmente le motivazioni che hanno indotto la Watch Tower a cambiare punto di vista. L'accettazione del servizio civile da parte dei Testimoni di Geova dal 1996 in poi non ha niente a che vedere con la loro registrazione come ONG. Da notare che il cambiamento è avvenuto nel 1996, cioè 6 anni dopo la loro iscrizione. Se, come dicono gli oppositori, corrisponde al vero, l’ONU non avrebbe dovuto accettare la Watch Tower come ONG. È evidente che il rifiuto del servizio militare da parte dei giovani testimoni di Geova non è e non era una condizione vincolante per registrarsi come ONG. Lo si capisce dal fatto che sono stati accettati senza problemi anche se qualcuno all’interno dell’ONU poteva personalmente non essere d’accordo.

Per quale motivo allora fu modificato? Il motivo principale per cui fu fatto questo cambiamento è perché negli ultimi anni il servizio civile non è più necessariamente legato al servizio militare. Nel suo impianto originale, il servizio civile discendeva sempre e strettamente dall’obbligo del compimento di un servizio militare. (Confronta R. Venditti, L’obiezione di coscienza al servizio militare, 2° edizione, Milano 1994, pp. 219-22) A partire dal 1995 la corte costituzionale ha ribadito che la difesa della Patria si concretizza prestando anche impegni sociali non necessariamente legati al servizio militare come il volontariato ed aiuti sociali di vario genere. Di conseguenza il servizio civile sostitutivo si è sganciato dall’obbligo del servizio militare. (Confronta R. Venditti, L’obiezione di coscienza al servizio militare, 2° edizione, Milano 1994, pp. 172, 173)

La verità è che il punto di vista della Watch Tower non è stato cambiato, ma è il punto di vista di molti stati che è cambiato nei confronti del cosiddetto servizio civile sostitutivo. Ecco perché, tutt’ora ci sono alcuni Testimoni di Geova che rifiutano il servizio civile. È evidente che le affermazione fantasiose dei nostri oppositori, secondo le quali i Testimoni di Geova hanno apportato degli aggiustamenti significativi al loro statuto permettendo il servizio civile sostitutivo per rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG, sono prive di coerenza e logicità e di conseguenza sono completamente infondate.

C’è da chiedersi per quale ragione gli oppositori non chiesero alla funzionaria, visto che ne avevano l’opportunità, se i Testimoni di Geova avrebbero dovuto fare dei cambiamenti nel loro statuto per rimanere una ONG. Una dimenticanza? Difficilmente, visto che la loro unica intenzione è quella per mettere in cattiva luce i Testimoni di Geova presso l’ONU. Agli oppositori non interessava presentare i fatti come sono realmente. Nota

Per di più, se le affermazioni degli oppositori sono veritiere, è cioè, i Testimoni di Geova hanno dovuto aggiustare il loro statuto riguardo il servizio civile sostitutivo al fine di rispettare i criteri di trasparenza richiesti da una ONG, avrebbero dovuto fare diversi cambiamenti su altre questioni come il saluto della bandiera e il voto. Non è forse vero che anche questi insegnamenti sono in contrasto con i principi di molti stati al pare del servizio militare sostitutivo? Eppure la Watch Tower non ha apportato nessuna modifica al riguardo. Anche questi particolari dimostrano chiaramente che il cambiamento e l’accettazione del servizio civile sostitutivo da parte dei singoli Testimoni di Geova non aveva niente a che vedere con la loro registrazione come ONG.

Contrariamente a quanto affermano i nostri oppositori, l’ONU, e molti governi (inclusa l’Italia), sanno benissimo che “l’obiezione di coscienza” da parte dei giovani Testimoni di Geova non è rivoluzionaria e non ha di mira la ribellione. L'obiezione di coscienza da parte testimoni si limita a portare avanti —disubbidendo a certi leggi ritenute ingiuste— un indiretta ma dura esortazione al buon uso del potere. Non è forse vero che molti cittadini (forse anche voi) vanno contro la decisione del loro stato (come in caso della guerra) facendo dimostrazioni e talvolta creando disordine sociale per contestare la guerra? Perché allora i nostri oppositori non preparano articoli contro i pacifisti che vanno contro il loro stesso governo? Perché a certe persone è permesso obiettare e ad altri no? È coerente questo modo di valutare il comportamento altrui?

 
   

Intervista a Oleg Dzioubinski funzionario del DPI delle N.U.

Oltre alla conversazione con Isolda Oca, gli oppositori intervistarono telefonicamente, Oleg Dzioubinski, un altro funzionario del Dipartimento dell’Informazione Pubblica (DPI) delle NU. Questa intervista, dicono gli oppositori, dimostra chiaramente che i Testimoni di Geova hanno fatto un compromesso politico con l’ONU. Ecco l’intervista come la troviamo su alcuni siti:

Domanda: La Watchtower appartiene alle ONG?
Risposta: Si

Domanda: Esiste un numero particolare per identificare tale associazioni?
Risposta: No, ne esistono più di 1.500

Domanda: Da quanto tempo la Watchtower fa parte delle ONG?
Risposta: Sin dal 1991

Domanda: Cosa si deve fare per aderire alle ONG?
Risposta: Diverse cose, incluso rivestire lo status di Ente non lucrativo, e produrre una dichiarazione della propria situazione finanziaria, oltre che l’impegno ad aderire e a promuovere le attività delle NU

Domanda: Cos’è una ONG, e che tipo di rapporti intrattiene con le Nazioni Unite?
Risposta: Le ONG non hanno alcuno status particolare e non fanno parte delle Nazioni Unite. La loro attività consiste nella produzione di opuscoli che promuovono le Nazioni Unite nel mondo, attraverso il Dipartimento dell’Informazione Pubblica. Ci si attende che esse usino tale materiale propagandistico per informare la gente di ciò che fanno le Nazioni Unite.

Domanda: Alcune persone ritengono che la Watchtower non sia troppo tenera nei confronti delle Nazioni Unite. Questo rappresenta un problema?
Risposta: Si possono criticare le Nazioni Unite. Ma non è permesso usare la loro egida per raccogliere fondi o spacciarsi per una loro organizzazione quando in effetti non lo si è.

Domanda: La Watchtower ha mai ricevuto denaro dalle Nazioni Unite?
Risposta: Non che io sappia

Domanda: E allora perché la Watchtower si è associata alle Nazioni Unite?
Risposta: Per promuoverne le attività ed aiutarle nelle sue iniziative in certe aree.

Leggendo attentamente sia le domande che le risposte, questa intervista non aggiunge nessun elemento nuovo e utile a quello che si sapeva già. La loro sembra la classica intervista di giornalisti imbranati, trovandosi di fronte ad un’opportunità interessante di intervistare qualcuno, la fanno sfuggire facendo delle domande inconsistenti.

Se foste voi a dover dimostrare le accuse dei nostri oppositori, che tipo di domande avreste dovuto fare al funzionario del Dipartimento dell’Informazione Pubblica (DPI) delle NU per incastrare la Watch Tower? Ecco alcuni domande che secondo noi dovevano essere fatte al fine di dimostrare il presunto compromesso politico di cui parlano i nostri oppositori:

Quale ruolo politico ebbero i Testimoni di Geova presso l’ONU?

Le ONG, e in particolar modo l’adesione dei Testimoni di Geova come una ONG, fa di loro un organizzazione politica legata all'ONU?

Può un’organizzazione, che desidera essere neutrale nelle questioni politiche, iscriversi come una ONG?

L’ONU e il Dipartimento dell’Informazione Pubblica (DPI) delle NU, aveva esaminato lo statuto, il credo e l’opera dei Testimoni di Geova prima di accettare la loro registrazione come ONG?

Il Dipartimento dell’Informazione Pubblica (DPI) delle NU aveva chiesto ai Testimoni di Geova di fare qualche cambiamento del loro statuto per poter aderire alle ONG? Se si, Quali sono stati i cambiamenti nella struttura e nei statuti dei Testimoni di Geova secondo i criteri di trasparenza nell’assunzione delle loro decisioni, elezioni dei loro funzionari e dei membri dei Consigli Direttivi?

Qual è stato l’impegno dei Testimoni di Geova nel diffondere e sostenere le attività delle Nazioni Unite mediante la pubblicazione di newsletters, bollettini, e opuscoli; organizzare conferenze, seminari e tavole rotonde; o richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione su tali attività?

Qual è stato il risultato dell’attività dei Testimoni di Geova come ONG nel promuovere gli interessi delle Nazioni Unite?

Quante persone hanno accettato L’ONU come una speranza per l’umanità dal materiale informativo che i Testimoni di Geova hanno diffuso mediante la pubblicazione di newsletters, bollettini, e opuscoli; organizzare conferenze, seminari e tavole rotonde; o richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione su tali attività?

Immaginiamo di intervistare nuovamente il funzionario Oleg Dzioubinski. Come avrebbe risposto Oleg Dzioubinski, ad alcune di quelle domande?

Domanda: Quale ruolo politico ebbero i Testimoni di Geova presso l’ONU?
Risposta: Nessuno. Come avevo detto ai vostri oppositori, le ONG non hanno alcuno status particolare e non fanno parte delle Nazioni Uniti.

Domanda:  Le ONG, e in particolar modo l’adesione dei Testimoni di Geova come una ONG, fa di loro un organizzazione politica nel vero senso della parola?
Risposta: Ripeto ciò che ho appena detto. Le ONG non hanno alcuno status particolare e non fanno parte delle Nazioni Uniti. In parole povere, una ONG è un’organizzazione nazionale o internazionale che non è legata e non è tenuta affatto a far nessun riferimento a qualche governo o organizzazione politica e non dipende da accordi fra più stati.

Domanda: Qual è stato l’impegno dei Testimoni di Geova nel diffondere e sostenere le attività delle Nazioni Unite mediante la pubblicazione di newsletters, bollettini, e opuscoli ecc?
Risposta:  Teoricamente, le attività delle ONG consistono nella produzione di opuscoli che promuovono le Nazioni Unite nel mondo, attraverso il Dipartimento dell’Informazione Pubblica. Come avevo detto ai vostri oppositori, Ci si attende che esse usino tale materiale propagandistico per informare la gente di ciò che fanno le Nazioni Unite.”

Riflessione: Per quale motivo Oleg Dzioubinski, usò l’espressione: Ci si attende? Questo evidenzia che egli non aveva dati precisi per rispondere alla loro domanda e in quale maniera e misura i Testimoni di Geova avrebbero sostenuto le attività delle N.U.

Domanda: Quante persone hanno accettato L’ONU come una speranza per l’umanità dal materiale informativo che i Testimoni di Geova hanno diffuso mediante la pubblicazione di newsletters, bollettini, e opuscoli; organizzare conferenze, seminari e tavole rotonde; o richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione su tali attività?
Risposta
: Visto che nella risposta precedente ho detto letteralmente: "Ci si attende che usino tale materiale propagandistico per informare la gente di ciò che fanno le Nazioni Unite” questo vuol dire che non ho dati precisi al riguardo.

In effetti, anche i nostri oppositori non hanno mai dimostrato se esistono persone che hanno accettato L’ONU come una speranza per l’umanità leggendo il materiale informativo che i Testimoni di Geova hanno diffuso nelle loro pubblicazioni! Vedi più avanti.

Fine dell’intervista.

Chiediamoci: Per quale ragione i nostri oppositori non hanno fatto domande più dirette? La risposta è ovvia. Perché sapevano già quali risposte avrebbe dato il funzionario. Può anche darsi che essi abbiamo fatto domande simili ma non abbiano riportato le risposte per motivi chiaramente comprensibili a tutti i lettori.

Vale la pena esaminare criticamente la seguente domanda che i nostri oppositori fecero al funzionario:

Alcune persone ritengono che la Watch Tower non sia troppo tenera nei confronti delle Nazioni Unite. Questo rappresenta un problema?

La formulazione di questa domanda è ambigua oltre ad essere contraddittoria. Con l’espressione “Alcune persone ritengono” lasciano intendere che non sono loro ad affermare ciò ma bensì altre persone! (Un modo per lavarsi le mani? Per fare una bella figura?), ma poi si contraddicono quando asseriscono che articoli di Svegliatevi! dimostrano come la Watch Tower abbia cambiato atteggiamento e sia diventata più tenere nei confronti dell’ONU. 

A questa domanda Oleg Dzioubinski rispose loro: "Si possono criticare le Nazioni Unite?..." Cosa intende il funzionario con l'espressione: "Si possono criticare le Nazioni Unite?..." Per illustrare, un cittadino, può legittimamente ritenere il suo governo corrotto e malvagio ma finché rispetta le leggi dello Stato non può essere perseguitato e neppure discriminato per il suo pensiero. Sicuramente questo è ciò che intende il funzionario quando disse che si possono criticare le N.U.

Sarebbe veramente grave se l’ONU pretendesse un'adesione ideologica ai suo principi, in questo modo rischierebbe di trasformarsi in un regime dittatoriale andando contro i suoi stessi statuti. Certamente non è questo l’ONU che vorrebbero i nostri oppositori! A dimostrazione di quanto detto, la Dichiarazione Dei Diritti Umani adottata dall’ONU, Art. 18 dice espressamente:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti. Il grassetto è nostro.

Tenendo presente l’articolo 18 della Dichiarazione dei Diritti Umani, né l’ONU e nessun stato membro o governo può sindacare sul contenuto di fede dei testimoni di Geova o/e di qualsiasi altra fede religiosa. Lo dice anche Finocchiaro:

Lo Stato, come non può valutare i principi accolti dalla Chiesa cattolica, così non può sindacare quelli di altre confessioni.

Sicuramente questo è ciò che intese Oleg Dzioubinski quando disse espressamente che si possono criticare le Nazioni Unite.

Pertanto, non c’è niente di così scandaloso nel criticare e definire un governo "satanico" come hanno fatto i Testimoni di Geova e come continuano a fare se esso non rispetta le leggi di Divine o/e i suoi stessi statuti. È curioso ciò che hanno detto tutti i giornali riguardo le parole di Papa, nell’Angelus domenicale di Lunedì, 10 Marzo 2003. Il papa riferendosi al clima di guerra, disse letteralmente quanto segue:

«Nell’attuale contesto internazionale si avverte più forte l’esigenza di purificare la coscienza e convertire il cuore alla pace vera. Quanto mai eloquente è l’icona di Cristo che smaschera e vince le menzogne di Satana con la forza della verità contenuta nella Parola di Dio. Nell’intimo di ogni persona risuonano la voce di Dio e quella insidiosa del Maligno». Il grassetto è nostro.

Il Gazzettino On Line del Lunedì, 10 Marzo 2003, commenta così le parole del Papa:

Papa Wojtyla, nell'Angelus domenicale, ha esortato i cristiani a scegliere tra il Bene e il Male... Giovanni Paolo Il ... non rinuncia a sottolineare che «la guerra è una tentazione di Satana»: un messaggio ben diverso da quello proposto continuamente dal presidente Bush che parla invece dell'imminente guerra come di una lotta tra il Bene (l'America) e il Male (l'Iraq). Il grassetto è nostro.

Sotto quale influenza, secondo Wojtyla, si trovano i governi che incitano alla guerra se non nella morsa di Satana?  Non è forse vero che perfino molte correnti politiche hanno definito i loro stessi governi che sono a favore della guerra come governi guerrafondai e malvagi. Cosa c'è di così scandaloso nelle affermazioni dei testimoni di Geova? Perché ad alcuni è permesso criticare, anche aspramente, e ad altri no? Per quale ragione criticare i Testimoni di Geova per aver detto, tra le altre cose, ciò che la Bibbia stessa dice, cioè che "tutto il mondo giace nel potere del malvagio"?

Da tener presente che il fatto che i Testimoni ritengano che il mondo giace nel potere del malvagio e aspettino il futuro intervento di Dio sulla terra, non ha implicazioni sull'osservanza delle leggi dell’ONU e di nessun altro Stato. Non fanno nessuna mobilitazione politica creando scontri e oddio tra chi la pensa diversamente. Si tratta di pensieri e speranze che non spettano alla valutazione degli organi governativi.

Tra le altre cose questi pensieri e queste speranze non hanno come prodotto una violazione delle Leggi dell’ONU o di nessun Stato, al contrario, nel caso dei Testimoni di Geova, i loro insegnamenti producono cittadini esemplari e obbedienti. Lo possono confermare gli stessi N.U. Perciò, invitiamo i nostri oppositori a chiedere conferma all’ONU.

In certi casi il comportamento pacifico e neutrale dei Testimoni di Geova fa molto comodo anche all’ONU stesso. Lo ammette la Isolda Oca, funzionaria dell’ufficio ONG quando ha detto ai nostri oppositori quanto segue:

Non è insolito che un’organizzazione in disaccordo con le Nazioni Unite divenga una loro ONG. Perché in alcuni casi un organismo del genere può servire da tramite fra gruppi in conflitto l’uno con l’altro, ed esso sarebbe benvenuto se desiderasse associarsi con le Nazioni Unite. Il grassetto è nostro.

Non è forse vero che persone che accettano il credo dei Testimoni di Geova diventano persone pacifiche e rispettose delle leggi dello stato in cui vivono? Non è forse vero che i testimoni di Geova sono un gruppo religioso che non ha partecipato militarmente a nessuna guerra? Prendiamo il caso del genocidio in Ruanda. Contrariamente a quanto hanno fatto tutsi hutu di religione cattolica e protestante, durante il genocidio dei tutsi e degli hutu in Ruanda, ci sono stati testimoni di Geova hutu che hanno rischiato la vita per proteggere tutsi, e testimoni di Geova tutsi che hanno protetto hutu. Alcuni sono stati uccisi da estremisti per aver protetto i loro compagni di fede.

Dove l’ONU, con la sua celebre Dichiarazione Dei Diritti Umani di portare mantenere la pace e la sicurezza, ha fallito, i Testimoni di Geova sono riusciti a portare pace e amore tra le persone anche a costo della loro stessa vita. Ecco perché la funzionaria diceva che una ONG che non è d’accordo con l’ONU “può servire da tramite fra gruppi in conflitto l’uno con l’altro”.

Non a caso, tempo fa il “Il Corriere di Trieste” parlando dei testimoni di Geova riferì:

“debbono essere ammirati per la loro fermezza e coerenza ideale, per la loro unità che si rifiuta, a differenza delle altre religioni, di pregare lo stesso Dio nel nome dello stesso Cristo, per benedire le due parti contendenti, di portare la politica nella religione e servire interessi terreni e Capi di Stato e Partiti, ed infine per la loro fedeltà sino al martirio, al requisito fondamentale che Dio esige dall’uomo per la sua salvezza: il comandamento NON UCCIDERE!”

 
   
Crisi del Golfo

Molto bizzarra l'accusa secondo la quale le pubblicazioni dei testimoni di Geova rimasero insolitamente in silenzio durante la prima "Crisi del Golfo". Questo silenzio, secondo i nostri oppositori, dimostra chiaramente che la Watch Tower stava sostenendo indirettamente e ipocritamente le attività dell’ONU.

A primo acchito, la loro argomentazione sembra logica ma in realtà è contraddittoria. Da una parte asseriscono che le pubblicazioni dei testimoni di Geova hanno ammorbidito il loro linguaggio nei confronti dell'’ONU e dall'altra fanno notare ai funzionari di quest'ultimo che la Watch Tower è critica verso l'ONU. Come stanno realmente le cose?

Leggendo tutte le pubblicazioni che vanno dal 1991 al 2000, non troviamo neanche un articolo specifico che parla della “Crisi del Golfo” e tanto meno riguardo l’intervento dell’ONU. Tuttavia, questa loro argomentazione presuppone che nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova, ovviamente prima del 1991, si debbano trovare articoli che commentano tutti, o per lo meno, i più importanti interventi dell’ONU della storia moderna. Le pubblicazioni della Watch Tower parlano di questi interventi?

Consideriamo alcuni degli interventi più significativi dell’ONU:

Nel 1956 L’ONU intervenne a garanzia del “cessate il fuoco” nella zona del canale Suez. Usando le espressioni dei nostri detrattori, le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio. Possiamo dire che la “Crisi del Suez” del 1956 era paragonata alla “Crisi del Golfo” del 1990. Chi conosce bene la storia sa benissimo che il traffico dei petrolieri nel Canale di Suez fu arrestato creando un disaggio economico internazionale non indifferente. Vi furono affondate diverse navi, che ostacolarono la navigazione. Sotto la superficie erano seminate mine esplosive, bombe e altri detriti bellici. Non a caso, la Crisi del Canale del Suez fu chiamata anche “Guerra di logoramento”. A parte l’articolo di Svegliatevi del 22, marzo 1975 p. 16-19, intitolato “Qual è il futuro del Canale di Suez?”, e qualche accenno in altri articoli, non troviamo neanche una sola parola riguardo l’intervento stesso dell’ONU.

Le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio quando nel 1966, su proposta britannica, l’ONU adottò sanzioni economici (come nel caso dell’Iraq) contro il governo razzista della Rhodesia. Le pubblicazioni dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio e non commentarono l’intervento dell’ONU.

Durante la Crisi nei territori occupati palestinesi, (tutt’ora in corso) le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio quando nel 1967 l’ONU intervenne nella questione della “Guerra dei sei giorni”. Gli unici commenti che troviamo nelle pubblicazione hanno lo scopo di evidenziare che la Gerusalemme che oggi gli ebrei occupano e che fu presa con la forza delle armi con la guerra, non adempie le profezie bibliche riguardo la restaurazione di Gerusalemme spirituale. Punto e basta! Neppure una sola parola sull’intervento dell’ONU.

Sempre in quell’anno, nel 1967, l’ONU ordina Israele di ritirarsi dai territori occupati nella guerra dei sei giorni ed invita gli arabi a riconoscere lo stato d’Israele e a negoziare un trattato di pace. Anche in questo caso le pubblicazioni rimasero in silenzio, non parlarono dell’intervento dell’ONU se non per rimarcare il fatto che questa guerra non ha niente ha che vedere con le profezie bibliche. Neppure una sola parola sull’intervento dell’ONU.

Quando nel 1971 l’ONU intervenne per il “cessate il fuoco” tra Pakistan e India a causa della disputa per il confine del Kashmir. A quel tempo, l’URSS appoggiava l’India e la Cina appoggiava la Pakistan, era quindi un’altra crisi internazionale molto pericolosa. Ancora una volta i Testimoni di Geova rimasero in silenzio.

Le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio anche quando nel 1973 l’ONU interviene per imporre una tregua tra gli arabi e gli israeliani durante la famosa Guerra del Kippur.

Le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio anche quando nel 1974 l’ONU con il suo intervento ha evitato una guerra tra Grecia e la Turchia quando le truppe di quest’ultima sbarcarono nell’isola di Cipro conquistandone la parte settentrionale. Le pubblicazioni dei Testimoni di Geova non dissero neanche una sola parola sull’intervento dell’ONU.

Le pubblicazione dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio anche quando nel 1984 l’ONU interviene, dietro le richieste di sei paesi del Golfo per garantire la navigazione nel golfo, dove la guerra tra Iran e Iraq provocava continui incidenti alle petroliere in transito. Per l’ennesima volta le pubblicazioni dei Testimoni di Geova rimasero in silenzio e non commentarono l’intervento dell’ONU.

La lista potrebbe continuare ma crediamo che questi pochi esempi bastino per dimostrare l’infondatezza delle affermazioni fantasiose dei nostri oppositori. Come possiamo notare, le pubblicazioni dei Testimoni di Geova non hanno commentato gli interventi dell’ONU prima del 1991 e non vediamo perché lo dovevano fare proprio con la prima “Crisi del Golfo”, cioè, da quando si sono iscritti come ONG. Il comportamento della Watch Tower è stato coerente con i suoi stessi principi.

Forse i nostri oppositori dimenticano, intenzionalmente, che le pubblicazioni dei Testimoni di Geova non si intromettono nelle decisioni politiche, né dell’ONU e nemmeno dei singoli paesi. Le loro pubblicazioni hanno lo scopo di evidenziare che “Pace e Sicurezza” non verranno da parte di nessuna organizzazione politica inclusa l’ONU. Ha sempre sostenuto questo punto di vista biblico e continua a farlo.

 

   

Conclusione

Certo i nemici dei Testimoni hanno una peculiare capacità di “vedere il diavolo anche nell’acqua santa”. Citare è un’arte ma citare al di fuori del contesto è una frode. Un’attività a cui i nostri detrattori si stanno specializzando sempre più. In tutto questo c’è un curioso paradosso. Costoro accusano la Watch Tower di citare il pensiero dalle fonti stravolgendone il significato. Leggendo i documenti riportati non vi sembra che critici e detrattori commettano lo stesso errore per cui accusano la Watch Tower? Non si applicherà a loro l’adagio che dice: "Il lupo di cattiva coscienza … ?" I nostri oppositori dovrebbero imparare a leggere con più attenzione prima di giudicare. Ma forse hanno dimenticato cosa dice Proverbi 18:13:

Quando qualcuno risponde a una questione prima di averla udita, questo da parte sua è stoltezza e umiliazione. Il grassetto è nostro.

Nel considerare le suddette accuse non si sa se provare ilarità, pena o indignazione per questa, per quanto sconsiderata, mirata falsificazione dei dati. Le loro accuse sono volte a far colpo su chi non conosce i Testimoni di Geova e non di certo sui funzionari dell’ONU o sui Testimoni di Geova ben informati. Non siete d'accordo con noi che la Watch Tower ha fatto veramente bene a sconsigliare a tutti i suoi membri di leggere materiale preparato dagli apostati?

   


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Testimoni di Geova OnLine  -  giovedì, 10 giugno 2004 23.11