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Ciò che si dice dei Testimoni di Geova; Giudizi veritieri o pregiudizi? |
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In effetti,
questo è il parere di molti studiosi sul comportamento umano e sul
perché delle nostre scelte o credenze. Inoltre, "questi giudizi
o idee sbagliate hanno tratto in inganno persino chi i comportamenti umani
li studia per professione" dice Paola Emilia Cicerone nel suo articolo
"Basta crederci" per la rivista Newton.
Questi giudizi o idee errate che hanno ingannato Fabrizio Benedetti, professore
dell'università di Torino, lo hanno spinto a scrivere un libro dal
titolo "La realtà incantata" spiegando che noi di solito "esprimiamo
un giudizio senza renderci conto che ci stiamo facendo influenzare dal
contesto".
Senza ombra di dubbio tutti
noi qualche volta volontariamente o involontariamente abbiamo avuto idee
sbagliate giudicando male qualcuno e a sua volta, noi stessi siamo stati giudicati male.
In linea di massima, siamo tutti vittime del pregiudizio. Tuttavia, se
i pensieri che alimentano il pregiudizio vengono scacciati subito, è
probabile che facciano poco o nessun danno. Ciò che può essere
dannoso è coltivare tali pensieri. Questo può portarci a
credere a delle falsità. Espressioni come: "il tipico provinciale"
o "la tipica donna al volante", "tipicamente tedesco", fanno parte della nostra
vita quotidiana. Per esempio, a causa del pregiudizio, alcuni credono veramente
che una persona possa essere avida, pigra, stupida o altezzosa solo perché
appartiene a un determinato gruppo religioso, etnico o nazionale. In molti casi questi giudizi
errati possono dar luogo ad azioni ingiuste, vessatorie o addirittura violente.
Milioni di persone hanno perso la vita in massacri, genocidi, stragi etniche
e altre forme di bieco pregiudizio.
Governi di tutta la terra
hanno combattuto il pregiudizio sancendo il diritto inviolabile alla libertà,
alla sicurezza e all'uguaglianza. Se leggete la costituzione o le leggi
fondamentali dell'Italia, troverete un articolo che tutela i diritti di
tutti i cittadini, indipendentemente da razza, sesso o religione. Eppure
pregiudizio e discriminazione dilagano in Italia come anche in tutto il mondo
che si definisce democratico.
Politici, religiosi e storici,
da parte loro, possono deliberatamente alimentare il pregiudizio per scopi
politici, religiosi o nazionalistici. Hitler ne è un esempio lampante.
Georg, ex appartenente alla Gioventù Hitleriana, spiega: "La propaganda
nazista ci insegnò a odiare prima gli ebrei, poi i russi, poi tutti
i nemici del Reich".
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Una
volta Albert Einstein avrebbe detto che in questo mondo è più
difficile vincere il pregiudizio che dividere l'atomo. Similmente Edward
R. Murrow, un giornalista disse: "Nessuno può eliminare i pregiudizi:
può semplicemente prenderne atto". Cos'è veramente il pregiudizio?
Un'enciclopedia lo definisce
"opinione che ci si forma senza prendersi il tempo o preoccuparsi di giudicare
imparzialmente". Secondo Werner
Bergmann "i pregiudizi si possono definire giudizi affrettati,
che vengono formulati partendo da una base di dati non falsa ma troppo
scarsa. E tuttavia possono essere mantenute anche quando si conosce bene
l'oggetto del pregiudizio e si sono raccolte maggiori informazioni sul
suo conto", e poi aggiunge, i pregiudizi sono giudizi che non si lasciano
modificare nemmeno da informazioni che li contraddicono: sono giudizi dogmatici"
proprio perché la gente vuole crederci!
Che dire di voi personalmente? Sapreste
distinguere un buon giudizio dal pregiudizio? Quello che si
dice sui testimoni di Geova sono constatazioni vere o pregiudizi? Sapete
valutare obbiettivamente le informazioni se sono degne di fiducia? Per
molti non è assolutamente semplice distinguere il buon giudizio
dal pregiudizio e nemmeno trattare questo tipo di argomenti (non perché
sia difficile, in realtà siamo noi stessi a renderlo difficile).
Un redattore di
Testimoni di Geova Online si ricordo, quando era ancora a scuola un esperimento
che il professore di scienza gli fece a scuola per aiutare gli alunni a capire
come fare ricerche che abbiano un valore scientifico. Egli racconta:
Ci portò due piante molto simili, ci disse di star seduto
nei rispettivi posti e poi fece questa domanda: "qual è secondo voi la pianta
artificiale e qual è la pianta naturale?" Finito il tempo a disposizione, il
professore ci interrogò uno ad uno. Voleva sapere non solo quale pianta secondo
noi fosse quella naturale ma anche il perché delle nostre affermazioni. Come
potete immaginare alcuni azzeccarono altri no. La morale di tutto ciò, disse il
professore, è che "nessuno ha ragione", poi aggiunse, "avete fatto salti
acrobatici con teorie e contro teorie molto interessanti per dimostrarmi qual è
quella naturale mentre bastava venire qui alla mia cattedra e toccare le piante
con le vostri mani, sarebbe stato per voi molto più semplice capirlo, tutto
questo perché le vostre argomentazioni partivano da un presupposto errato".
Parlando dei Testimoni di
Geova, molti ricercatori partono dal presupposto corretto? Triste a dirsi,
molti, volontariamente o involontariamente, li giudicano
in modo distorto, come pure è frequente che questi giudizi si diffondano
e prendano ampiamente corpo fra la gente. I loro giudizi errati a nostro avviso,
sminuiscono la credibilità di alcuni studiosi mostrando una certa
disinvoltura nel formulare le loro critiche. Un simile comportamento non
può che danneggiare il loro obiettivo di valutazioni professionalmente
corrette accontentando solamente quelle persone che desiderano sentire quei
giudizi. Alcuni lettori attenti, leggendo simili giudizi o valutazioni errate,
vengono, per così dire, ingannati finendo per accantonare la loro tesi.
Per di più, una persona sincera in cerca
di informazioni attendibili sui testimoni di Geova, potrebbe perdere l'opportunità
di realizzare una ricerca seria, di conseguenza, questi studiosi si rendono responsabili della loro disinformazione. A questo riguardo
ci vengono in mente le parole di Gesù nel vangelo di Matteo 23:13-14 che dice: "Guai
a voi, scribi e farisei, ipocriti! perché chiudete il regno dei cieli davanti
agli uomini; poiché voi stessi non entrate e non lasciate entrare quelli che
stanno per entrare".
Può anche darsi che sia
proprio questo l'esito che alcuni studiosi senza scrupoli vorrebbero, cioè,
sviare più persone possibili dal conoscere la verità sui testimoni di Geova. Non
importa se le notizie che scrivono sono false o vere. Basta che queste notizie
circolino fra la gente e il gioco è fatto.
Potenza delle Diceria |
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Così iniziava l'articolo "Potenza delle dicerie" di Ralph L. Rosnow. Anche i Testimoni di Geova non sono stati risparmiati dalle dicerie. Infatti sono stati definiti da alcune autorità cattoliche — e non — "la più pericolosa di tutte le sette". Persino le pubblicazioni della Watch Tower Society — l'organizzazione dei Testimoni di Geova — sono state oggetto di dicerie: uno dei disegnatori, avrebbe inserito di nascosto figure demoniche nelle illustrazioni, sarebbe poi stato scoperto e disassociato! Vedi l'articolo: Immagini subliminali nelle pubblicazione dei Testimoni di Geova? "Questi pochi esempi indicano che le dicerie sono un fenomeno di portata mondiale, che non riguarda solo la vita privata dei singoli, ma anche può mettere in moto eventi politici ed economici, o modificarne il corso. Anche alcune notizie incontrollate dice la rivista Psicologia contemporanea "possono essere così potenti da essere considerate corresponsabili addirittura di sommovimenti e disordini di massa". Come scrivevano già nel 1947 gli psicologi Gordon W. Allport e Leo Postman, di Harvard:
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Cos'è una diceria? Il Nuovo Zingarelli dà questa definizione: Voce priva di fondamento, spesso maligna, ingiuriosa o calunniosa. Un’altro dizionario dice: Una diceria è "un discorso o un'opinione molto diffusa e senza un'origine riconoscibile"; oppure "un'affermazione di una notizia corrente la cui verità non è garantita da un'autorità nota". (Webster's New Collegiate Dictionary) Come nascono le dicerie? Le dicerie possono essere diffuse a voce o possono assumere un aspetto più "ufficiale", forse essendo riportate dalla stampa o dalla radio. Come nascono le dicerie? Spesso è impossibile dirlo. Un’affermazione casuale di qualcuno può essere ripresa, ripetuta e gonfiata. Se viene suggerito che qualcosa potrebbe accadere, può facilmente diventare un'affermazione secondo la quale accadrà, e poi si potrebbe finire per dire che è accaduta. Persino una battuta può far nascere una diceria se qualcuno la prende sul serio e la ripete. Si può far nascere una diceria di proposito. Quando i soldati che erano stati di guardia presso la tomba di Gesù dopo la sua morte, gli anziani degli ebrei dissero di mettere in giro questa falsa diceria:
Molti a quel tempo crederono a quella diceria! Perché le dicerie si diffondono?
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È ancor più interessante la domanda: Perché una volta che hanno avuto inizio le dicerie si diffondono così tenacemente? Spesso questo accade perché le persone ci vogliono credere. Alcuni giornalisti fanno carriera ripetendo voci che riguardano personaggi importanti. Sarebbero ben presto disoccupati se queste notizie non rendessero! Le dicerie si diffondono anche perché ben si adattano a pregiudizi diffusamente accettati. Senza dubbio la falsa diceria secondo la quale i testimoni di Geova sono una setta pericolosa per la nostra società trova orecchi disposti ad ascoltare perché alcune chiese si sentono minacciate dalla loro opera evangelica. Alle volte le dicerie sono un riflesso di un diffuso disagio che si prova per qualche cosa. Le dicerie possono anche svilupparsi nel caso che governi o autorità agiscano in maniera riservata. Possono persino essere alimentate da chi nutre certe illusioni. Per decenni sono stati messi in giro molti racconti di atterraggi di dischi volanti, i quali si diceva provenissero da società scientificamente avanzate di altri pianeti portando qui benigne creature. Con le tante difficoltà del XX secolo alcuni possono trovare rassicurante credere che questi esseri esistano realmente. Inoltre una diceria può avere origine o sembrare confermata da un equivoco. Secondo le ricerche di Ralph L. Rosnow, le cause delle dicerie potrebbero essere:
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Quando ne sentiamo parlare, dovremmo essere saggi e non
credere ingenuamente a qualsiasi cosa ci venga detta. Inoltre, un articolo
può essere scritto in buona fede; ma da dove ha preso il cronista le
informazioni? Qual è stata la sua fonte originale? Era essa degna di fede,
o le informazioni furono basate sul sentito dire? L’articolo contiene
pregiudizi personali anziché fatti obiettivi?
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Gli studiosi hanno sempre
ragione? |
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Per
quanta conoscenza abbiano, e di qualsiasi campo si tratti, gli esperti
possono avere idee contrastanti, e opinioni mutevoli. Prendiamo ad esempio,
il dibattito attualmente in corso nella scienza medica su un oggetto fondamentale
come le cause delle malattie. Coloro che seguono la cosiddetta dottrina
determinista credono fermamente che i geni abbiano un ruolo decisivo nella
predisposizione a certe malattie. Altri, invece, sostengono che l'ambiente
e lo stile di vita siano i fattori che più contribuiscono alle malattie
dell'uomo. Un fatto interessante è che, entrambe le parti citano
prontamente studi e statistiche a sostegno della loro tesi. Nondimeno il
dibattito va avanti. A chi dobbiamo credere?
È stato dimostrato
ripetutamente che i pensatori più famosi erano in errore, anche
se all'epoca ciò che insegnavano sembrava inconfutabile. Il filosofo Bertrand
Russel definisce Aristotole
uno dei "più influenti tra tutti i filosofi". Tuttavia fa anche
notare che molte dottrine di Aristotole erano "interamente false". "In
tutta l'epoca moderna", scrive, "quasi ogni progresso nella scienza, nella
logica o nella filosofia, si è dovuto compiere sotto forma di opposizione
alle teorie di Aristotole".
Ebbene, anche se troviamo
studiosi intelligenti che fanno tesi e ragionamenti complessi, approvati
dalla maggioranza o da parlamentari famosi, non significa che abbiano necessariamente
ragione. Per esempio, a volte, sentiamo di donne che vengono violentate
o molestate nel posto di lavoro dai loro superiori. Anche un bambino saprebbe
chi ha torto e chi ha ragione in questo caso. È anche vero però
che se il violentatore è seguito da un avvocato che sa il fatto
suo può vincere la causa presentando al giudice tesi apparentemente
logiche per incastrare la donna lesa. Potrebbe ad esempio insinuare che
lei portava la minigonna e scolature vertiginose; oppure che aveva un atteggiamento
promiscuo. Così la donna passerebbe da vittima innocente a colpevole
pagando persino una multa salata per danni morali per aver diffamato il
suo superiore. Così succede con le ricerche sui testimoni di Geova.
Molti cosiddetti studiosi fanno lo stesso gioco.
Se state facendo una ricerca
sui testimoni di Geova, probabilmente, sarete rimasti colpiti dai persuasivi
argomenti dell'elite intellettuale e probabilmente sarete stati intimiditi
dalla sapienza che ostentavano. Dobbiamo ammettere che malgrado la loro
mente brillante, i critici, gli studiosi e gli scrittori non hanno presentato
tesi scientifiche sul tema "testimoni di Geova" e "raramente ci si trova
di fronte a studi articolati e completi" disse Massimo
Introvigne.
Arrivati fin qui, nasce la
fatidica domanda: come faccio a capire la verità sui testimoni di
Geova? "Evidentemente, per rispondere a questa domanda e a tante altre
consimili è necessario essere imparziali, onesti, distaccati; è
necessario saper valutare obiettivamente la realtà che si ha d'intorno;
è necessario saper identificare la vera natura dei problemi. In
breve, è necessario saper cercare e saper trovare la verità.
Poiché la verità, è il punto di partenza di ogni azione
intelligente; è il solo metro col quale si possano misurare con
sufficiente esattezza uomini e avvenimenti; è l'unico mezzo che
permette di evitare l'errore, la sconfitta e quindi l'amarezza delle conseguenze".
Questo è ciò che ha detto lo scrittore D.
Bernazza. Parlando della ricerca della verità, Bernazza
aggiunse: "È inutile cercare la verità se la ricerca non
è onesta... accettare una verità che sorprende e che sconcerta
è tutt'altro che facile: per farlo occorre vera indipendenza, una
buona dose di coraggio... per quanto possa sembrare strana a prima vista,
è sempre e comunque un atteggiamento intelligente, accorto, conveniente."
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Se
dobbiamo essere sinceri, dobbiamo dare ragione a quello che scrisse Sigmund
Freud: "Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità.
Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno". Come possiamo
dargli torto.
Tirste a dirsi, molte
persone non sono in grado di valutare obiettivamente quello che sentono
o quello che leggono; basti pensare a quelle persone che vivono in un paese
dilagato da guerre e odio etnico. Un bel
discorso da parte di Saddam serviva per agitare il suo popolo contro gli
invasori.
Bastavano 2 discorsi da parte di Arafat o da parte di qualche Imama religioso per dare il via all'intifada, basta
una falsa notizia rosa su riviste scandalistiche per sporcare il nome di
qualche personaggio famoso.
Questa è la triste
realtà del mondo attuale:
"Molte persone sono molto sensibili alla
forza magica delle parole, che hanno il potere sia di provocare nell'anima
collettiva le tempeste più violente, sia di placarla" disse Freud,
e poi aggiunge, "le persone danno sempre la preferenza al surreale rispetto
al reale, l'irreale agisce su di esse con la stessa forza che il reale".
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Testimoni di Geova OnLine - giovedì, 10 giugno 2004 23.13 |
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