Venticinque anni fa la sonda della NASA Viking 1 stava orbitando
attorno al pianeta, scattando fotografie di possibili siti di
atterraggio per la sua nave sorella Viking 2, quando scoprì l'irreale
sagoma di una faccia "umana". Un'enorme testa lunga circa 3 chilometri
sembrava fissare la fotocamera da una regione del Pianeta Rosso
chiamata Cydonia.
Ci deve essere stata una forte sorpresa fra i controllori di missione
del JPL quando la faccia apparve sui loro monitor, ma tale sensazione
ebbe vita breve. Gli scienziati conclusero che era solo un altopiano,
abbastanza comune nella regione di Cydonia, solo che questo aveva
delle insolite ombre che lo facevano sembrare simile al volto di un
faraone egizio.
Alcuni giorni dopo la NASA presentò l'immagine al pubblico. La
didascalia recitava di una "gigantesca formazione rocciosa ... che
somiglia ad una testa umana ... formata da ombre che danno l'illusione
di occhi, naso e bocca."
Gli autori pensarono potesse essere un buon sistema per impressionare
il pubblico ed attrarre l'attenzione su Marte.
La cosa funzionò anche troppo, e la 'Taccia su Marte" divenne il
simbolo di una nuova disciplina: 1-archeologia aliena". Pochi
scienziati credevano nel manufatto alieno, ma per ovvi motivi
fotografare Cydonia divenne una priorità per la NASA quando la Mars
Global Surveyor arrivò sul Pianeta Rosso, nel settembre 1997.
E così, il 5 aprile 1998, una foto dieci volte più nitida delle
fotografie del Viking rivelò che "la faccia" era solo una formazione
naturale del terreno. Non c'era nessun monumento alieno.
Il che non scoraggiò ovviamente i più accesi e preparati sostenitori
dell'ipotesi di una antica civiltà marziana, tanto che i controllori
di missione, malgrado non poche difficoltà tecniche, si prepararono ad
osservare ancora.
E l'otto aprile 2001 - un giorno sereno d'estate a Cydonia - la Mars
Global Surveyor si avvicinò abbastanza al bersaglio per un secondo
sguardo, addirittura ruotando di 25 gradi per farlo entrare nel campo
di ripresa. Il risultato è quello che potete vedere in questa pagina
(l'immagine originale è in tonalità di grigio, ma la nostra redazione
l'ha rielaborata in quadricromia, utilizzando l'informazione colore
tratta da immagini del Viking su zone geologicamente simili): una foto
straordinaria dove ogni pixel rappresenta appena 1,56 metri di
terreno, contro i 43 metri per pixel della migliore fotografia del
Viking del 1976.