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I Testimoni di Geova e le vaccinazioni


Una delle tante obiezioni insidiose che vengono opposte ai testimoni di ‎Geova nel mondo agitato e variegato di Internet è la proibizione delle vaccinazioni. [da qui in avanti il ‎grassetto nelle citazioni è nostro]‎

Ovviamente sarete perplessi e probabilmente vi chiedete se i testimoni di Geova obbiettano alla pratica delle ‎vaccinazioni. Parlando dell'impiego di sieri e vaccini la fonte ufficiale dei testimoni di Geova, la rivista Torre ‎di Guardia del 1° dicembre1974 a pag. 735 dice:

"Alcuni possono pensare che l’accettazione di un tale siero ‎non costituisca un atto di mancanza di rispetto verso la santità della vita e verso Dio come Fonte della vita, ‎che non costituisca un vilipendio dell’espressa volontà di Dio in merito all’uso del sangue per alimentare il ‎corpo. D’altra parte, la coscienza di altri può indurli a rifiutare tutti questi sieri. Ciascuno deve rispondere a ‎Dio come suo giudice riguardo alla ragione della sua decisione secondo coscienza. — 1 Cor. 4:4; ‎‎2 Cor. 5:10. Confidiamo che questo ripasso dei principi biblici sarà utile e aiuterà a considerare con ‎attenzione la domanda iniziale e le domande attinenti. Pur astenendoci dall’approvare o dal condannare ‎in tali campi in cui crediamo si debba lasciare la decisione alla coscienza individuale, ciò nondimeno ‎esortiamo tutti a cercare di mantenere una coscienza pura dinanzi a Dio, non mostrando mai deliberata ‎mancanza di rispetto verso la sua Parola. — 1 Piet. 3:16; 1 Tim. 1:19."‎

Più di recente, nel 1993, la rivista Svegliatevi! del 8/8/1993 pag.25 ha scritto:

"I cristiani hanno grande ‎rispetto per la vita e desiderano sinceramente fare tutto il possibile perché i loro cari godano buona salute. ‎La decisione di far vaccinare la vostra famiglia spetta a voi e alla vostra coscienza. — Galati 6:5"‎

Questa è la posizione ufficiale della Watch Tower, che non è di appoggio incondizionato alle vaccinazioni né ‎di condanna. Valutati i pro e i contro, il cristiano decide personalmente cosa fare. Contrariamente a quanto ‎sostengono i nostri critici, se nelle riviste c'è scritto che una certa questione è una decisione personale non ‎significa che è permessa né tanto meno che sia incoraggiata; significa esattamente quello che è scritto: è ‎una decisione PERSONALE. ‎

Un cristiano decide da solo valutando pro, contro e principi biblici. Questo fatto è importante perché ci serve ‎per determinare se nel lontano passato i testimoni di Geova proibissero la vaccinazione e poi, a seguito di ‎ulteriore nuova luce le permettessero.‎

Diversi siti internet citano vecchie pubblicazioni dei testimoni di Geova da cui sembra evincersi che nel ‎passato fosse in vigore una totale proibizione delle vaccinazioni paragonabile alla legge divina che proibisce ‎la fornicazione o l'errato uso di sangue.( Atti 15:28,29) Noi di Testimoni di Geova Online, in armonia con lo scopo del ‎nostro sito, abbiamo fatto una ricerca attenta su documenti dell'epoca e possiamo affermare che le cose non ‎stanno come affermano i nostri oppositori religiosi. ‎

Vogliamo quindi passare all'esame dell'obiezione posta dai nostri detrattori usando alcuni documenti ufficiali ‎di quel tempo.‎

I critici citano la rivista The Golden Age del 27 aprile 1921 pag. 440 dove un articolo descriveva, senza ‎incoraggiare né scoraggiare, la pratica della vaccinazione. Ma perché quella rivista affrontò tale ‎argomento? Nessun oppositore ha mai risposto ad una domanda simile. Forse il contesto di quell’articolo ‎potrebbe trasmetterci informazioni tali da dipingere il quadro della situazione in maniera leggermente ‎diversa? ‎

L’articolo di quella rivista spiegava le prove del ritorno del Signore. Una convinzione diffusa dell'epoca era ‎che l’invisibile presenza del Signore avrebbe coinciso con un incremento della conoscenza biblica e di tutti ‎gli altri campi dello scibile. Il libro "L'Arpa di Dio" del 1921 a pag. 235 diceva:

"Da quel tempo [gli ultimi ‎giorni] ci fu un grande accrescimento di conoscenza anche in tutte le scienze; e anzi in ogni ramo del ‎sapere". ‎

Si può dissentire da questo peculiare modo di interpretare i progressi scientifici e tecnologici tipico ‎dell'epoca, ma è evidente che nelle convinzioni condivise dai testimoni di Geova di allora, le scoperte ‎scientifiche e tutti i progressi della medicina erano una prova indiretta dell'adempimento di profezie bibliche. ‎In questo senso la rivista The Golden Age portava all'attenzione dei lettori le novità dal mondo della tecnica, ‎della cultura e della medicina. Questo però non significava che in alcun modo si prendesse posizione a ‎favore o contro una certa scoperta.‎

Solo contestualizzando le dichiarazioni presenti sulle vecchie pubblicazioni dei testimoni di Geova e dando ‎loro la corretta chiave di lettura possiamo comprendere le ragioni di certi pronunciamenti. Alcuni mesi dopo ‎la stessa rivista The Golden Age (12 ottobre 1921) presentava l'argomento vaccinazioni dal punto di vista ‎medico, citando le opinioni di alcuni professori dell'epoca che si opponevano a tale pratica. Anche altre volte ‎comparirono (sempre sulla rivista The Golden Age) articoli in cui la pratica medica della vaccinazione ‎obbligatoria veniva criticata. In più il presidente della Watch Tower Society, un avvocato, dava consigli su ‎come obiettare a questa pratica medica. Quali erano le ragioni di questa posizione? Troviamo la risposta ‎nella rivista The Golden Age del 4 febbraio 1931:

"Non solo l’uomo ha versato illegalmente il sangue del suo ‎simile, ma egli ha preso il corpo della bestia e ha illegalmente contaminato il suo sangue con dei veleni ‎e successivamente ha preso questo sangue e lo ha iniettato direttamente a contatto con il sangue ‎dell’uomo, in nome dei vaccini e delle antitossine. Dal mio punto di vista questa è una violazione della ‎legge di Dio, di una gravità tale che non può esisterne una peggiore....Il sangue dell’uomo è sacro. Esso non ‎può essere contaminato venendo in contatto con il sangue di altre creature, sia superiori che inferiori, ‎o mediante il metodo insidioso dei sieri, oppure usandone come cibo."‎

Come si evince da quanto sopra esposto questa obiezione nasceva dal fatto che all'epoca sieri e vaccini ‎venivano fabbricati utilizzando esclusivamente sangue animale. A motivo dell'obiezione biblica sull'uso del ‎sangue (che ancora i testimoni di Geova osservano) nasceva quasi logicamente una obiezione anche all'uso ‎dei sieri. Veniva poi indicata la considerazione che le vaccinazioni consistessero nell'unione illecita tra uomo ‎e animale. Ma attenzione: parliamo di obiezione "accademica" priva di alcun riscontro nella vita di ‎congregazione. In sintesi anche se in alcune riviste dell'epoca la pratica della vaccinazione veniva criticata ‎‎(a ragione in qualche caso e a torto in qualche altro) nella vita di congregazione non accadeva nulla se ‎qualcuno veniva sottoposto a vaccinazione o accettava di farlo. La prova di quanto sopra è indicata ‎dalle dichiarazioni di A.H.Macmillan nel libro "Fede in marcia", un libro autobiografico in cui racconta la sua ‎vita e la sua conversione ai testimoni di Geova. ‎

In questo libro Macmillan narra un episodio avvenuto nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Molti ‎giovani testimoni di Geova erano in prigione perché osservavano la neutralità cristiana. (Isaia 2:4) Il governo ‎degli Stati Uniti aveva deciso di far vaccinare obbligatoriamente tutti coloro presenti nelle carceri. I giovani ‎Testimoni mossero delle obiezioni e venne a crearsi una situazione tesa con le autorità. Questo stato di cose ‎perdurò fino alla visita in quel carcere da parte del Macmillan. Leggiamo il resoconto che ne fa lui stesso:‎

 
 
Nelle vecchie pubblicazioni dei testimoni di Geova, c'era forse una totale proibizione delle vaccinazioni?

Uno dei problemi più seri che dovetti affrontare, a quanto ricordo, fu quello delle ‎vaccinazioni. Il dipartimento della sanità di Washington aveva ordinato che tutti i detenuti ‎fossero vaccinati. Alcuni dei nostri ragazzi di una prigione in particolare consideravano la ‎pratica della vaccinazione alla stessa stregua delle trasfusioni di sangue, e si rifiutarono di ‎sottomettirvisi. Di conseguenza da Washington giunse l’ordine di collocare in isolamento ‎tutti quelli che si rifiutavano di essere vaccinati. Ma questo provvedimento non modificò il ‎loro atteggiamento. Le autorità carcerarie erano esitanti ad inasprire ulteriormente le ‎punizioni, ma ciò nonostante dovevano ubbidire agli ordini dalla capitale. Ebbene, fu ‎proprio durante questa seria difficoltà che io arrivai in visita. Spettava quindi a me ‎affrontare il problema con i nostri ragazzi.‎

Chiesi al direttore il permesso di parlare con quelli che rifiutavano di farsi vaccinare. Egli mi ‎disse: "Non è possibile, poiché sono in isolamento su disposizione di Washington e devono ‎rimanervi finché non cambiano idea". "Bene", risposi, "allora potranno rimanerci per tutta la ‎vita, perché non sono persone che sono disponibili ad andare contro la loro coscienza. Se, ‎invece, lei adesso mi permette di parlare con tutti loro sarà possibile fare qualcosa, ma se ‎rimangono in isolamento non potrò far niente".‎

Il direttore allora telefonò a Washington e riferì loro ciò che io gli avevo detto. Egli chiese ‎loro di consentire a tutti gli uomini di prendere parte alla riunione e di concedergli di poter ‎rimanere riuniti per tutto il tempo che a Macmillan fosse sembrato conveniente.‎

L’incontro fu estremamente interessante. Per circa mezz’ora consentii loro di esprimere il ‎loro pensiero ed essi parlarono di quanto male facessero le vaccinazioni e così via. Dopo che ‎tutti ebbero preso la parola, io dissi loro: "Stiamo perdendo tempo parlando della ‎pericolosità delle vaccinazioni perché si potrebbe dire anche tutto il contrario di ciò che ‎avete appena esposto. Il punto che adesso noi dobbiamo prendere in considerazione è cosa ‎dobbiamo fare adesso in merito a se farsi vaccinare o meno. Se vogliono vi vaccineranno lo ‎stesso ad ogni costo". Si alzò allora il capo della resistenza e disse: "Che diresti se fossi tu ad ‎essere in prigione e ad essere costretto a vaccinarti?". "Io sono stato in prigione", ricordai ‎loro, "e mi sono semplicemente scoperto il braccio ed ho ricevuto la puntura. Inoltre, tutti ‎noi che visitiamo le filiali straniere o ci facciamo vaccinare o rimaniamo a casa. La ‎vaccinazione non è assolutamente paragonabile alla trasfusione di sangue. Nel vaccino ‎non è fatto alcun uso di sangue. Si tratta di un siero. Così non sarebbe una violazione ‎delle Sacre Scritture che proibiscono di prendere sangue. Voi potete pensare che il vaccino ‎inquinerebbe il torrente sanguigno e che per questo motivo dovreste rifiutarvi di accettarlo. ‎Ricordatevi il racconto di ciò che avvenne a Paolo quando fece naufragio. Egli insieme ad ‎altri raccolse della legna per accendere un fuoco ed improvvisamente una vipera velenosa lo ‎morse ad una mano. Gli abitanti pagani dell’isola pensarono che Paolo fosse un assassino, ‎poiché pur essendo sfuggito alla morte in mare, era stato punito con il morso mortale di una ‎vipera. Comunque, Paolo scosse la vipera dalla sua mano gettandola nel fuoco e non subì ‎alcun danno. Perché non dovremmo noi ora agire come il profeta Geremia quando i principi ‎furono esortati dai sacerdoti a catturarlo e a metterlo a morte? Egli disse: ‘Io sono in mano ‎vostra, fatemi ciò che volete, ma se mi mettete a morte essendo io innocente voi spargete ‎sangue innocente su voi stessi e su questa città, poiché Geova mi ha mandato per dirvi tutte ‎queste parole’. Dopo di che i principi dissero a Geremia che essi non pensavano che egli ‎meritasse di essere messo a morte’. - Ger. 26:14, 15.‎

La nostra discussione durò circa due ore, e dopo i ragazzi decisero di accettare la ‎vaccinazione. Dichiararono inoltre d’essere disposti a scrivere una lettera di scuse per le ‎difficoltà che avevano causato a motivo della loro precedente posizione.‎

Erano passate le dieci di sera quando io potei recarmi nell’ufficio del direttore dove insieme ‎a lui era in attesa il medico della prigione. Mi chiesero subito che risultato avessi ottenuto ‎dopo il mio colloquio. Io chiesi loro: "Se i ragazzi accettano di farsi vaccinare, perderanno ‎alcuno dei privilegi dei quali godevano prima?"‎

Il direttore rispose, "No, sarà tutto dimenticato se essi si comportano come lei ci sta dicendo. ‎A noi piacciono i vostri ragazzi e sappiamo che sono sinceri, e non ci piace l’idea di doverli ‎punire solo perché si rifiutano di fare una cosa che considerano sbagliata". Anche il dottore ‎si dimostrò d’accordo con lui.‎

Ma ciò che adesso mi piacerebbe sapere", continuò il direttore, "è come li ha convinti a farsi ‎vaccinare?". "Ho semplicemente mostrato loro le loro responsabilità ed ho fatto notare che se ‎fosse accaduto qualche guaio il governo ne sarebbe stato ritenuto responsabile". "È ‎esattamente ciò che gli abbiamo detto noi, ma non siamo riusciti a convincerli". "La ‎differenza sta nel fatto che io ho parlato loro con la Bibbia, ed a quel libro i testimoni di ‎Geova obbediscono". "Sì, comincio a crederlo anch’io", fu la conclusione del direttore" - pag. ‎‎181-184‎

 
   
Questo racconto non ci interessa soltanto ai fini biografici del Sig. Macmillan. Apre uno squarcio su ciò che ‎era la realtà vissuta e praticata dai testimoni di Geova in quegli anni. Cosa si evince dal racconto? Due ‎cose fondamentali:‎

‎1- Le vaccinazioni erano presentate in maniera negativa nelle pubblicazioni Watch Tower e questo ‎certamente influiva sulle decisioni che alcuni prendevano. Anche se questo può, alla luce della mentalità ‎odierna sembrare strano e persino pericoloso, non dobbiamo dimenticare che ci troviamo agli inizi degli ‎anni 40, proprio all'inizio della pratica delle vaccinazioni su larga scala. L'obiezione della Watch Tower a ‎tale pratica medica non deve stupire in quanto molti altri, allora come oggi, sostengono che le vaccinazioni ‎sono dannose.‎

Per fare un esempio leggete cosa dice sulle vaccinazioni un sito di medicina naturale ‎‎http://www.naturalmail.it/natural_5.html:

 

   
‎•‎ Mito della vaccinazione N 1:‎

‎“I vaccini sono totalmente sicuri.”…o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 1:‎

‎“La vaccinazione provoca in misura significativa morte e menomazioni ad un costo personale ‎e finanziario sbalorditivo per le famiglie ed i contribuenti.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 2:‎

‎“I vaccini sono molto efficaci.” …o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 2:‎

‎“L’evidenza suggerisce che la vaccinazione è un inaffidabile mezzo di prevenzione della ‎malattia.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 3:‎

‎“I vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie negli USA oggi.” …o no?‎

Verità della vaccinazione N 3:‎

‎“Non è chiaro quale impatto abbiano i vaccini sul declino delle malattie infettive registrato ‎lungo tutto questo secolo.”

‎•‎ Mito della Vaccinazione N 4:‎

‎“La vaccinazione si basa su una fondata teoria e pratica dell’immunizzazione.” …o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 4:‎

‎“Molte delle assunzioni su cui si basano la teoria e la pratica dell’immunizzazione si sono ‎rivelate false nella loro applicazione.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 5:‎

‎“Le malattie infantili sono estremamente pericolose.” …o in realtà no?‎

Verità sulla vaccinazione N 5:‎

‎“I pericoli delle malattie infantili vengono molto esagerati al fine di spaventare i genitori e ‎renderli accondiscendenti verso una procedura opinabile ma remunerativa.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 6:‎

‎“Quello contro la polio fu chiaramente uno dei grandi successi nella storia delle vaccinazioni.” ‎‎…o non lo fu?‎

Verità sulla vaccinazione N 6:‎

‎“I vaccini causarono un sostanziale incremento della polio dopo anni di declino costante, e ‎sono la sola causa di polio negli USA oggi.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 7:‎

‎“Mio figlio non ha avuto reazioni a breve termine alla vaccinazione, quindi non vi è nulla di cui ‎preoccuparsi.” … o si?‎

Verità sulla vaccinazione N 7: ‎

‎“Gli effetti avversi a lungo termine delle vaccinazioni sono stati virtualmente ignorati ‎nonostante le dirette correlazioni con molte condizioni croniche.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 8:‎

‎“I vaccini sono la sola opzione disponibile per la prevenzione della malattia.” … o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 8:‎

‎“Sicure, documentate ed efficaci alternative alla vaccinazione sono state disponibili per ‎decenni ma soppresse dall’apparato medico.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 9:‎

‎“Le vaccinazioni sono legalmente obbligatorie, e quindi inevitabili.” …o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 9:‎

‎“Molti cittadini statunitensi – ma non tutti – possono ottenere l’esenzione legale.”

‎•‎ Mito della vaccinazione N 10:‎

‎“Gli ufficiali della pubblica sanità mettono sempre al primo posto la salute.” … o no?‎

Verità sulla vaccinazione N 10:‎

‎“Gli ufficiali sanitari compromettono la salute pubblica quando cercano di perpetuare i miti ‎della vaccinazione che non sono supportati dall’evidenza medica.”

‎(cfr Nexus Ed Italiana n° 15 Allan Phillips)‎

 
   
Se non avessimo indicato il riferimento e detto che si tratta di un sito internet avremmo potuto attribuire ‎queste argomentazioni ai testimoni di Geova negli anni 30.‎

Ma leggiamo ancora da un altro sito internet che si occupa di medicina:‎

I Vaccini sono Sicuri? No!
 

   

Il sistema di registrazione degli effetti collaterali da vaccino (Vaers) della FDA riceve circa 11.000 segnalazioni ‎annuali di reazioni avverse da vaccino, di cui circa l'1% (112) sono morti per effetti da vaccino. La maggior parte di ‎queste segnalazioni sono fatte da medici e la maggior parte delle morti sono attribuite al vaccino anti pertosse, la ‎‎"P" in DPT.‎

Questo dato da solo e’allarmante, ma e’ solo la punta dell'iceberg.

La FDA stima che solo il 10% delle reazioni avverse da vaccino sono riportate, un dato sopportato dagli studi del ‎Centro nazionale per le informazioni sui vaccini (Nvic). ‎

Infatti, il Nvic riporta che " a New York solo 1 medico su 40 (2,5%) conferma che una morte o una malattia sia ‎conseguente alla vaccinazione", quindi il 97,5% delle morti e delle malattie correlate ai vaccini vengono ignorate. ‎

Mettendo da parte le implicazioni per l'integrita’ della professionalita’ medica (i medici sono obbligati per legge a ‎denunciare gli effetti da vaccino), tutto cio’ suggerisce che le morti da vaccino attualmente dovrebbero essere piu’ ‎di 1.000 all'anno. ‎

Con la pertosse, il numero delle morti per vaccino fa apparire piccolo il numero delle morti per malattia, che e’ ‎intorno alle 10 ogni anno in accordo con il CDC, e 8 nel 1993, l'ultimo picco di incidenza annuale (la pertosse ha ‎cicli di 3-4 anni, ma non la vaccinazione). ‎

Messa giù semplicemente, il vaccino e’ 100 volte piu’ mortale della malattia. Se non fosse per i molti casi in cui ‎popolazione altamente vaccinate hanno contratto la malattia, e per il fatto che la malattia era gia’ diminuita ‎fortemente prima dell'obbligatorieta’ del vaccino (le morti per pertosse diminuirono del 79% prima del vaccino), tutto ‎cio’ sarebbe sconosciuto, ma ora e’ dura considerarlo un sacrificio necessario per il bene di una societa’libera da ‎malattie. ‎

Sfortunatamente la storia delle morti da vaccino non finisce qui. ‎

Studi nazionali e internazionali hanno dimostrato che le vaccinazioni sono una causa della Sids (Sindrome da ‎Morte Infantile Improvvisa), una diagnosi onnicomprensiva per i casi in cui la causa di morti e’sconosciuta; si ‎stima una percentuale di 5 su 10.000 casi ogni anno negli Usa). ‎

Uno studio rivela che i picchi di incidenza di Aids si riscontrano all'eta’di 2 - 4 mesi negli Usa, precisamente quando ‎vengono somministrati le prime due dosi di vaccino. ‎

Ci sono anche studi che mirano a trovano l'assenza di relazioni tra Aids e vaccini. Comunque, molti di questi sono ‎invalidati da un altro studio che rivela come la pratica del confondere abbia distorto i risultati a favore dei vaccini. ‎

È sbagliato scegliere la prudenza ? Questa credibile correlazione tra vaccini e morti infantili non dovrebbe essere ‎la causa di un meticoloso e diffuso monitoraggio dello stato delle vaccinazioni in tutti i casi di Aids ? Nella ‎meta’degli anni '70 Il Giappone innalzo’l'eta’vaccinabile da 2 mesi a 2 anni; l'incidenza di Aids ‎diminui’vertiginosamente. .

Malgrado cio’,la comunita’medica degli Usa ha scelto una posizione di rifiuto. I magistrati che indagano sulle cause ‎di morte (coroner) rifiutano di segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Aids e famiglie insospettabili continuano ‎a pagare il prezzo, non conoscendo i pericoli e private del diritto di scegliere.‎

I rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero totale di reazioni avverse ogni anno sia ‎attualmente più di 100.000. ‎

A causa delle mancate segnalazioni dei medici, nessuno conosce quante di queste sono permanenti disabilita’,ma ‎le statistiche suggeriscono che sono molto piu’alte delle morti (vedere la "petizione" sotto). Questa convinzione ‎e’rafforzata da uno studio che rivela come 1 bambino su 175 che hanno completato la serie del DPT soffre di "gravi ‎reazioni" e un rapporto medico destinato alle autorita’rivela che 1 su 300 immunizzazioni con DPT sfocia in ‎attacchi. ‎

In Inghilterra si assistette a un crollo delle morti per pertosse da quando la percentuale di vaccinazione e’scesa ‎dall'80 al 30% nella meta’degli anni '70. Lo studio dell'epidemiologo svedese B. Trolfors sull'efficacia e la ‎tossicita’del vaccino antipertosse nel mondo rivelo’che "la mortalita’associata alla pertosse e’correntemente molto ‎bassa nei paesi industrializzati e non si riscontrano differenze comparando paesi con alta, bassa o nulla ‎percentuale di immunizzazione". Egli rivelo’anche che, Inghilterra, Gallese, Germania Ovest, avevano piu’esiti ‎mortali da pertosse nel 1970 quando la percentuale di vaccinazione era alta rispetto alla seconda meta’degli anni ‎‎'80 quando la percentuale era diminuita. ‎

Le vaccinazioni ci costano molto di piu’che la vita e la salute dei nostri bambini. Il programma del governo federale ‎per il risarcimento dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato piu’di 650,6 milioni di dollari a genitori di ‎bambini morti o resi disabili dai vaccini, una media di 90 milioni all'anno per i contribuenti. ‎

Il Nvicp ha ricevuto piu’di 5.000 richieste dall'88, incluse oltre 700 morti da vaccino, e ci sono ancora oltre 2000 casi ‎pendenti di morte o malattia per i quali potranno occorrere anni prima di arrivare alla conclusione.‎

Nel frattempo, le compagnie farmaceutiche hanno un mercato sicuro: i vaccini sono legalmente previsti da tutti i 50 ‎stati Usa (sebbene facilmente evitabili legalmente), ma queste stesse compagnie sono "immuni" dalla ‎responsabilita’per le conseguenze dei loro prodotti. Inoltre, e’permesso loro di usare metodi che impediscono, negli ‎accomodamenti legali per risarcimento di danni da vaccino, la diffusione di informazioni al pubblico circa i pericoli ‎delle vaccinazioni. ‎

Questi compromessi sono chiaramente non etici esse costringono il pubblico americano che non esprime il proprio ‎consenso a pagare per le responsabilita’dei produttori di vaccini, che fanno in modo che questo stesso pubblico ‎continui ad ignorare i pericoli dei loro prodotti. E' anche interessante notare come le compagnie di assicurazione ‎‎(che fanno i migliori studi sulle responsabilita’) rifiutano di coprire le reazioni avverse da vaccino. ‎

Le posizioni delle compagnie farmaceutiche e delle assicurazioni paiono dunque dettate dai profitti.‎

   
Come vedete il mondo scientifico non ha ancora raggiunto l'unanimità intorno alla pratica della vaccinazione. ‎Con questo non vogliamo dire che siamo d'accordo con quanto espongono questi siti. Ma tali ‎espressioni ci permettono di capire le ragioni dell'obiezione alle vaccinazioni che si diffuse negli anni 30 e ‎non solo tra i testimoni di Geova e il perché di certi atteggiamenti che con gli occhi dell'uomo che vive nel ‎XXI secolo possono sembrare strani. Una prima regola della corretta analisi storica è la contestualizzazione ‎di fatti, persone e documenti. Ognuno di noi è figlio del suo tempo. E il tempo in cui visse Rutherfors ‎giustificava determinate prese di posizione?‎

Noi di Testimoni di Geova OnLine abbiamo cercato di ricostruire il periodo storico attraverso i documenti disponibili, e ‎nel tentativo di trasmettervi un quadro dell’epoca, riportiamo alcuni fatti e dati che probabilmente non sono ‎noti alla maggioranza.
 

   

‎1.‎ Nel 1919 . a Dallas, Texas – USA, dieci bambini furono uccisi e sessanta si ammalarono ‎seriamente a causa di un vaccino (toxin-antitoxin) che passò i tests del Dipartimento di ‎Salute dello stato di New York. La Mulford Company, produttrice del vaccino, pagò i danni ‎per ogni singolo caso.‎

2.‎ Nel 1924, venticinque bambini a Bridgewater e venti a Concord, USA, furono avvelenati da ‎un vaccino (toxin-antitoxin)‎

3.‎ Nel settembre del 1924, di quaranta bambini immunizzati con un vaccino (toxin-antitoxin) in ‎un Istituto per Infanti, vicino Vienna , sei morirono e numerosi soffrirono di necrosi alla pelle.‎

4.‎ Nel 1928, Lancet of February 4th (p. 249), riferì di “un più recente disastro in Russia" (Bull. ‎Hygiene, August 1927, p. 667) nel quale “quattordici bambini ricevetteto una tossina al ‎posto di una anatossina”‎

5.‎ Nel 1927 ci furono cinque morti fra i bambini vaccinati in China, altri trentasette si ‎ammalarono seriamente

6.‎ Nel 1928, a Bundaberg in Australia, dodici bambini fra diciasette a cui venne inoculato un ‎vaccino (toxin-antitoxin) morirono, gli altri cinque si ammalarono in modo critico. Il vaccino ‎fu dichiarato sicuro dal Public Health Department of Queensland

7.‎ Nel 1930, a Medellin, Columbia, Sud America, quarantotto ragazzi furono vaccinati con il ‎risultato che molti si ammalarono seriamente la stessa notte; uno morì il pomeriggio ‎seguente, quattordici morirono nelle successive sessanta ore e altri due morirono in sei ‎settimane

8.‎ Nel 1932, a Charolles, in Francia, centosettantadue bambini furono vaccinati. Tutti si ‎ammalarono poco dopo in modo serio. Uno di loro morì.‎

9.‎ Nel 1933 (Aprile) numerosi bambini dell’Italia furono vaccinati con una singola iniezione. ‎Nella provincia di Chiavari oltre ottanta dei bambini vaccinati si ammalarono gravemente, ‎alcuni di loro persero l’uso di braccia e gambe; uno di loro morì. A Venezia e Rovigo ‎sopraggiunsero gravi sintomi, tra cui la paralasi, che portarono alla morte dieci bambini. Il ‎governo italiano ordinò di fermare la vaccinazione contro la difterite; il National ‎Serotherapeutic Institute di Napoli, che fornì il vaccino, fu chiuso e il direttore arrestato.‎

10.‎ Traduzione da Le Progrès de Saône et Loire, Rue du Temple, Châlon-sur-Saône, July 24th, ‎‎1936 : "Risultati sfortunati della vaccinazione: lo scorso 20 maggio, il terzo richiamo per la ‎vaccinazione anti-difterite collettiva fu effettuato e centoventiquattro bambini furono ‎vaccinati. In alcuni casi furono rilevati febbre intensa e vomito. Un bambino morì il giorno ‎dopo all’età di ventitre mesi, nei giorni seguenti il numero di bambini che si ammalarono salì ‎a settantacinque.‎

11.‎ Lancet, January 1938: "Il rischio di incidenti rimane uno degli ostacoli in tutte le forme di ‎vaccinazione” (p. 48.)‎

12.‎ Annals of Internal Medicine (January, 1929, p. 668): "Toxin-antitoxin non è un preparato ‎inoffensivo e non deve essere somministrato a bambini in maniera azzardata. "‎

13.‎ The British Medical Journal, Marzo 23, 1929 (Epit. of curr. med. lit., p. 51), cita un ‎rapporto del Health Clinic di Atlanta, U.S.A., che dichiara : " Negli scorsi tre anni, la ‎somministrazione di un siero equino ha provocato gravi reazioni in non meno del 40% dei ‎casi. "‎

14.‎ Lancet, January 30, 1932, contiene un rapporto di due ricercatori (A. T. GLENNY and M. ‎BARR):" sembra evidente da questi esperimenti che il preparato toxin-antitoxin che si ‎dimostrò inoffensivo quando testato sui maiali, potrebbe essere velenoso per i bambini...”‎

15.‎ Medical World, December 5th, 1930: “...è bene menzionare che reazioni, a volte gravi, ‎sono seguite alla vacinazione T.A.T. . ." (p. 351.)‎

16.‎ Journal of the Medical Society of New Jersey, January, 1930, è dichiarato che : "Un ‎rapporto del 1927 mostra . . . che il 28,2% di 1999 pazienti trattati con il vaccino anti difterite ‎svilupparono gravi malattie."‎

17.‎ British Medical Journal, 10 August, 1935, dichiarò : "Il preparato Toxin-antitoxin non è ‎usato in Inghilterrà perchè rischioso...”‎

18.‎ Lancet 15 April, 1933 that : "Non si deve dimenticare che reazioni gravi possono seguire ‎alla vaccinazione toxoid-antitoxin.... (p 795)”‎

19.‎ Medical Officer, 6 July, 1929, it is stated : "Sappiamo che un preparato anti-difterite ‎non diluito fu usato a Londra cinque anni fa e le reazioni in un piccolo gruppo di adulti ‎furono così gravi che il suo uso fu abbandonato ... "‎

20.‎ Lancet, 17 March, 1934 : "Il largo uso di toxoid è stato abbandonato per la tendenza a ‎produrre gravi reazioni più di quante le nostre autorità sanitarie si aspettassero ..." (p. 582.)‎

21.‎ Clinical Excerpts. Vol. 8, No. 11, November, 1933, riporta :"Lo svantaggio del toxoid è ‎che può produrre spiacevoli, sebbene non pericolose, reazioni nei bambini più grandi a ‎negli adulti."‎

22.‎ Lancet, 14 May, 1932 (p. 1052),: "è stato obiettato comunque che il toxoid, specialmente ‎negli adulti, produca reazioni problematiche" (p. 1053.)‎

23.‎ British Medical Journal, 20 October, 1934 (Epit. of curr. med. lit., p. 57), pubblicò uno ‎studio sulle gravi reazioni prodotte dal vaccino anti difterite‎

   
Pensate che quanto sopra possa bastare per trasmettere un accurato quadro dell’epoca? Capite ora cosa ‎significa contestualizzare gli avvenimenti? Comprendete in che mondo si viveva allora? Avete notato quale ‎era l’opinione generale anche del mondo scientifico di quel tempo? Vi sembra corretto leggere tali ‎affermazioni alla luce delle tecniche mediche odierne? (nonostante abbiamo visto che attualmente vi sono ‎ancora forti dubbi su tali tecniche)‎

‎vedi anche:
http://www.cbsnews.com/stories/2003/03/29/health/main546669.shtml

Volete calarvi ancora di più nello scenario di inizio secolo scorso? Studiate con attenzione quanto esposto ‎nel sito: http://www.whale.to/a/bayly.html, ed approfondite bene la sezione:“SERIE DI DISASTRI 1919-1938”.‎

Ognuno di noi è figlio del suo tempo. Rutheford e gli altri testimoni di Geova non facevano eccezione e ‎quindi è normale che di fronte all'azione del governo che tentava di introdurre la vaccinazione obbligatoria ‎per tutti si reagisse in modo quasi violento e testardo. ‎

Ma critici ed oppositori non discutono tanto sulle ragioni dell'obiezione alle vaccinazioni, visto che tutt'oggi ‎anche altri le condividono. La loro argomentazione è tesa a dimostrare che a motivo di quella posizione ‎negativa le vaccinazioni venissero proibite a tutti i testimoni di Geova. Ricorre, come per i trapianti (vedi ‎l'articolo I Testimoni di Geova e il trapianto d'organi), anche per le vaccinazioni la solita cantilena: “ecco che a motivo di una posizione etica poi ‎abbandonata, il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova ha provocato sofferenze inutili, morti e ‎disassociazione per i dissidenti”. ‎

La risposta a questa speciosa obiezione ci porta alla seconda cosa fondamentale che impariamo dall'esame ‎del libro di Macmillan e cioè:‎

‎2 -anche se le vaccinazioni erano presentate con un linguaggio estremamente negativo (per motivi più o ‎meno plausibili dal punto di vista scientifico e biblico) non vennero assolutamente proibite a nessuno né ‎tanto meno ci furono espulsioni per aver violato il 'comando' che proibisce le vaccinazioni. Come possiamo ‎dire questo?

Non vi saranno sicuramente sfuggite le parole del Macmillan riferentesi ad una esperienza del 1943 e cioè ‎‎10 anni prima del cosidetto cambio di intendimento (Vedi la Torre di Guardia del 1 novembre 1953, che, a ‎detto dei critici, permise le vaccinazioni dopo quasi due decenni di proibizione assoluta. ‎
 

   
Ripercorriamo le tappe principali della esperienza di Macmillan:‎

1 Tutti noi che visitiamo le filiali straniere o ci facciamo vaccinare o rimaniamo a casa. La ‎vaccinazione non è assolutamente paragonabile alla trasfusione di sangue. ‎

2 Nel vaccino non è fatto alcun uso di sangue. ‎

3 Così non sarebbe una violazione delle Sacre Scritture che proibiscono di prendere sangue.‎

Alla luce di quanto sopra esposto risulta che l'accusa di incoerenza per aver abbracciato una posizione etica ‎poi abbandonata è falsa. Nel 1943 Macmillan, membro del Corpo Direttivo di allora, incoraggiò diversi ‎giovani testimoni di Geova a ragionare e applicare le Scritture in relazione la vaccinazione sostenendo:

‎1‎ la differenza tra questa e la trasfusione; ‎

‎2‎ la confessione che coloro che visitavano le altre filiali si vaccinavano senza tante storie e questo ben ‎prima del 1953, in piena epoca di contestazioni alle vaccinazioni.‎

Pertanto tutto il castello accusatorio dei nostri critici crolla. Se chi accettava di vaccinarsi non subiva alcuna ‎disciplina in congregazione e per di più diversi sorveglianti con responsabilità elevate accettavano le ‎vaccinazioni, possiamo dire che fossero “assolutamente proibite” come vorrebbero farci credere i nostri ‎critici ?‎

Ma vogliamo anche esaminare cosa avvenne realmente nel 1953. Ci fu o no un epocale cambio di ‎intendimento che permise le vaccinazioni prima proibite? ‎

Leggiamo alcuni stralci dell’articolo del 1° Novembre 1953 così da poterci fare una idea. L’articolo risponde a ‎questa domanda:

“È la vaccinazione una violazione della legge di Dio che vieta di ricevere sangue ‎nell’organismo?”‎

Ricordate l’articolo del 1931 citato sopra. Le vaccinazioni venivano messe in relazioni all’errato uso di ‎sangue. La rivista The Golden Age del 4 febbraio 1931 diceva:

"Non solo l’uomo ha versato illegalmente il ‎sangue del suo simile, ma egli ha preso il corpo della bestia e ha illegalmente contaminato il suo sangue ‎con dei veleni e successivamente ha preso questo sangue e lo ha iniettato direttamente a contatto ‎con il sangue dell’uomo, in nome dei vaccini e delle antitossine. Dal mio punto di vista questa è una ‎violazione della legge di Dio, di una gravità tale che non può esisterne una peggiore....Il sangue dell’uomo è ‎sacro. Esso non può essere contaminato venendo in contatto con il sangue di altre creature, sia ‎superiori che inferiori, o mediante il metodo insidioso dei sieri, oppure usandone come cibo”‎

Come vedete la chiave di lettura corretta della polemica sulle vaccinazioni per tutti gli anni 30 riguarda in ‎effetti l’errato uso di sangue. Visto che all’epoca i vaccini venivano preparati prevalentemente usando ‎sangue animale era evidente che per evitare di ingerire sangue, in qualsiasi forma, bisognava, secondo la ‎conoscenza di allora, evitare sieri e vaccini. (da notare comunque che in quel tempo l’assumere sangue non ‎comportava la disassociazione [vedi Torre di Guardia 15/07/1961 pag. 446-448]). ‎

Ritornando alla risposta contenuta nella rubrica “Domande dai lettori” del 1° novembre 1953 leggiamo:

“La ‎questione della vaccinazione dev’essere determinata individualmente dalla persona stessa che vi si trova di ‎fronte. Ogni individuo deve accettare le conseguenze della posizione e azione che prende nel caso di ‎vaccinazione obbligatoria. Facendo ciò in armonia con la sua propria coscienza e il suo apprezzamento di ‎quello che è indicato per la buona salute e nell’interesse dell’avanzamento dell’opera di Dio. La nostra ‎Società non può permettersi d’entrare legalmente nella questione o assumere la responsabilità del risultato ‎della decisione.”‎

Come leggete queste parole ricalcano il pensiero espresso da Macmillan dieci anni prima, in un‘epoca dove, ‎secondo i nostri critici, era in vigore la proibizione della vaccinazione. È evidente che nella congregazione ‎non vigeva alcuna proibizione assoluta riguardante le vaccinazioni. Però in effetti le riviste di allora ‎usavano un linguaggio vigoroso nel presentare il lato negativo della vaccinazione e aggiungevano, oltre alle ‎prove scientifiche contro tale pratica, anche ragioni bibliche. Ma quando parliamo di contestualizzazione ‎dobbiamo intendere anche la forma con cui si esprimono i documenti di un’epoca. Rutheford era un uomo ‎vigoroso, dal carattere forte e deciso. In più viveva in un’epoca diversa dalla nostra. Gli anni trenta sono gli ‎anni dell’avvento “di regimi autoritari e di personalità carismatiche in numerosi paesi del mondo. È un’epoca ‎di confronti violenti, di scontri politici e sociali, di ricerca di certezze, cui corrisponde l’organizzazione «teocratica» dei Testimoni di Geova”. (M.Introvigne, I Testimoni di Geova già e non ancora, Elledici, 2002, ‎pag. 52-53) La formazione culturale di Rutheford era “populista” e quindi certi toni presenti nelle riviste dei ‎testimoni di Geova dell’epoca sono comprensibili. (M.Introvigne, I Testimoni di Geova già e non ancora, ‎op.citata pag. 53). C’è anche da dire che certe posizioni assunte all’epoca, e che oggi appaiono esagerate, ‎secondo il sociologo Introvigne erano “comuni a molti dirigenti religiosi cristiani del suo tempo”.‎

La risposta contenuta nella rivista del 1953 non corregge la questione delle vaccinazioni dal punto di vista ‎religioso e disciplinare né da quello della libertà di scelta individuale dei testimoni di Geova, perché, come ‎abbiamo visto, nulla era cambiato rispetto al passato.‎

La rivista corregge l’errata applicazione di certi brani biblici usati negli anni 30, come ulteriore prova che le ‎vaccinazioni fossero dannose e da evitare. Ma tutto ciò non influì né prima né dopo sulla propria ‎appartenenza alla congregazione né sull’assunzione di privilegi di servizio.‎

Cosa possiamo concludere dopo questo nostro breve excursus sulla vaccinazione ? Che "l'odio" religioso ‎spinge alcuni a dare delle informazioni totalmente fuorvianti mescolando un pò di cose vere (con giudizi ‎soggettivi) a un po’ di cose false (veri e propri parti della loro fantasia).‎

I testimoni di Geova non negano di aver assunto nel passato posizioni errate. Figli della loro epoca a volte si ‎sono scagliati contro pratiche mediche e scientifiche che non incontravano l'unanimità nel mondo ‎accademico ed erano effettivamente pericolose. Quello che sfugge a molti è il fatto che le nuove scoperte in ‎campo medico pongono sempre quesiti morali a cui le religioni danno risposte diverse. Una evoluzione del ‎pensiero man mano che le nuove scoperte si affermano e chiariscono il loro campo di applicazione è ‎normale e persino auspicabile. ‎

La critica, secondo il nostro parere, dovrebbe essere condotta con argomentazioni più serie e ponderate. Dal ‎nostro punto di vista queste critiche sono ingiustificate; rileviamo invece che anche nei momenti critici i ‎testimoni di Geova hanno saputo mantenere un corretto equilibrio. ‎

Oggi, con un linguaggio ed una cultura diversa, i testimoni di Geova continuano ad ispirarsi ad i medesimi ‎principi menzionati nella Torre di Guardia del 1° dicembre 1974 (di cui abbiamo accennato all’inizio di questo ‎articolo). Invitano le persone a valutare pro e contro e lasciano libero il singolo di decidere secondo ‎coscienza. Quello che forse potremmo rimproverare ai testimoni di Geova negli anni 30 è l'uso di un certo ‎linguaggio "populista" e la tendenza all'estremizzazione. Ma ricordiamo sempre che stiamo valutando con il ‎metro moderno un modo di esprimersi di oltre 70 anni fa ed un Mondo che non ci è più proprio. Queste ‎valutazioni sociologiche fanno parte del metodo corretto di indagine che, ci spiace dirlo, manca totalmente ai ‎nostri critici.‎
 


   


Nota informativa in aggiunta tratta da "Bambini sani senza medicinali":‎

‎LE VACCINAZIONI: UNA BOMBA AD OROLOGERIA ‎

‎ ‎

Forse troverete questa affermazione difficile da accettare; le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e con tanta ‎aggressività che la maggior parte dei genitori le ritiene il ‘miracolo’ debellatore di molte spaventose malattie. ‎

Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. Per un pediatra, invece, contestarle equivale alla ‎negazione da parte di un prete del dogma dell’infallibilità del Papa. Molto di ciò che vi hanno fatto credere sulle vaccinazioni non è vero. ‎Non solo nutro su di esse gravi dubbi ma, se dovessi seguire le mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a rifiutarvi di ‎praticare a vostro figlio qualsiasi vaccinazione. Sebbene nei primi anni della mia carriera anch’io abbia inoculato vaccini, sono col tempo ‎divenuto un fermo oppositore della vaccinazione di massa. In questa sede riassumerò pertanto le mie obiezioni allo zelo fanatico con ‎cui i medici inoculano ciecamente proteine estranee nel corpo di un bambino, senza sapere quali eventuali danni possano provocare. ‎

Non esiste nessuna convincente prova scientifica del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna ‎malattia infantile. E’ vero che alcune malattie, un tempo assai diffuse, sono diminuite o addirittura scomparse da quando sono state ‎introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa di questo fenomeno, che potrebbe essere il generale ‎miglioramento del tenore di vita. Si crede comunemente che il vaccino Salk abbia avuto il merito di interrompere l’epidemia di ‎poliomelite che afflisse i bambini negli anni Quaranta e Cinquanta. Se così fosse, perché l’epidemia si fermò anche in Stati europei nei ‎quali il vaccino antipolio non era usato così diffusamente? Di maggiore attualità è il chiedersi perché il vaccino Sabin con virus vivi ‎venga tuttora somministrato ai bambini quando il dottor Jonas Salk, scopritore del primo vaccino, lo accusa di essere la causa della ‎maggior parte dei casi di poliomelite oggi esistenti. Continuare a inoculare questo vaccino nei bambini è un atteggiamento medico ‎irrazionale che non fa che confermare la mia asserzione sull’incapacità della medicina di riconoscere i propri errori. Con il vaccino ‎antipolio stiamo assistendo al ripetersi della riluttanza dei medici ad abbandonare la vaccinazione antivaiolosa che per trent’anni dopo la ‎scomparsa della malattia fu l’unica causa di morte per vaiolo. Riflettete: per trent’anni i bambini continuarono a morire a causa ‎dell’antivaiolosa sebbene il vaiolo non costituisse più una minaccia! Ogni vaccinazione comporta rischi significativi e ha numerose ‎controindicazioni che ne rendono pericolosa l’inoculazione. I medici, invece, le praticano abitualmente, senza nemmeno avvertire i ‎genitori dei possibili rischi e senza determinare se il vaccino sia controindicato per quel singolo bambino. Nessuno bimbo dovrebbe ‎venire vaccinato senza prima eseguire questo tipo di indagine, tuttavia ogni giorno eserciti di bambini vengono allineati negli uffici ‎competenti per essere vaccinati, senza tante domande... ‎

Mentre sono conosciuti i moltissimi rischi a breve termine della maggior parte delle vaccinazioni, nessuno è invece a conoscenza delle ‎conseguenze a lungo termine che possono derivare dall’inoculare proteine estranee nell’organismo di un bambino. Ancor più ‎sconvolgente è il fatto che nessuno stia compiendo uno sforzo organizzato per scoprirle.‎

Esiste un crescente sospetto che le vaccinazioni contro le malattie infantili relativamente innocue possano essere responsabili del ‎drammatico aumento di malattie autoimmuni verificatosi dopo l’introduzione delle vaccinazioni di massa. Si tratta di malattie terribili ‎come il cancro, la leucemia, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il lupus eritematoso, la sindrome di Guillain-Barré, l’Aids. Una ‎malattia autoimmune può essere definita in termini semplici come un’affezione in cui il meccanismo di autodifesa dell’organismo non è ‎in grado di distinguere gli invasori esterni dai propri tessuti, con conseguente autodistruzione. Abbiamo barattato orecchioni e morbillo ‎con cancro e leucemia? ‎

La più acuta controversia che sta attualmente infuriando nell’ambiente medico non è sfuggita all’attenzione dei mezzi di informazione: ‎un sempre crescente numero di genitori rifiuta di far vaccinare i propri bambini, affrontando le conseguenze legali della propria azione. I ‎genitori dei bambini che hanno subìto lesioni permanenti in seguito alle vaccinazioni non accettano più l’idea della ‘fatalità’ ma intentano ‎cause legali contro lo Stato, le case farmaceutiche produttrici del siero ed i medici che lo hanno inoculato. ‎

Alcune ditte hanno smesso di produrre vaccini e le rimanenti stanno allungando - anno dopo anno - l’elenco delle controindicazioni ‎all’uso. Nel frattempo, dato che le vaccinazioni obbligatorie comportano una successione di visite mediche e numerosi posti di lavoro ‎nei distretti delle Unità Sanitarie Locali, i pediatri continuano a difenderle fino alla morte. La domanda che i genitori dovrebbero porsi è: ‎‎"La morte di chi?". ‎

Solo ai genitori spetta decidere se rifiutare la vaccinazione o accettarla insieme ai rischi che comporta. Tuttavia, prima di accettare la ‎vaccinazione, permettemi un consiglio: documentatevi sui benefici e sui rischi connessi e discutetene con il vostro pediatra. E se ‎decidete di non far vaccinare il vostro bambino contattate le associazioni sorte proprio per dare consigli ai genitori che intendono ‎riconquistare la loro libertà di scelta. ‎

‎ ‎

‎(Robert Mendelsohn, da Bambini sani senza medicinali, Red, 1992, pag. 117 e segg.)‎

 
   

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